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INFORM - N. 132 - 3 luglio 2002

Da "Rinascita", ancora un intervento sul trasferimento dei contributi dall`AVS all`INPS.

Emanato il decreto-legge, e ora?…

ZURIGO - Il Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, ha emanato il decreto-legge n.108, recante: "Disposizioni urgenti in materia di occupazione e previdenza", approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì 6 giugno 2002.

L`articolo 3 del suddetto decreto-legge, inerente il trattamento pensionistico per gli Italiani rientrati dalla Svizzera, ormai definitivo, come volevasi dimostrare è uguale a quello in entrata. E non avrebbe potuto essere diversamente. Come ho già avuto occasione di scrivere precedentemente, il decreto-legge in entrata, benché fosse stato presentato congiuntamente dall`on. Silvio Berlusconi (FI), Presidente del Consiglio e, ad interim, Ministro degli Esteri, e dall`on. Roberto Maroni (LNP), Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, era già stato concertato con l`on. Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel mondo, e con l`on. Giulio Tremonti, Ministro dell`Economia e delle Finanze. Le Camere parlamentari hanno 60 giorni a disposizione per la conversione in legge.

Che fare intanto? Chi ha veramente a cuore solo la soluzione più ottimale possibile del gravoso problema provocato dal blocco del trasferimento dei contributi dall`AVS svizzera all`INPS italiana, previsto dagli accordi bilaterali EU-CH entrati in vigore il 1 giugno del c.a., secondo me, dovrebbe

smetterla con l`iniqua demagogia ed adoperarsi con i mezzi che ritiene più opportuni, a sensibilizzare i parlamentari italiani affinché, qualora anche loro concordano con il trasferimento virtuale,dei contributi dall`AVS, collaborino a perfezionare il predetto art.3.

Nessuno è obbligato. Ma, per favore, si prega di enunciare proposte concrete. Come si legge in certi annunci, sono dispensati: perditempo e bugiardi. Gli italiani emigrati non hanno bisogno di carità, né di fasulli capipopolo (Masaniello, all`anagrafe Tommaso Aiello, ci insegna che questi spesso fanno una brutta fine), ma di gente comune che dedichi un po’ del suo tempo libero alla salvaguardia dei loro diritti. Niente pietismi. Niente prese in giro. E, soprattutto, niente furberie. Io con una lettera aperta indirizzata al Governo, pubblicata bontà loro, dal settimanale Rinascita e da alcune agenzia di stampa, ed a vari parlamentari ho fatto presente i punti lacunosi del suddetto art.3.

E ho presentato un emendamento di modifica ad hoc. Probabilmente tutte le cose fatte dall`uomo, non è perfetto. Bene, chiunque lo desidera può apportargli proposte integrative. Ma lo faccia subito: il tempo stringe. Sfortuna (o fortuna?) vuole che io non sia ( non lo sono stato, né lo sarò mai) un parlamentare; anzi, da vari anni, non milito in nessun partito politico. Il che detto terra terra, non mi da nessun titolo o onori per essere ascoltato. E gli altri? Coloro che ricoprono cariche elettive nel CGIE, nei Comites, nei partiti ecc… , sono sempre convinti che la comunità sia ulteriormente disposta ad essere gabbata? Ho notato che da qualche giorno (forse da, una settimana) si stanno raccogliendo firme a sostegno di una proroga del trasferimento reale dei contributi dall`AVS all`INPS. Siccome io e gli altri esponenti di Alleanza Nazionale/ CTIM che facciamo parte del Comitato delle organizzazioni aderenti alla Petizione non siamo stati interpellati per il rilancio di tale iniziativa, mi chiedo: a chi la comunità italiana in Svizzera deve rendere onori e onori? Scusate, ma non potevate svegliarvi prima?! Norma vuole che si dovrebbe rendere pubblico non solo ciò che si chiede, ma anche l`ideatore (o gli ideatori) e la data in cui è stata lanciata l`iniziativa. Anche per evitare che si possa provare a sostenere date antecedenti di qualche anno. Gesù Cristo diceva: dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Sinceramente, però un piccolo dubbio mi assale: che gli ideatori di tale iniziativa non siano gli stessi della fallita marcia su Berna? A loro la risposta. Agli amici (io li ho e li ritengo ancora tali) che militano nell`Italia dei valori mi permetto sottoporre alla loro attenzione questa mia domanda: il Senatore Antonio Di Pietro, se aveva la seria intenzione di impegnarsi per una positiva soluzione del gravoso problema che assilla migliaia di famiglie di nostri connazionali, come mai non si è impegnato anche quando era Senatore in carica? Caro Dino Nardi, presidente del patronato ITAL-UIL in Svizzera, presidente della Commissione tutela e assistenza sociale del CGIE , membro del Comites di Zurigo ecc…, recentemente scrissi che i festeggiamenti dell`approvazione del decreto-legge erano solo rimandati e che non sarebbe mancato chi ti avrebbe volentieri invitato a brindare. Il decreto-legge è stato approvato, anche se con una settimana di ritardo. Non so se finora qualcuno ti ha già invitato a brindare. Però ti assicuro, appena avrò l`occasione d`incontrarti, senza offesa, ti offrirò io da bere. D`accordo?

Intanto, caro Dino Nardi, non posso esimermi dallo scrivere che quando giorni fa, lessi il tuo articolo intitolato: La montagna ha partorito il topolino mi pervase un cattivo presentimento.Pensai, vuoi vedere che l`attuale Governo dopo aver fatto una non perfetta legge per il voto all`estero, dopo aver fatto un non perfetto decreto-legge inerente il trattamento pensionistico per gli Italiani che rientrano dalla Svizzera, ha clonato un non perfetto Presidente del Consiglio? La cosa mi provocò un angoscioso stato d`animo. Normalmente la copia è sempre peggiore dell`originale e, poi, agli Italiani un Giuliano Amato basta e avanza. Inoltrandomi nella lettura del testo del tuo articolo capii che alludevi al deludente contenuto dell`art.3 del suddetto decreto-legge. Caro Dino Nardi, concordo pienamente con te. Ma, su, via, un po’ di verità, di coerenza e di equità nei giudizi non guasta mai, come il formaggio sui maccheroni. Se questo Governo ha partorito il topolino, l`ex Governo ulivista fu talmente sterile che non si riuscì a fecondarlo nemmeno con le circa 12000 firme raccolte dalle organizzazioni aderenti alla Petizione contro il blocco del trasferimento dei contributi dall`AVS all`INPS. È opportuno ricordare che AN/ CTIM in Svizzera idearono e lanciarono la Petizione anche perché riguardo al problema il CGIE assunse, già in partenza, un atteggiamento che definire blando si è troppo buonisti.

Le circa 12.000 firme raccolte furono consegnate, il 25 febbraio 2000 all`on. Cesare Salvi (DS), che allora era Ministro del Lavoro. (Antonio Lanza, membro del comitato)

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