* INFORM *

INFORM - N. 124 - 24 giugno 2002

Vito D'Adamo sui Mondiali oscurati dalla RAI: "Il servizio non è attivo oppure codificato" (con buona pace della lingua italiana!)

Anticipiamo l’articolo, che apparirà sul numero di maggio-giugno de "La Nuova Linea", il bimensile del Comitato Coordinamento delle Associazioni Genitori nel Baden Württemberg, diretto da Vito d’Adamo.

Tutti protestano: lettere, fax, telefonate, e-mail, articoli di giornali, comunicati e notizie d’agenzia hanno messo a fuoco tutto lo sdegno degli Italiani oltrefrontiera circa l’oscuramento dei programmi RAI, e non solo in occasione del Mondiale di Calcio in corso, ormai senza di noi. Da parte nostra continueremo a reagire, come abbiamo fatto da anni e non solo per la presente circostanza, insistendo nel richiedere alla RAI una soluzione soddisfacente per tutti. Potremmo esternare il nostro più profondo rammarico; l’umiliazione che proviamo; le frasi più irriferibili, che abbiamo udito in relazione a quest’ennesimo schiaffo in pieno viso, che non si riesce, non si deve sopportare. A questo punto è del tutto lecito pensare che o quelli della RAI siano stati finora più potenti di tutti i Governi passati e presenti o che questi ne siano stati sempre complici. Anche la compagine governativa, attualmente in carica, si è rivelata impotente a cavare il classico ragno dal buco. (A proposito: sono tuttora schermati anche i programmi sportivi delle emittenti berlusconiane). Viene anche da pensare se il tutto non sia una messa in scena, apprestata per i sempliciotti, che poi saremmo noi, italiani all’estero. Noi sappiamo solo una cosa, che tutti sproloquiano di democrazia e di parità di diritti, mentre per tante cose si naviga in pieno medioevo!

La rabbia

La questione va inquadrata nell’ambito dell’ormai copiosa documentazione, accumulatasi nei decenni e rimasta tuttora insoluta per mancanza di chiare risposte da parte delle dirigenze RAI, succedutesi nel tempo (o di volontà politica).Nel numero scorso abbiamo pubblicato gli interventi di Antonio Circosta, presidente del COMITES di Hannover, e di Vittorio Toro, da Catania, sugli oscuramenti perpetrati dalla RAI ai danni dei connazionali all’estero, seguiti da nostre considerazioni in merito.

"Tensioni, rabbia e malumori – ci scrive Marcella Continanza - nella maggior parte della comunità italiana di Francoforte che aspettava questo "Mondiale di Calcio" e se ne vede priva. L’unico discorso da parte della RAI sembra essere quello della "dimenticanza". Forse ce lo meritiamo perché in questi anni non siamo stati forti, uniti e capaci di farci ascoltare seriamente dal mondo politico. La gente reagisce personalmente, visceralmente, ed è irritante sentire che "con quel che già sopportiamo; tutto quello che l’emigrazione comporta, sradicamento dalle radici e dagli affetti, solitudine, problemi d’inserimento, e ora anche la RAI ci punisce". Si, questa privazione viene vissuta come punizione, perché gli "emigrati di lusso" possono comperare la smart card ed è sempre il povero che paga. È autolesionismo da parte politica? Questo avrà ripercussioni sul voto degli italiani all’estero? Stiamo affondando sempre di più nell’indifferenza: chi ci difende, chi ci protegge? È troppo chiedere di accorgersi di questa realtà? Il Ministro Tremaglia intervenga e che non siano solo parole quando parla di affermazioni e tutela, di assunzione di responsabilità, di diritti dei cittadini italiani all’estero. Già stiamo affrontando un momento difficile (espulsione di italiani), ma anche questo alla RAI – come informazione, direzione e redazione – è un problema da affrontare".

S’intensificano le rimostranze, rivolte al presidente della RAI, Antonio Baldassarre, per l’oscuramento dei programmi TV, trasmessi via satellite. Vibrata protesta del COMITES di Dortmund: "La collettività italiana all’estero non merita questo sopruso da parte della RAI". Aggiunge il presidente Emanuele Mascolo: "Accendete gli schermi TV anche per noi! Coraggio! Date una svolta alla vecchia politica! I cuori di tutti gli italiani all’estero saranno con voi e con il calcio italiano nel mondo". Il COMITES di Freiburg si richiama a quanto già detto e proposto sull’argomento per l’addietro, rinnovando il proprio dissenso nei confronti del trattamento che la RAI ha riserbato e riserva ai connazionali all’estero, programmando l’informazione secondo i suoi interessi. Radio Monaco di Baviera ricorda a Baldassarre che "le voci raccolte in questi primi giorni di mondiali non sono lusinghiere per la RAI". La Giunta del Comitato di Coordinamento delle Associazioni Genitori del Baden Württemberg, ha espresso, nel corso dell’ultima riunione ad Esslingen, il proprio sdegno per la politica discriminatoria nei confronti dei connazionali all’estero, che la RAI persiste ad attuare. Protesta, inoltre, contro le prospettate sospensioni delle trasmissioni radio in lingua italiana in Germania. Il Viceconsole Onorario nei Paesi Bassi, P. Adesso, esprime, attraverso l’agenzia giornalistica INFORM, tutta la sua indignazione: "La RAI col suo criptaggio ha reso ancora una volta ridicola la nostra immagine di Nazione nel Mondo". L’europarlamentare, On. Gianni Pittella, responsabile DS per gli italiani all’estero, invia da Bruxelles dichiarazioni di fuoco: "La RAI per compiacere il magnate Kirsch oscura i mondiali di Calcio!", aggiungendo che cripta "persino i programmi giornalistici sui mondiali" (si limitasse a questo, la RAI! - LNL). Bruno Zoratto, presidente della Prima Commissione Informazione e Comunicazione del CGIE, portando avanti l’annosa protesta contro gli oscuramenti, scrive accorate lettere a Baldassarre, dissentendo dalla linea di condotta, adottata dalla RAI e pronunciandosi per il ripristino dei programmi in "chiaro". Il "Corriere d’Italia" di Francoforte dedica un’intera pagina alle lettere di protesta, inviate da Giuseppe Moriglio, Enzo Cocuzza di "Ciao Italia", Giovanna Malcotti Röhm, Carmine Macaluso e Pier Luigi Sotgiu, del COMITES di Monaco di Baviera, Donato Martino ed da altri, già da noi menzionati. Il ministro per gli Italiani nel mondo, On. Mirko Tremaglia, chiede al ministro degli Affari Esteri e al ministro delle Comunicazioni un intervento d’emergenza sulla RAI, diretto a risolvere definitivamente una prolungata ingiustizia e a chiudere la questione. Sollecitando una pronta risposta, dichiara: "Le partite dei Mondiali di Calcio sono state oscurate dalla RAI. Non è la prima volta che avviene questo scandalo, e non è certamente la prima volta che io denuncio questa vergogna". Il capogruppo del PDCI rivolge un’interrogazione al ministro Gasparri.

