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INFORM - N. 132 - 3 luglio 2002

L’Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati chiede all’Unione Europea una politica migratoria comune

BRUXELLES - Nella ricorrenza della Giornata mondiale dei rifugiati, l’Alto Commissario dell’ONU per i profughi, Ruud Lubbers, ha rivolto un appello alle nazioni dell’Unione Europea, affinché elaborino una comune politica migratoria capace di garantire protezione a coloro che fuggono dalla persecuzione e dalla violenza. Ludders ha presentato anche una serie di proposte che, secondo l’esperienza dell’UNHCR, possono favorire una riduzione del numero di coloro che fuggono dal loro paese.

Fondamentale è un’ottica capace di prendere in considerazione i paesi di provenienza dei rifugiati e di intervenire in modo che le persone non siano costrette a partire. Ha più senso cercare di aiutarle nella loro stessa patria o in luoghi il più vicino possibile ad essa, piuttosto che investire ingenti somme nella costruzione di frontiere sempre più controllate. L’aiuto economico è fondamentale: un esempio è rappresentato dagli afgani che stanno rientrando in massa nel loro paese. L’UNHCR calcola che entro l’anno due milioni di persone ritorneranno in patria. Ciò viene già avvertito in Europa, dove il numero delle richieste di asilo di profughi dall’Afghanistan è diminuito del 33%. Tuttavia, l’UNHCR stenta a trovare tutti i fondi necessari per assicurare il reinserimento in patria di un numero così elevato di persone. Lo stesso vale anche per altri paesi, dove è possibile il rimpatrio dei profughi. L’Unione Europea dovrebbe tenere conto di questo aspetto della questione.

Là dove, invece, non ci sono le condizioni per il ritorno, si dovrebbero sostenere i paesi limitrofi nell’aiuto ai rifugiati e prevedere l’accoglienza di contingenti. Così si farebbe in modo che le persone non prendano da sole la strada della fuga, cadendo nelle reti del traffico di esseri umani. Infine, è urgente per l’Europa elaborare una legislazione comune per l’asilo politico, che permetta di distinguere chiaramente le persone che hanno diritto alla protezione secondo la Convenzione di Ginevra attraverso una procedura rapida, giusta e trasparente. Le diversità nelle leggi sull’asilo all’interno dell’Unione favoriscono l’azione dei trafficanti, che spostano le persone da un paese all’altro, secondo le condizioni di accoglienza. Accanto alla politica dell’asilo va elaborata una politica migratoria di ampio respiro che favorisca le migrazioni regolari, controllate, a scopo economico. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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