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INFORM - N. 126 - 26 giugno 2002

RASSEGNA STAMPA

L'Opinione, 22 giugno 2002

Mario Baccini: un disegno di legge per promuovere la cultura italiana (III)

E' soprattutto dal mondo pubblico e privato produttore di cultura che la nuova Commissione attinge forza vitale: il suo nucleo propositivo e strategico è infatti costituito da personalità del mondo intellettuale, accademico, scientifico, imprenditoriale, giuridico e artistico nazionale, chiamate a contribuire al raggiungimento degli obiettivi individuati. A tali personalità, che costituiscono l'indispensabile collegamento con le istanze sociali e culturali, si affiancano, nell' ambito della Commissione, le istanze istituzionali del Ministero e di altre Pubbliche Amministrazioni, che parimenti intervengono, a diverso titolo, nella gestione ed organizzazione di attività culturali, scientifiche e linguistiche. Una novità caratterizzante del nuovo testo legislativo è la previsione di un raccordo organico con le Regioni e gli altri Enti territoriali e di settore, che diventano anch'essi protagonisti, accanto all'Amministrazione Centrale, dei processi decisionali in materia di promozione culturale all'estero.

Attraverso l'istituzione di un apposito "Gruppo di Contatto" composto da personalità del mondo culturale, le Regioni e gli altri Enti territoriali sono coinvolti nella programmazione e realizzazione di eventi culturali all'estero da organizzare congiuntamente. Le Regioni, inoltre, sono chiamate ad individuare personalità di elevato prestigio culturale da cooptare nella Commissione, al fine di conferire a tale organismo una opportuna rappresentatività dell'intera realtà nazionale. La conferma dell'incarico di presidenza al Ministro o a un Sottosegretario, da lui delegato, ribadisce il carattere di indirizzo politico che tale organo riveste. L'immissione tra le dodici personalità, di cui all'art.5, comma 1, di magistrati e imprenditori di rilevanza internazionale, riafferma il ruolo della Commissione quale momento unificante e di sintesi concettuale di tutte le diverse componenti istituzionali e non, che nel Paese concorrono a definire, sul piano culturale, il "sistema Italia". Altra novità è la possibile partecipazione ai lavori della Commissione di osservatori esterni, appartenenti non solo ad ambienti culturali, ma anche al mondo imprenditoriale italiano, al fine di stimolarne e favorirne il coinvolgimento.

4. Revisione degli incarichi ex art. 14, comma 6, Legge 401/90

La normativa vigente attribuisce al Ministro la facoltà di conferire incarichi di Direttore di Istituto di Cultura a "persone di prestigio culturale ed elevata competenza anche in relazione all'organizzazione della promozione culturale", fino ad un massimo di 10 unità. A tali personalità competono, di conseguenza, tutte le funzioni che vengono normalmente svolte da un Direttore di ruolo, sia nell'ambito della promozione culturale che in materia organizzativo-manageriale ed amministrativo-contabile, come da articoli 8 e 15 della legge sopra citata. Con l'introduzione di questa nuova figura il Legislatore del 1990 si proponeva di conferire maggiore visibilità e incisività alla promozione della cultura italiana all'estero, assicurando, con riferimento a specifiche esigenze in particolari Paesi, iniziative di più alto profilo rispetto alla programmazione attuata dal personale di ruolo. Dal 1992 ad oggi sono state individuate sedi di Istituti di Cultura cui l'Amministrazione ha ritenuto opportuno destinare, successivamente, personalità cosiddette di "chiara fama": Berlino, Budapest, Londra, Los Angeles, Mosca, New York, Parigi, Pechino, San Francisco, Stoccolma, Tel Aviv, Zagabria, Washington e San Paolo.

Ad una analisi complessiva, i risultati della gestione degli Istituti diretti dalle predette personalità non hanno sempre corrisposto alle aspettative delle stesse (comportando l'attività di direzione pesanti carichi gestionali ed amministrativi) né, tantomeno, alle attese, alle esigenze ed agli investimenti dell'Amministrazione. Il nuovo testo, recependo lo spirito della Legge 401/90, convalida l'esigenza di dare rilievo alla promozione della lingua e della cultura italiana all'estero mediante il ricorso a personalità di comprovato prestigio e spicco culturale, che possano fornire supporto e visibilità, con interventi e progetti di alto profilo, alle attività promosse, nel settore di specifica competenza di tali personalità, dal Ministero, dalle Rappresentanze diplomatiche, dagli Uffici consolari e dagli Istituti Italiani di Cultura. Rispetto alle norme in vigore, il ruolo e le funzioni di tali personalità si esprimono non più nell'ambito degli Istituti di Cultura - Uffici la cui direzione richiede conoscenze e competenze gestionali e professionali specifiche - bensì in quello di una più ampia politica di promozione culturale che, per specifici settori di intervento, il Governo intende, di volta in volta, perseguire e promuovere in un determinato Paese o in una determinata area geografica.

