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INFORM - N. 129 - 30 giugno 2002

Politica migratoria svizzera in contesto europeo

BERNA - Negli Stati meridionali dell'Unione Europea e in particolare in Italia, Spagna e Portogallo si stanno discutendo misure legali urgenti per combattere l'immigrazione clandestina proveniente dal bacino del Mediterraneo e dall'Africa nera. Ciò dovrebbe aumentare la pressione sui confini meridionali della Svizzera nei mesi e negli anni a venire. Di fronte a questo fenomeno la Confederazione si rivela impotente, poiché non è membro dell'Unione Europea e non fa parte agli accordi di Schengen e Dublino. Negli ultimi mesi la richiesta di maggiori controlli e di leggi più efficaci contro l'immigrazione illegale è diventata sempre più pressante soprattutto negli Stati meridionali dell'UE. I Governi di Italia, Spagna e Portogallo si apprestano a potenziare i propri strumenti legali per limitare l'immigrazione. Argomenti finora tabù, come il diritto d'asilo e lo status di profugo, sono ora discussi apertamente.

Il miglior coordinamento delle politiche di immigrazione degli Stati membri, inoltre, è diventato un tema urgente anche nell'UE. In futuro saranno armonizzate con Paesi terzi, tra l'altro, anche le convenzioni finora bilaterali relative al rimpatrio forzato. In questo modo nei prossimi mesi aumenterà la pressione sulla Svizzera perché adegui la propria legislazione in materia di diritto d'asilo e di immigrazione. Il numero in costante aumento di immigrati clandestini provenienti dal bacino del Mediterraneo e soprattutto dall'Africa nera non lascerà alla Svizzera nessun'altra scelta se non quella di esaminare approfonditamente tutte le opzioni possibili con l'UE. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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