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INFORM - N. 125 - 25 giugno 2002

A colloquio con il Presidente della UIM Giampiero Bonifazi. "Cresceremo per difendere i diritti degli italiani all'estero"

ROMA - Il secondo Congresso dell'Unione Italiani nel Mondo si è concluso con un parziale rimpasto dei quadri dirigenziali e con la riconferma del Segretario Generale Francesco Fatiga e del Presidente Giampiero Bonifazi. Una squadra affiatata che sta traghettando l'associazione, nata sei anni fa a fianco del Patronato ITAL, verso un impegnativo salto di qualità. Per cercare di approfondire il complesso ampliamento degli obiettivi, delle strutture e delle competenze abbiamo rivolto alcune domante al Presidente dell'associazione Giampiero Bonifazi.

"Questo Congresso - ha esordito l'esponente della UIM ricordando la nutrita partecipazione all'incontro dei delegati provenienti da tutto il mondo - si svolge in un momento particolarmente importante sia per alcune connotazioni della politica interna italiana, sia per la futura prospettiva del pieno esercizio di voto degli italiani all'estero. In questa ottica abbiamo assunto una serie di iniziative per l'ammodernamento e di ristrutturazione della nostra organizzazione. In sei anni di vita siamo cresciuti in maniera più che soddisfacente ed opereremo sempre più efficacemente per le comunità italiane nel mondo. Noi siamo intenzionati a migliorare - ha continuato Bonifazi riferendosi agli obiettivi di ampio respiro dell'associazione - i servizi per le comunità italiane, nel senso che vorremmo crescere per quanto riguarda sia la difesa dei diritti della gente, sia l'affermazione del diritto ai diritti…Ormai la globalizzazione è presente ovunque e le nostre comunità evidenziano delle necessità abbastanza pressanti, soprattutto in alcune zone del pianeta, come ad esempio l'Argentina, i cui problemi temiamo che possano estendersi ad altri Paesi del Sud America. Allo stesso tempo non possiamo dimenticare le nuove e gravi problematiche sul fronte dell'immigrazione. In questo momento stiamo infatti valutando con grande attenzione - come UIM ma anche come ITAL - la concreta possibilità di attivare specifiche iniziative presso i Paesi d'origine degli immigrati che giungono in Italia. Il nostro obiettivo sarà quello di migliorare le condizioni di vita di queste persone e di intervenire, per quanto sarà possibile, sui flussi dell'immigrazione clandestina. In questo contesto dovremo inoltre cominciare a pensare che vi saranno presto numerosi immigrati, nati in Italia e quindi in possesso della nostra cittadinanza, che faranno ritorno nel Paese dei loro padri ed avranno bisogno di servizi specializzati".

"Il problema della riforma degli organi di rappresentanza - ha concluso Bonifazi affrontando la difficile questione dell'ammodernamento dei Comites e del CGIE - nasce dalla mancanza di chiarezza del legislatore. Io credo comunque che il Comites debba trovare una realizzazione diversa, cioè di vera rappresentanza, oltre che con un'elezione fatta direttamente dalla gente, con specifici compiti che devono essere definiti come ad esempio, la tutela di gestione della comunità italiana. I nuovi Comites dovranno avere piena autonomia ed intrattenere un rapporto costruttivo con la struttura diplomatica presente nei vari Paesi d'accoglienza. In questo contesto, inoltre, anche le funzioni e le strutture del CGIE dovranno essere rinnovate e migliorate". (Lorenzo Zita-Inform)


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