D'altronde, dall'esperienza di questi anni, non si può non rilevare che in varie circostanze la presenza di una figura di alto prestigio culturale e accademico presso un Istituto di Cultura ha costituito un valido elemento propulsore per la valorizzazione e diffusione di determinate attività culturali, soprattutto allorquando queste ultime erano collegate al campo di competenza dell'interessato. E' proprio il ricorso a queste specifiche competenze, spesso accompagnate ad una visibilità mediatica, che può consentire all'Amministrazione di conseguire, con maggior efficacia, gli obiettivi di una azione di promozione culturale di forte impatto quali: a) elevare il livello qualitativo delle iniziative programmate in determinati settori; b) avvalersi in maniera più capillare del tessuto culturale italiano; c) interagire in modo più incisivo con il mondo culturale del Paese ospite.

Nel nuovo disegno di legge, le personalità di elevato prestigio culturale diventano "Consulenti di elevato prestigio e competenza nella promozione della cultura, della lingua e délla scienza italiane", con propria autonomia progettuale ed organizzativa (anche finanziaria) chiamate a conferire dinamismo e visibilità ad attività e iniziative di particolare rilievo. In tal modo, l'attività dei Consulenti, che si espleta, pur nell'autonomia delle scelte culturali, nel rispetto delle direttive e degli indirizzi politico-culturali della Rappresentanza diplomatica, non si sovrappone né si confonde con i compiti dei Direttori degli Istituti di Cultura, ma anzi diventa complementare ad essi, arricchendoli di contenuti di alto profilo, nel settore di specializzazione dei predetti Consulenti. Nominati, come in precedenza, dal Ministro degli Affari Esteri, sentito il parere della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura, della Lingua e della Scienza italiane all'estero, i Consulenti possono operare, oltre che nel Paese di destinazione, anche nelle aree limitrofe. Essi, in qualità di funzionari delegati, dispongono di una apposita dotazione finanziaria le cui modalità di gestione sono definite con il Regolamento applicativo della presente legge.

5. La promozione della lingua italiana: razionalizzazione del sistema e nuovi obiettivi

Il susseguirsi e sovrapporsi di interventi normativi in materia di promozione della lingua italiana, la problematica convivenza tra strategie rivolte all'utenza di origine italiana e all'utenza straniera, l'utilizzazione di strumenti pubblici e privati non sempre coordinati ed efficaci in risposta ad una domanda in piena espansione, impongono di coordinare interventi ed obiettivi, al fine di una razionalizzazione delle risorse umane e finanziarie disponibili. In tale prospettiva il progetto di legge tende a riportare ad un'omogeneità di indirizzo le diverse competenze della "rete linguistico-culturale": Istituti, corsi di lingua, lettori, iniziative a favore delle collettività italiane all'estero. Riconoscendo alla promozione linguistica il ruolo cruciale di penetrazione culturale nelle società locali, con processi lenti, capillarmente diffusi e di non effimero impatto, il disegno di legge valorizza e stimola l'organizzazione, da parte degli Istituti, dei corsi di lingua e cultura italiana, non solo come importante fonte di auto-finanziamento ma anche, e soprattutto, quale strumento di raccordo con gli ambienti culturalmente più attivi dei differenti Paesi.

L'art.7, comma 9, introduce, quale elemento innovativo, la costituzione all'interno dell'Istituto di una Sezione per il Coordinamento Linguistico, affidata ad un Addetto/Coordinatore Linguistico dell'Area della Promozione Culturale per coordinare le strategie di insegnamento della lingua italiana in tutte le strutture didattiche ufficiali presenti nell'area di competenza dell'Istituto. L'obiettivo è quello di offrire un livello qualitativo di insegnamento della lingua e della cultura italiana ottimale rispetto all'offerta di altri enti, e di attuare quei criteri generali di uniformità didattica e valutativa individuati dal Ministero ( art.3 comma i). Un ulteriore elemento introdotto al fine di superare le attuali frammentazioni degli interventi linguistico-culturali a favore degli Italiani residenti all'estero, consiste nella possibilità di annoverare gli Istituti Italiani di Cultura tra i destinatari di fondi di cui all'art. 636 del D.l.vo del 16/4/94 n. 297 (già legge 153/71) per l'organizzazione di corsi di lingua e cultura mirati alle comunità di origine italiana. Quanto sopra, anche in ottemperanza alle raccomandazioni espresse dal Parlamento in tale materia.

