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INFORM - N. 125 - 25 giugno 2002

Aperto a Padova il seminario nazionale "Ponti fra culture". Zanon: "In Veneto 60 mediatori culturali nei prossimi due anni"

PADOVA - D’intesa con l’ANCI, la Regione Veneto ha attivato un progetto di formazione professionale per preparare una sessantina di mediatori culturali che, nel giro di due anni, potranno prestare la loro opera all’interno delle amministrazioni locali del Veneto per accogliere gli stranieri immigrati e collegarli al meglio con la realtà sociale ed economica del nord est. Lo ha detto a Padova, presso il Centro Papa Luciani, l'Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon che ha aperto i lavori del seminario nazionale sulla mediazione culturale dal titolo "Ponti fra culture", promosso dal Ministero del Lavoro e del Welfare e dalla Regione Veneto con il coinvolgimento di tutte le Regioni italiane.

L'iniziativa intende fare il punto sulla situazione odierna e le prospettive della mediazione culturale - strumento essenziale per un efficace inserimento sociale e lavorativo degli stranieri nel territorio italiano - alla luce anche della recente legge Bossi-Fini sull'immigrazione e su quanto già avviato in questi anni nelle diverse regioni. Ai lavori di Padova, ai quali assistono amministratori regionali e operatori dei servizi sociali pubblici e privati operanti nell’ambito dell’immigrazione, è intervenuta anche la Sottosegretaria di Stato Grazia Sestini.

"Nel Veneto, in questi anni - ha spiegato Zanon - si è sviluppato un articolato repertorio di progetti e buone pratiche di mediazione culturale nel settore dell'immigrazione, con l'obiettivo di facilitare l'inserimento degli immigrati extracomunitari nel settore dei servizi, del mondo della scuola, nell'organizzazione aziendale, nella sanità. Ma - ha sottolineato l’esponente veneto - la figura del mediatore culturale va perfezionata, professionalizzata, resa coerente nel contesto nazionale e regionale e resa funzionale alle diverse esigenze delle Regioni. Invece oggi le attività della mediazione culturale sono abbastanza disperse, promosse dai soggetti più diversi, con il sostegno spesso inadeguato di finanziamento pubblici "in ordine sparso" derivanti da normative settoriali e divise le une dalle altre". L’Assessore ha ricordato ancora che, nel Veneto, la mediazione culturale, nel suo duplice aspetto di formazione dei mediatori e di utilizzo dei mediatori, è presente in tutte le realtà provinciali. "L'istituzione del Tavolo Veneto di coordinamento regionale immigrazione - ha sostenuto Zanon - ha costituito una importante tappa nel percorso di riconoscimento della funzione e della valorizzazione della mediazione culturale. Il tavolo regionale, nell'ambito della formazione, ha inserito progetti specifici rivolti alla mediazione culturale. In quest'ambito, i recenti accordi di programma tra la Regione Veneto e le sette Provincie promuovono, avvalendosi di fondi statali e regionali, interventi di mediazione culturale coordinata a livelli provinciali, anche in funzione della costituzione di equipes e cooperative che includano mediatori di diverse culture ed etnie e con diverse specializzazioni".

"Sul tema delicato ed essenziale della mediazione culturale nel settore dell’immigrazione bisogna coinvolgere fortemente e da subito le associazioni degli immigrati e le realtà religiose che devono rappresentare gli interessi e i bisogni delle proprie comunità in un rapporto reale e leale con le istituzioni locali, regionali, nazionali. Questa è una delle sfide che ci pone l’immigrazione", ha proseguito Zanon che ha rivolto in questo senso una sollecitazione al Ministero del Lavoro e del Welfare presente nella persona della Sottosegretaria Grazia Sestini. La Sottosegretaria ha subito accolto l’invito dell’Assessore veneto riconoscendo che il coinvolgimento delle associazioni degli immigrati e delle loro rappresentanze religiose tocca uno dei cuori del problema immigrazione in Italia.

"Le associazioni degli immigrati e le loro comunità religiose - ha detto ancora Zanon - devono diventare elemento di mediazione diretta e punto di riferimento nel rapporto con le istituzioni locali. La comunità veneta ha bisogno di questo e su tali questioni la Regione Veneto intende attivare proprie linee di intervento e di investimento. L’obiettivo comune, sia all’Ente Regione, che agli enti locali, che alle associazioni degli immigrati, è che lo straniero che arriva nel Veneto per viverci e lavorarci non sia privo di riferimenti, con il rischio serio di perdere la propria identità sociale, culturale e religiosa, e la propria specificità, ma possa attraverso il sistema associativo dell’immigrazione avere punti di riferimento validi ai quali rivolgersi ma anche impari ad amare il paese in cui si trova a vivere e a lavorare. Questo accade in tanti paesi al mondo ma ancora non accade in Italia. Vogliamo partire dal Veneto - ha affermato l’Assessore - per invertire questo negativo stato di cose". (Inform)


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