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INFORM - N. 135 - 8 luglio 2002

Luigi Bobba (ACLI): "Un errore, non invitare la CGIL"

Valutazione sostanzialmente positiva dei contenuti del "Patto per l’Italia" Premiata la coerenza e la tenacia di CISL e UIL.

ROMA – "E’ un errore non invitare la CGIL a discutere di welfare. Le materie del nuovo tavolo negoziale – giovani – famiglia, anziani – sono sicuramente legate ai contenuti del Patto per l’Italia, ma ne vanno ben al di là. E non invitare un grande sindacato come la CGIL non è una buona premessa per fare riforme efficaci. CISL e UIL insistano con il governo per evitare di partire con il piede sbagliato". Lo ha dichiarato il presidente nazionale delle ACLI, Luigi Bobba. "Non di meno – ha aggiunto - la scelta della CGIL di non portare al tavolo negoziale la forza e il consenso conquistati nelle piazze, è stato un errore. Errore che ha indebolito il peso dei lavoratori e ha lasciato a CISL e UIL l’onere di affrontare un negoziato difficile".

Il presidente delle ACLI dà un giudizio sostanzialmente positivo, ora che la firma è stata apposta, dei contenuti del Patto. "Riduzione della pressione IRPEF per i redditi più bassi, aumento dell’indennità di disoccupazione, completamenti della riforma del collocamento, avvio della formazione permanente sono un risultato che va apprezzato. Il ritocco sperimentale sull’articolo 18 non fa saltare certo i diritti fin qui garantiti e si colloca nella linea del non computo già largamente applicata per circa 1,5 milioni di lavoratori che appartenga a particolari categorie contrattuali (contratti di formazione e lavoro, apprendisti, lavoratori socialmente utili, ecc.).

"Sono però fuori luogo le parole altisonanti di Berlusconi perché i contenuti del Patto sono in una logica continuata con il Patto del 1996. Anziché retorica ci attendiamo fatti. L’accordo è un primo passo nella direzione giusta. Certo una completa riforma degli ammortizzatori sociali richiede ben altre risorse: circa 4000 milioni di euro in due anni, a fronte dei 700 milioni oggi impegnati.

"Voglio sperare – ha concluso Bobba - che il ministro Maroni ci ripensi e che la CGIL non insegua la strada della moltiplicazione degli scioperi e delle manifestazioni, ma concorra con tutto il suo peso alla riforma del welfare". (Inform)


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