Al fine di garantire, inoltre, un raccordo operativo tra la politica linguistica degli Istituti e l'attività di promozione della lingua italiana espletata dalle Università straniere, è valorizzata l'attività dei lettori operanti all'estero, che vengono posti funzionalmente alle dipendenze del Direttore dell'Istituto o dell'Addetto presso le Rappresentanze diplomatiche e Uffici consolari in Paesi in cui non operano Istituti di Cultura, il quale può avvalersi della loro collaborazione anche per la realizzazione di progetti linguistici e culturali. Vengono, altresì, confermati e potenziati i contributi alle istituzioni scolastiche ed universitarie straniere per la creazione e il funzionamento non solo di cattedre di lingua italiana ma anche di altre discipline insegnate nella nostra lingua. L'obiettivo di un'adeguata promozione della lingua e della cultura italiana è parimenti perseguito attraverso il supporto alla produzione editoriale nazionale con l'incentivazione della traduzione di opere letterarie italiane. L'obiettivo è l'incremento dei rapporti di collaborazione con i Dipartimenti di italianistica, nonché con altri centri di ricerca accademici stranieri interessati alla società italiana. Particolare attenzione è altresì rivolta al mondo dell'editoria ed alle produzioni editoriali bilingui, anche nell'intento di propiziare il processo di integrazione europea.

6. Cooperazione scientifica e tecnologica

La cooperazione internazionale nei campi della ricerca e della tecnologia è parte essenziale dell' attività di promozione culturale sia sul piano delle relazioni bilaterali che nei fori multilaterali, in quanto strumento di affermazione dei settori più avanzati della nostra cultura scientifica e dei settori produttivi, con ricadute positive in termini di competitività del nostro sistema Paese. La proiezione all'estero del sistema scientifico e tecnologico italiano si avvale della rete degli Addetti scientifici, che operano nell'ambito delle Rappresentanze diplomatiche, nonché degli Accordi di cooperazione scientifica e tecnologica. Il numero degli Addetti scientifici, attualmente limitato a 22 unità e che si vorrebbe elevare a 35, è tuttavia largamente insufficiente a garantire una adeguata presenza della scienza e della tecnologia italiana nel sempre crescente numero di Paesi che hanno interesse a rafforzare i rapporti in tali settori. Ne consegue che, nelle sedi in cui non operano Addetti scientifici, gli Istituti di Cultura sono chiamati sempre più a fornire supporto, anche attraverso le proprie strutture, alle attività di carattere scientifico e tecnologico.

7. Abolizione delle Sezioni di Istituti ltaliani di Cultura

Gli uffici all'estero sono di unica tipologia: "Istituti di Cultura". Nel corso dei dieci anni di applicazione della legge 401/90, la macchinosa interpretazione del dettato normativo ha reso estremamente complesso il meccanismo di gestione delle Sezioni degli Istituti di Cultura che si sono, progressivamente, configurate quali veri e propri uffici distinti, rispetto agli Istituti "fondatori", con propri organici separati. L'introduzione successiva dei vincoli gestionali ed amministrativi, imposti dal Regolamento attuativo della legge 401/90 (decreto 392/95), ha inoltre determinato notevoli appesantimenti burocratici in materia di bilancio e di programmazione, con conseguente rallentamento decisionale ed operativo delle Sezioni. L'intenzione originaria del Legislatore del 1990, ribadita anche dal successivo regolamento attuativo, di prevedere, con 1 ' istituzione delle Sezioni, "antenne specializzate" di Istituti di Cultura in grado di soddisfare specifiche esigenze locali di studio e di ricerca, è stata conseguentemente vanificata dalla prassi consolidatasi che ha trasformato "de facto" le Sezioni in repliche, su scala ridotta, degli Istituti. Il presente disegno di legge, pur riconducendo ad un'unica tipologia istituzionale tutti gli Uffici culturali operanti all'estero, conferma la possibilità per gli Istituti di creare proprie sezioni di studio e di ricerca specialistiche all'interno della circoscrizione di competenza e compatibilmente con le loro disponibilità di bilancio. In questo ambito, potranno essere valorizzati i settori di maggiore interesse, tra i quali quello archeologico, che attualmente trova espressione nell'attività delle Sezioni archeologiche de Il Cairo, Ankara e Atene.

8. Rafforzamento dei servizi e potenziamento del personale di ruolo e a contratto - Valorizzazione delle professionalità acquisite

Un adeguato progetto di sviluppo della promozione culturale, linguistica e scientifica non può prescindere dal miglioramento qualitativo dei servizi offerti quotidianamente all'utente da un Istituto di Cultura, elemento fondamentale di proiezione esterna: informazioni al pubblico, biblioteca, emeroteca, audiovisivi, corsi di lingua e cultura italiana, assistenza a studiosi e ricercatori. La crescita dell'operatività della rete e, di conseguenza, l'ottimizzazione degli standard qualitativi, richiedono il potenziamento e l'aggiornamento costante delle strutture e delle attrezzature, in particolare informatiche, oltre che adeguate risorse umane, con profili anche specialistici, laddove tali servizi lo richiedano. In tale prospettiva si è provveduto all'individuazione di una nuova figura di Addetto, con profilo professionale prevalentemente linguistico, preposto alla Sezione di Coordinamento Linguistico, capace di assicurare il coordinamento didattico degli insegnanti dei corsi di lingua organizzati dagli Istituti e di garantirne i necessari standard qualitativi.

