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INFORM - N. 135 - 8 luglio 2002

Zoratto: Quasi trenta miliardi ai "giornali teletrasmessi" mentre si riservano le miserie alla "stampa periodica" che si pubblica all’estero e niente alla radio. Questo è uno scandalo, questa è una vergogna!

In tutta l’operazione ignorato totalmente il parere istituzionale del C.G.I.E.

ROMA - "Con infinito stupore ho appreso che i contributi (ex art. 3, comma 2 – legge 250/90) elargiti a solo due testate dal 1997 al 2001 per i quotidiani teletrasmessi all’estero superano nientepopodimeno che la somma di 29 miliardi di lire!"

Al "Corriere Canadese", quotidiano di Toronto (Canada) dal 1997 al 2001 sono giunti quasi 17 miliardi (per l’esattezza: 16.940.417.355); ad "America Oggi", di New York, è giunta la "modica" somma di oltre 12 miliardi di lire (12.099.214.351) !

Mentre alle 160 testate periodiche che si pubblicano all’estero vengono annualmente elargiti complessivamente solo 2 miliardi, e alle testate radiofoniche ed audiovisive che operano all’estero, nulla di nulla!

"Questa è una vergogna! Questo è un autentico scandalo che non può lasciare indifferenti né il Governo, né il Parlamento, né il CGIE", ha dichiarato Bruno Zoratto, Presidente della Commissione "Informazione e Comunicazione" del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

"Il fatto è politicamente insostenibile perché il CGIE non è mai stato né informato né coinvolto con richiesta di pareri, come la legge istitutiva prevede e prescrive nel delineare gli indirizzi degli interventi Italiani all’estero, compreso quello dell’informazione".

Zoratto continua dichiarando che tutto ciò è ancora più grave se si considera che i progetti dei giornali teletrasmessi oltremare (vedi Australia, Argentina e Venezuela) si trovano attualmente in profonda crisi o davanti alla chiusura.

"Ma un intervento dello Stato così massiccio (quasi 30 miliardi di Lire) non doveva forse essere realizzato ascoltando anche il parere del CGIE, che in base alla legge istitutiva (ripetiamolo) è chiamato a delineare gli indirizzi e quindi gli interventi per l’informazione italiana nel mondo?

Con "l’esercizio del voto all’estero" la questione della informazione italiana nel mondo è diventata fatto prioritario che non può essere più gestito da qualcuno in qualche meandro oscuro del Palazzo romano".

"La trasparenza – afferma Zoratto – è un fatto necessario, indispensabile, come obbligatorio deve essere il confronto con il CGIE, la cui legge istitutiva, all’articolo 3 impone di esprimere parere vincolante su tutti i settori dell’informazione che si rivolgono all’estero per i nostri connazionali. Chi non rispetta questo postulato è fuori della legge".

"Il CGIE – conclude Zoratto – la cui Commissione "Informazione e Comunicazione" si riunisce il 9 luglio, tratterà obbligatoriamente anche questa scottante questione, questo importante problema sorto con la pubblicazione dei contributi riservati ai giornali teletrasmessi". (Inform)


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