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INFORM - N. 131 - 2 luglio 2002

Conclusi in Veneto i primi corsi per le "badanti": è la prima esperienza a livello nazionale

PADOVA - Il primo progetto pilota per "badanti" si è concluso con la consegna degli attestati di frequenza ai corsi di formazione socio-sanitaria, istituzionale e di lingua italiana. Si è trattato di un’esperienza che risulta "prima" non solo nel Veneto ma in Italia e che apre un percorso tanto ovvio quanto necessario. La "badante" un nome nuovo entrato nel nostro vocabolario che indica una figura altrettanto nuova e che risponde alla domanda di assistenza domiciliare per le famiglie che decidono di tenere in casa i propri familiari non autosufficienti. La semplice cerimonia è avvenuta ad Este, in provincia di Padova, alla presenza dell’assessore regionale ai servizi sociali Antonio De Poli, del dott. Paolo Cadrobbi che dirige l’Unità operativa di coordinamento sui principali problemi legati all’immigrazione, dell’assessore del comune di Este Gianna Anselmi e del responsabile del progetto dott. Antonio Ferro.

Le "badanti" che hanno frequentato i corsi, con sviluppo teorico e pratico, presso le strutture dell’Ulss 17, a partire da marzo, sono state una settantina. Tre i percorsi attivati: quello culturale integrativo di base ( 30 ore ); socio-istituzionale ( 20 ore ); professionale ( 80 ore).

La Regione, con questa iniziativa - ha sottolineato De Poli - ha anticipato i tempi, conscia dell’importanza di questa figura nel sostegno della famiglia. Prima ancora che ci fosse una specifica legge la Regione Veneto, ha rimarcato l’assessore, ha voluto avviare questo progetto sperimentale per dare risposta ad un problema oggi pressante, quello di assicurare l’assistenza alle persone anziane che rimangono in casa. "Siamo riusciti - ha aggiunto - a fare inserire la questione "badanti" nella legge Bossi-Fini, a lasciare le loro quote libere (come per le ballerine e i calciatori ), a far in modo che si proponesse che il riconoscimento dell’equipollenza dei titoli avvenga a livello regionale e che la loro quota non rientri fra quelle nazionali, ma in rapporto alle esigenze regionali". (Inform)


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