Nella prospettiva di disporre di personale sempre più qualificato e specializzato, le nuove proposte normative prevedono l'aggiomamento formativo periodico di tutto il personale, non solo sulla realtà culturale nazionale ma anche sulle problematiche gestionali, giuridiche ed amministrative nella loro dinamica evolutiva. La previsione di un ruolo di dirigenza, riservato prevalentemente a funzionari dell'Area della Promozione Culturale, trova la sua motivazione nella necessità per l'Amministrazione di potersi avvalere di funzionari che, oltre ad avere acquisito dimestichezza di rapporti con l'ambiente estero, nel corso della loro carriera, abbiano anche un'esperienza di contatti costanti con gli ambienti culturali italiani. E' pertanto indispensabile che l'accesso alla Dirigenza, posizione terminale dell'Area della Promozione Culturale, sia riservato ad operatori con una pregressa esperienza professionale del settore e con competenze linguistiche e ambientali consolidate. Le suddette esigenze di specializzazione culturale, di esperienza estera e di competenze linguistiche, non potrebbero essere soddisfatte in maniera ottimale attingendo esclusivamente al ruolo unico della Dirigenza dello Stato.

9. Snellimento delle procedure amministrativo-contabili

Il disegno di legge fornisce i presupposti normativi per l'elaborazione di un regolamento di attuazione, che dovrà essere emanato entro i 12 mesi successivi all'entrata in vigore della legge, in linea con criteri di managerialità, efficacia ed efficienza dell'azione degli Istituti di Cultura. Per il conseguimento dei medesimi obiettivi è prevista, nel testo di legge, la possibilità di destinare presso gli Istituti di Cultura personale amministrativo del Ministero per i compiti di natura amministrativo contabile.

10. L'Istituto di cultura da organo di gestione a organo di strategia

E' questo l'obiettivo primario del presente disegno di legge. Esso, riaffermando la responsabilità istituzionale dell'Amministrazione degli Esteri nella promozione e nella diffusione all'estero della cultura e della lingua italiana- ferme restando le competenze in materia delle altre Amministrazioni dello Stato, quali risultano dalla normativa vigente - tende a superare le attuali debolezze strutturali attraverso misure di professionalizzazione del personale, di modernizzazione delle strutture e di coordinamento tra risorse pubbliche e private, nonché di programmazione qualificata e pluralistica. Nel valorizzare il patrimonio di strutture, mezzi ed esperienze di cui già dispone, il Ministero riconosce agli Istituti di cultura ed ai loro Direttori - chiamati a svolgere funzioni di promozione culturale con spirito di imprenditorialità creativa - il ruolo centrale di stimolo e direzione strategica della nostra politica culturale all'estero, nonché quello di interlocutori privilegiati con l'iniziativa privata in tale settore.

L'Istituto di cultura, pertanto, si caratterizza quale strumento fondamentale della nostra proiezione culturale, non soltanto per le iniziative che esso può direttamente realizzare con i propri mezzi, ma anche per le funzioni di coordinamento, di guida e di stimolo alla collaborazione con Regioni, Comuni, Province ed altri soggetti pubblici e privati italiani, potenziali ispiratori e finanziatori di eventi culturali di alto livello. In armonia con l'indirizzo che sempre più emerge nella legislazione e nella concreta attività amministrativa di valorizzare le sinergie tra pubblico e privato, il testo legislativo prevede a tal fine la possibilità per l'Amministrazione di partecipare o stipulare convenzioni con associazioni, fondazioni o società private per il reperimento dei fondi necessari all'organizzazione di attività od eventi culturali da realizzare all'estero. Catalizzatore di energie autonome, nel rispetto degli apporti delle Istituzioni con cui collabora, l'Istituto può offrire la propria esperienza e conoscenza della realtà locale e favorire gli opportuni contatti. Quale organo non solo di gestione ma di strategia, l'Istituto di cultura si presenta al confronto europeo con strutture e finalità istituzionali aggiornate: la sfida è quella di dare anche all'Italia risorse e mezzi adeguati a valorizzare e far conoscere un patrimonio culturale che non ha confronti.

Mario Baccini, Sottosegretario agli Affari Esteri

(3-fine)


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