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INFORM - N. 127 - 27 giugno 2002

Intervista al Presidente dell'Ital-Uil dell'Argentina Franco Fiumara

Crisi argentina: necessario un articolato intervento dell'Italia che favorisca lo sviluppo di una nuova e moderna società

ROMA - Ormai da molti anni il Patronato Ital è presente con i suoi operatori nei maggiori Paesi d'accoglienza. Circa 300 sedi, tra uffici e recapiti, che svolgono in 17 Nazioni, oltre alle normali consulenze per i cittadini italiani all'estero, attività di supporto per le autorità consolari e diplomatiche. Un servizio di ampio respiro - i nostri connazionali vengono aiutati nel disbrigo delle pratiche previdenziali, fiscali, di espatrio e di cittadinanza - che, proprio per la varietà delle consulenze fornite ai singoli e alle famiglie, dà la possibilità all'operatore di conoscere le esigenze, le aspettative e gli umori delle nostre collettività. Un osservatorio privilegiato che, per quanto riguarda la drammatica crisi argentina degli ultimi mesi, ha fatto toccare con mano agli operatori dell'Ital le difficoltà in cui vive la nostra collettività e l'intero popolo argentino.

Per cercare di approfondire le dinamiche della crisi e le reali esigenze di chi la vive giorno per giorno abbiamo rivolto alcune domande al Presidente dell'Associazione Ital-Uil dell'Argentina Franco Fiumara. Un giovane magistrato che alterna il suo impegno nel volontariato con l'amministrazione della giustizia nella Provincia di Buenos Aires.

Lei, come operatore Ital e uomo di legge, sta vivendo in prima linea la grave crisi socio- economica dell'Argentina. A suo giudizio, al di là degli interventi di prima emergenza, quali iniziative dovrebbe intraprendere l'Italia per il sostegno dei nostri connazionali in difficoltà e per favorire il rilancio della stanca locomotiva argentina?

La comunità italiana in Argentina è vastissima e necessita di un contatto diretto e continuo con il Paese d'origine. I nostri connazionali che vivono in Argentina non hanno bisogno soltanto di soldi ma di un articolato intervento dell'Italia che consenta all'Argentina di progredire economicamente e di sviluppare una moderna società organizzata.

Ma quali effetti sta avendo la difficile congiuntura economica sulle fasce più indigenti della collettività italiana?

La maggioranza degli immigrati italiani presenti in Argentina sono in età avanzata e questo è molto preoccupante anche in considerazione del fatto che ormai il sistema previdenziale argentino si trova in una situazione disastrosa. In questo contesto anche il sistema sanitario nazionale appare ormai in una condizione fallimentare. Per ovviare a questi problemi sarebbe necessario un aiuto diretto dello Stato che però, come tutti sanno, è ancora latitante. In questa difficile situazione, resa più complessa dalla vastità della collettività, agli indigenti italiani gli aiuti vengono portati anche dalla stessa popolazione argentina.

Come si è mobilitata e quali iniziative ha intrapreso l'Ital per fronteggiare questa grave emergenza economica che ormai sta assumendo caratteristiche strutturali?

Il sindacato si è mobilitato abbastanza bene ma il sistema argentino, con le sue complicanze burocratiche, rende difficoltosa anche la ricezione e la distribuzione degli aiuti provenienti dall'Italia. Voglio ad esempio ricordare che a tutt'oggi il sistema bancario argentino è praticamente congelato e bloccato: gli argentini paragonano questa situazione ad un recinto per animali ermeticamente chiuso. In questa situazione anche l'eventuale l'invio di denaro dall'estero su di un qualsiasi conto corrente sarebbe infatti bloccato dalla banca che non provvederebbe al pagamento. Un congelamento del risparmio - in Argentina non vengono pagati gli stipendi e il denaro è consegnato solo in percentuale - che il patronato, al fine di portare avanti valide iniziative di sostegno e di assistenza diretta ai nostri connazionali, ha dovuto aggirare attraverso la stipula di distinti contratti con l'ospedale italiano ed altri enti pubblici.

Nelle prossime settimane il Fondo Monetario Internazionale si pronuncerà, dopo il congelamento dei crediti, sui futuri interventi in favore dell'Argentina. Lei crede che esistano i presupposti per una rapida soluzione della crisi?

Noi aspettiamo fiduciosi che il Fondo Monetario prenda una decisione sul futuro dell'Argentina e voglio approfittare di quest'occasione per rivolgere un appello all'Italia ed a tutte le collettività italiane nel mondo affinché appoggino le nostre istanze presso i competenti organismi internazionali. Quindi non chiediamo all'Italia solo un appoggio finanziario ma anche una costante pressione internazionale che faccia ascoltare ed amplifichi il grido della nostra voce. Per compiere dei decisivi passi avanti verso la soluzione della crisi bisognerà comunque attendere le prossime elezioni politiche che daranno alla nuova classe politica un pieno mandato popolare e quindi poteri più stabili ed ampi. (Lorenzo Zita-Inform)


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