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INFORM - N. 125 - 25 giugno 2002

RASSEGNA STAMPA

L'Opinione, 21 giugno 2002

Mario Baccini: un disegno di legge per promuovere la cultura italiana (II)

Proprio al fine di salvaguardare gli intenti originari del legislatore si rende oggi necessario apportare modifiche, anche profonde, che consentano di porre riparo all'insufficienza sopra segnalata assicurando un rilancio funzionale di tutte le componenti dell'Amministrazione, sia al centro che in periferia, in un rapporto di equilibrio tra momenti di impostazione strategico-politica e momenti di gestione.

Principali elementi innovativi del disegno di legge

1. Esplicitazione del rapporto tra Amministrazione ed Istituti di Cultura, definiti Uffici dell'Amministrazione degli Affari Esteri "dotati di autonomia operativa e finanziaria nel quadro delle funzioni di indirizzo e vigilanza sulla gestione" espletate attraverso le Rappresentanze Diplomatiche e gli Uffici Consolari. La mancata chiarezza della L. 401/90 sulla natura giuridica degli Istituti Italiani di Cultura rispetto agli altri Uffici del Ministero ha ingenerato difficoltà pratiche, non solo a livello amministrativo-contabile, ma anche nei rapporti con le autorità dei Paesi nei quali hanno sede gli Istituti: imposizioni fiscali da parte di alcuni Stati, tasse sulla proprietà degli immobili demaniali, mancati accreditamenti in lista diplomatica per il personale di ruolo. Tale situazione, oltre a creare difficoltà al personale in servizio all'estero, ha spesso influito negativamente sullo stesso svolgimento dei compiti istituzionali degli Istituti di Cultura. Nel testo di legge si conferma l'autonomia operativa e finanziaria degli Istituti di Cultura che aveva costituito una delle conquiste principali della Legge 401/90. L'attività di promozione culturale, infatti, richiede flessibilità, capacità di interventi, rapidità decisionale ed operativa (oltre ad adeguate disponibilità finanziarie) che non possono espletarsi nell'ambito di una normativa vincolistica. In tale contesto, uno dei principali elementi innovativi del testo consiste nell'armonizzazione dei concetti di autonomia delle scelte culturali - e quindi della creatività in esse insita - con le garanzie ed i controlli propri di una corretta gestione politico-amministrativa. D'altronde, la necessità di "riconoscere una controllata autonomia contabile ed amministrativa agli Uffici all'estero" prevista dalla L. 23/12/1996 n. 662 "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica" che addita gli Istituti di Cultura ed in particolare la loro autonomia operativa e finanziaria quale modello cui conformare l'organizzazione degli Uffici all'estero, trova conferma nel disegno di legge attraverso i meccanismi di controllo già previsti nel vigente Regolamento di attuazione della legge 401/90: indirizzo e vigilanza sulla gestione attuati dalle Rappresentanze diplomatiche e dagli Uffici consolari; mantenimento del collegio dei revisori; controllo della Corte dei Conti attuato sui consuntivi di spesa. Accanto al necessario controllo sulla gestione, le funzioni di indirizzo e vigilanza espletate dal Ministero anche attraverso le Rappresentanze diplomatiche e gli Uffici consolari, come previsto all'art. 3, lettera g), si contemperano con il principio della autonomia dei Direttori e dei Consulenti in merito alle tematiche culturali da porre in essere. Nel pieno riconoscimento della centralità del ruolo del Ministero degli Affari Esteri nell'attuazione della politica culturale all'estero, coerentemente inserita nel contesto della politica estera ed ispirate a quei valori universali che l'Italia contribuisce ad affermare nel contesto internazionale, l'attività di promozione culturale si espleta nel rispetto del pluralismo e della autonomia delle scelte da cui la cultura creativa trae alimento ed ispirazione.

2. Ampliamento dell'area di operatività degli Istituti di Cultura, per consentire la realizzazione di attività culturali anche in Paesi limitrofi, privi di Istituti; nomina di "Addetti per l'attività di promozione culturale e linguistica" presso Rappresentanze diplomatiche e Uffici consolari in Paesi in cui non operano Istituti di Cultura . Il susseguirsi di normative in materia di contenimento della spesa pubblica e di congelamento degli organici, nel corso degli anni di applicazione della legge 401/90, non ha consentito un ampliamento della rete degli Istituti di cultura adeguato alla forte domanda di lingua e cultura italiana proveniente da varie parti del mondo. Inoltre, i necessari "aggiornamenti" della rete degli Istituti di Cultura, imposti dall'evolvere delle priorità di politica estera, si sono dovuti forzatamente effettuare "a costo zero", ed hanno comportato un disinvestimento culturale nelle aree in cui, con scelte spesso dolorose e penalizzanti, si è dovuto procedere alla chiusura di sedi. La possibilità di operare nei Paesi limitrofi e di nominare "Addetti" presso le Rappresentanze diplomatiche e gli Uffici consolari, consentirà di rispondere, nel breve e nel medio termine, all'esigenza di assicurare la nostra presenza culturale nel maggior numero di Paesi possibile, spostando avanti negli anni e scaglionando l'aggravio di spesa che pur sarà necessario accollarsi, se si vorrà un effettivo adeguamento della rete degli Istituti di Cultura all'azione di promozione culturale che deve essere propria di un Paese quale l'Italia.

3. Ridefinizione della composizione e delle funzioni della Commissione Nazionale per la promozione della Cultura, della Lingua e della Scienza italiana all'estero. Nella presente proposta di legge la Commissione Nazionale, strutturata secondo criteri di maggiore rappresentatività, è stata ridefinita quale Commissione per la promozione della Cultura, della Lingua e della Scienza italiana all'estero, destinata ad assumere un ruolo centrale e propulsivo nell'attività di promozione culturale. Inserita più organicamente nel contesto attivo delle altre Amministrazioni pubbliche, delle Regioni, degli Enti e delle istituzioni che operano nel settore culturale e linguistico, la Commissione è organo consultivo del Ministro e dell'Amministrazione in fase di programmazione e svolge funzioni propositive in materia di iniziative volte a realizzare gli obiettivi di politica culturale. Rispetto all'assetto vigente, che prevede una composizione prevalentemente burocratica, la nuova struttura aspira a stabilire un efficace e dinamico raccordo nonché una costante intermediazione fra le istanze vive, operanti all'esterno dell'Amministrazione, e quelle interne ad essa.

Mario Baccini, Sottosegretario agli Affari Esteri

(2 - continua)


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