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INFORM - N. 135 - 8 luglio 2002

Si è svolta a Roma la prima riunione dell'Associazione Donne Italiane Diplomatiche

Spunti, riflessioni e approfondimenti sulla diplomazia al femminile

ROMA - Per valorizzare le potenzialità femminili nell'attività diplomatica si è svolto a Roma, presso l'Istituto Diplomatico, l'incontro di presentazione dell'Associazione Donne Italiane Diplomatiche (D.I.D.) Un'organizzazione di recente costituzione, fondata nel settembre del 2001, che può contare su oltre cinquanta iscritte. Una rappresentanza di tutto rispetto - a tutt'oggi non vi sono donne con il grado di ambasciatore e le rappresentanti del sesso femminile impegnate nelle carriera diplomatica non superano le 120 unità (l'11,6% dell'intero organico) - che aspira al pieno riconoscimento delle attitudini professionali e ad un aperto dialogo con donne diplomatiche di altri Paesi.

Una proiezione internazionale che l'associazione ha già sviluppato attraverso l'elaborazione di una specifica ricerca che pone a confronto, da un punto di vista qualitativo e quantitativo, la presenza femminile nelle strutture diplomatiche dei sette Paesi più industrializzati. Un parallelo significativo - illustrato nel corso dell'incontro dalla dottoressa Tosca Barucco - che a evidenziato il netto ritardo del nostro Paese nei confronti di altre Nazioni, come ad esempio gli Stati Uniti e la stessa Francia. Paesi che annoverano una significativa rappresentanza femminile nei gradi apicali della carriera diplomatica. Un livello di partecipazione, quello delle donne italiane in diplomazia, che appare molto lontano dalla soglia minima del 30% - proposta dalla stessa associazione in uno specifico documento dal titolo "La donna e il diritto internazionale" - che consentirebbe una reale influenza della rappresentanza femminile sui processi decisionali. In questa particolare classifica sulla presenza femminile, solo il Giappone, in piena controtendenza con gli altri Paesi industrializzati - presenta, con meno di 40 donne impegnate nella carriera diplomatica, delle percentuali inferiori alle nostre.

Dopo un breve indirizzo di saluto del vice direttore dell'Istituto Diplomatico Alessandro Levi Sandri volto a ricordare l'importante ruolo dalle donne nella vita internazionale dell'Italia - il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver ha in primo luogo sottolineato la necessità di superare lo stato di arretratezza culturale del nostro Paese che - a prescindere dalle diverse tendenze politiche dei Governi che si sono succeduti nell'ultimo decennio - impedisce a tutt'oggi una reale uguaglianza tra i sessi. Una difficile situazione che appare imputabile anche alla rinuncia, da parte delle dirette interessate, a portare avanti una battaglia per la difesa dei propri diritti fondamentali. " Le donne - ha proseguito il sottosegretario - non sono presenti ai tavoli decisionali (la rappresentanza femminile è scarsa nel Parlamento, nel Governo, in diplomazia e nei ruoli apicali della magistratura) e tutto questo porta ad un inevitabile impoverimento della democrazia. Per questa ragione le azioni e le iniziative della D.I.D. arricchiranno la società italiana... Il problema della diseguaglianza tra i sessi ha concluso la rappresentante del Governo con l'entusiasmo di una femminista della prima ora - aleggia sui tavoli della politica internazionale ormai da 15 anni e tutti i soggetti sovranazionali, come l'ONU e l'UE, prendono con estrema serietà le palesi discriminazioni inflitte alle donne. Nei prossimi mesi io sarò con voi per difendere una giusta causa e per portare avanti questa battaglia culturale".

Ma nel corso del dibattito la necessità di fornire un adeguato supporto alla nuova associazione è stata ribadita anche dal segretario generale della Farnesina Giuseppe Baldocci. Il massimo dirigente del MAE ha sinteticamente sottolineato come a tutt'oggi, pur essendovi delle questioni ancora irrisolte, non si possa parlare di una vera e propria battaglia delle donne per la rivendicazione dei diritti, ma dell'avvio di un dialogo con le rappresentati del mondo femminile che da sempre hanno dato, e continueranno a dare, un importante contributo alla politica estera del nostro Paese. Dopo una breve relazione della segretaria della D.I.D Gloria Belelli volta ad illustrare la prossima apertura di uno specifico sito Internet e la costituzione di un Forum per lo scambio di idee con le donne della dirigenza pubblica e del settore privato - la presidente dell'Associazione Annateresa Frittelli Annibaldi ha evidenziato come, al di là di un mero discorso rivendicativo, sia importante che le donne in diplomazia abbiano la possibilità di esprimere e di mettere alla prova ai più alti livelli le loro capacità professionali. Un atteso salto di qualità, perfettamente funzionale alla cosa pubblica, che potrebbe però richiedere del tempo e tutta la pazienza insita nell'arte della diplomazia. (Lorenzo Zita-Inform)


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