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INFORM - N. 128- 28 giugno 2002

Alla riscoperta di Nuova Cadiz: l'isola delle perle

Vitaliano Vita (CGIE): La nostra comunità in Venezuela al centro del progetto per recuperare i resti del primo insediamento spagnolo in America del Sud.

CARACAS - Il tempo ed un bradisismo negativo che sta inghiottendo le costruzioni vicine alla costa minacciano di distruggere i resti di Nueva Cadiz , sull'isola di Cubagua, una delle isole che circondano Margarita nel Mar Caribe, a pochi chilometri dalla costa orientale del Venezuela.

Pare siano stati i racconti sulle perle di queste isole a convincere i reali di Spagna a finanziare gli altri viaggi di Colombo, che fondò proprio su quella isoletta deserta e priva di ogni mezzo di sostentamento, Nuova Cadiz, omologa del porto dal quale salpò alla scoperta del nuovo Mondo.

Margarita (in greco significa perla) è l'isola maggiore del gruppo ove un tempo esistevano gli ostrali perliferi, che fornirono le più belle perle del mondo. Una volta sviluppatasi la raccolta delle perle, fu da lì che i conquistadores penetrarono nel Continente, fu attraverso l'Oriente del Venezuela e l'Amazzonia che giunsero sino in Brasile. Fu durante questi viaggi che scoprirono l'oro, l'argento, i diamanti.

Cubagua, Coche, Macanao e Los Frailes costituiscono il gruppo di isolette del mare dei Caraibi che circondano Margarita. Cubagua ha una superficie di una ventina di Kmq (8x3), completamente disabitata, brulla e priva di acqua. Ciononostante, per la ricchezza delle sue perle, divenne il primo insediamento europeo nel Continente sud americano.

Si dice che fossero le perle esibite in forma sfarzosa dagli indios della penisola di Paria ad attrarre l'interesse di Colombo... e ad indurre la Spagna a finanziare gli altri due viaggi.

Per anni, Cubagua, Margarita, Coche e Macanao furono punto di raccolta perlifera, fatto che giustificò la nascita di Nueva Cadiz che poi prosperò sino a raggiungere qualche migliaio di abitanti... in parte costituiti da schiavi utilizzati per la pesca delle perle...

Nuova Cadiz si sviluppò sino a trasformarsi in una "Aldea" munita di case di pietra, strade e servizi portuali. Laggiù, a testimonianza della presenza di un popolo numeroso e radicato, sorsero anche due chiese.

Verso il 1530, dopo 40 anni di sfruttamento incontrollato, le perle cominciarono a scarseggiare e Nuova Cadiz iniziò il suo decadimento che, in verità, fu progressivo, ma anche facilitato da disastri naturali, come l'uragano del 1560 e dalle incursioni dei pirati che spadroneggiavano nel mare dei Caraibi, come racconta Salgari nelle sue affascinanti storie corsare. L'abbandono totale e completo della isola avvenne però soltanto verso la seconda decade del secolo diciottesimo, quando i banchi perliferi, ormai ridotti, non consentirono più raccolti opulenti. Allora Nuova Cadiz fu definitivamente abbandonata: i suoi abitanti preferirono trasferirsi nella vicina Margarita o a Cumanà, intanto divenuta il più importante centro di raccolta e di scambi dell'Oriente venezuelano.

Da anni un gruppo di insegnanti dell'Odici (l'Osservatorio per la diffusione della Cultura italiana con sede a Margarita) e della Università di Oriente, accompagnato da un centinaio di studenti, si interessa alla riscoperta di Nuova Cadiz. In particolare il prof. Massimo Simoncini, vice presidente della locale Casa d'Italia ed esperto di immersioni e di vela, "Colombista" appassionato, che ha studiato un piano per riportare alla luce e valorizzare quel che rimane di Nuova Cadiz, i cui reperti, raccolti da visitatori occasionali, oggi sono esposti in vari musei del mondo.

A Nueva Cadiz si interessò anche Jacques Cousteau il quale, nei contatti che ebbe con il prof. Simoncini, suggerì di approfondire le ricerche sull'Isola di Cubagua perché potevano essere rivelatrici di chissà quali altre realtà...

C'è chi pensa che Cubagua e le altre isole vicine potrebbero essere i resti emersi di quel che era il territorio sul quale cadde l'asteroide che dette luogo allo scudo amazzonico; altri collegano il fenomeno di inabissamento progressivo, con le presunte attrazioni del triangolo delle Bermuda, ma indipendentemente da supposizioni e fantasie, dice il prof. Simoncini, Nuova Cadiz va salvata dal tempo: per noi tutti , italiani o venezuelani, rappresenta una testimonianza di un evento storico che segna l'inizio di una pagina nuova nella storia della Terra, che non può essere dimenticato e lasciato alla incuria ed all'arbitrarietà.

Cubagua, Nuova Cadiz , appartengono alla storia, alla scienza, sono proprietà universale e noi dobbiamo impegnarci a riscattarla contando sul nostro interesse e sull'aiuto di governi ed istituzioni culturali e scientifiche.

In effetti gli aiuti ci sono stati a cominciare dalla adesione giovanile, dei patrocinatori: Odici, Udo, Ente del Turismo, Ministero dell'Ambiente, Guardia Costiera ecc.. e così domenica 29 giugno oltre 300 persone, per lo più giovani, da Margarita sbarcheranno a Nuova Cadiz per iniziare una operazione di riscatto a partire da una pulizia totale dell'isola e con la classificazione e ricostruzione dei reperti esistenti, per poter disegnare una mappa di quel che è ed era Nuova Cadiz. "Poi, dice il presidente dell'Odici Marco Porta, inizieranno gli studi sulle coste ed i fondali dell'isola per ricostruire come si svolse la vita in Nuova Cadiz, quindi si formeranno gruppi di studio secondo le materie ed i problemi da affrontare, dalla conservazione alla ricostruzione... E se i risultati saranno quelli che ci attendiamo riproporremo al Sottosegretario ai Beni Culturali, on. Bono ,la richiesta di fornirci la consulenza di esperti a questo progetto così tanto italiano! (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


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