La speranza

Mondiali oscurati – Il Segretario generale della Farnesina Baldocci interviene presso il direttore generale della RAI Saccà – Roma – Il segretario generale del ministero degli Esteri, Giuseppe Baldocci, si è fatto interprete presso il direttore generale della RAI, Agostino Saccà, delle vivissime aspettative delle comunità italiane all’estero e della Farnesina circa la piena ricezione all’estero della programmazione televisiva della RAI. D’intesa con il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, l’ambasciatore Baldocci ha soprattutto sottolineato il forte auspicio che la RAI possa adoperarsi con sollecitudine, per venire incontro alle pressanti richieste giunte in questi giorni ai connazionali residenti all’estero, specie in relazione alla trasmissione oltre confine delle partite del campionato mondiale di calcio (INFORM).

< Non ci siamo – precisiamo noi de "La Nuova Linea", richiamandoci agli esatti estremi del problema -: non sono solo le partite di calcio del Mondiale da trasmettere "in chiaro", ma tutti i programmi, che matrigna RAI oscura. A questo bisogna tendere: per questo ci si batte da anni. Non è di un contentino, che abbiamo bisogno. Il Governo, le istituzioni, i dirigenti RAI, quando si apprestano a porre in cantiere qualsiasi cosa per i connazionali, residenti in patria, devono estendere la loro attenzione anche agli italiani, residenti all’estero. Non è più possibile ridurre la nazionalità italiana ad una questione di mera residenza sul suolo natio, di fronte alla presenza fuori casa di una popolazione, che supera la cifra dei residenti in patria, tra oriundi (stimati, secondo le ultime ricerche della Fondazione "Migrantes" e della "Caritas", tra i 60 ed i 70 milioni) e i circa quattro milioni di cittadini di residenza estera. L’Italia è, in effetti, l’unica Nazione che possa vantare una simile popolazione sparsa per tutto il globo e bisognerà, alfine, che ne tenga conto in ogni occasione: vi sono obblighi, ai quali i detentori del potere non possono sottrarsi, pena l’universale riprovazione e la conseguente condanna>. Il Ministro Tremaglia, frattanto, attende fiducioso "l’annuncio che la RAI ha deciso di procedere alla trasmissione (in chiaro) delle partite di calcio dei Mondiali agli italiani all’Estero".

L'infinita delusione

La Kirch Media respinge la richiesta della RAI di diffondere in chiaro via satellite almeno le partite, giocate dalla Nazionale italiana ai Mondiali. Una nota della RAI giustifica il rifiuto della Kirch Media, titolare dei diritto di trasmissione dei Mondiali di Calcio, spiegando che detta compagnia ha " negoziato la cessione dei diritti di trasmissione territorio per territorio nel mondo intero, garantendo a ciascun broadcaster l’esclusiva nel proprio territorio, con il divieto esplicito di inviare i propri segnali al di fuori di questo preciso ambito, per non ledere i diritti degli altri acquirenti". Fine dei round e proclamazione del vincitore.

Estrema proposta

L’On. Mirko Tremaglia, che ha la testa dura e non ama essere menato per il naso, che per darsi da fare, si dà da fare, apre ancora una prospettiva, seppur limitata ai Mondiali: "È ora di finirla di far pagare ai nostri connazionali gli errori che sono stati commessi da altri. Se vi sarà una penale, si pagherà la penale".

Dopo di che, il vuoto pneumatico, mentre il tempo corre verso la fine dei Mondiali e si sarà persa anche quest’occasione per risolvere un problema, molto sentito dai connazionali all’estero.

Ora che la comitiva di campioni italiani, che per la natura stessa dei propri elementi, pare impossibilitata a tramutarsi in una squadra di calcio di qualche rilievo (ed il risultato della nostra peggiore partecipazione ai Mondiali di Calcio n’è conferma) è stata eliminata, l’argomento è chiuso? Si dovrà arrivare, dunque, a forme di protesta spinte per smuovere le acque, per ottenere qualche risultato: non recarsi alle urne, occupare Consolati, far scoppiare uno scandalo, provocare un processo, smettere con l’invio delle congrue rimesse in patria, sabotare i prodotti nazionali, disertare le spiagge ed i luoghi di villeggiatura italiani, altro?

È, dunque, la resa? Rivolgiamo la domanda a chi spetta rispondere. (Vito D'Adamo-La Nuova Linea/Inform)


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