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INFORM - N. 124 - 24 giugno 2002

Si è svolto a Roma il secondo Congresso dell'Unione Italiani nel Mondo. La relazione di Fatiga e gli interventi di Pittella, Lombardi e Danieli

ROMA - "La celebrazione di un Congresso è un momento solenne di analisi, di confronto democratico e di programmazione che va vissuto con grande responsabilità perché grande è la responsabilità di un'Associazione che, parte attiva della società civile, ha la pretesa di interferire nella vita di migliaia di persone tutelando i loro diritti, incanalando le loro aspettative, contribuendo alla formazione di una politica, quella che riguarda appunto gli italiani nel mondo, che non è più residuale". Con queste parole il Segretario Generale dell'Unione degli Italiani nel Mondo, Francesco Fatiga, ha aperto i lavori del secondo Congresso della UIM. L'organizzazione, nata sei anni fa, oggi può contare su 31 mila associati, 41 sedi all'estero - situate in 17 Paesi tra Europa, Americhe, Australia e Sud Africa - e 9 uffici dislocati nei centri nevralgici del nostro Paese. "Come UIM - ha proseguito Fatiga dopo avere ricordato la necessità di trasmettere i valori dell'italicità nell'era della globalizzazione e di difendere le conquiste sociali nella futura casa comune europea - vogliamo dare un contributo a questa fase di ascolto della Convenzione europea, e pensiamo di intervenire nel dialogo sul futuro dell'Europa, organizzando un sondaggio e una serie di seminari in varie città del vecchio continente".

Per quanto riguarda la promozione e lo sviluppo di iniziative in favore degli italiani all'estero, il Segretario della UIM, dopo aver espresso preoccupazione per i ritardi nella realizzazione del regolamento di attuazione della legge sul voto all'estero e sulla necessità di reperire nuovi fondi che permettano il completamento delle operazioni di bonifica delle anagrafi consolari e comunali, ha rilevato l'opportunità della creazione di un Sottosegretariato, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio, "che coordini le varie politiche e i vari soggetti istituzionali competenti in materia e che, soprattutto si avvalga di uno strumento di gestione originale, guidato da veri manager, svincolato dalle ferree procedure dello Stato e degli altri Enti pubblici, capace di attirare anche capitali privati".

La relazione del Segretario Generale ha anche toccato altri nodi salienti del contesto migratorio come ad esempio il coinvolgimento delle giovani generazioni e la riforma degli organismi di rappresentanza. "Per rivitalizzare il vasto arcipelago delle nostre comunità c'è assoluto bisogno un convinto ingresso dei giovani in ruoli da protagonisti. Il vero problema da affrontare resta, comunque, quello di rivisitare e potenziare i Comites ed il CGIE e di dare nuovo impulso all'associazionismo".

Al termine dell'intervento Fatiga ha inoltre illustrato le strategie future dell'associazione."Da qualche mese la nostra organizzazione è stata ammessa a far parte della Consulta Nazionale delle Associazioni per l'Emigrazione (CNE). In questa sede e nella linea di quanto già è stato sollecitato dalla Conferenza Stato-Regioni-CGIE, ci faremo promotori di una autoregolamentazione dell'Associazionismo nazionale che, nell'individuare strategie di potenziamento, non può più essere gravato da rami secchi e da sigle prive di strutture… Per crescere ancora una delle strade da percorrere è quella di stringere una collaborazione sempre più diffusa con le Unioni Regionali e le Camere Sindacali Provinciali della UIL, per aprire altre sedi sul territorio italiano anche al fine di inserire nelle Consulte regionali per l'emigrazione nostri associati residenti all'estero".

Durante il dibattito - dopo il breve indirizzo di saluto del Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni Enzo Ghigo volto ad esprimere pieno compiacimento per l'ingresso della UIM nella CNE ed a sottolineare la necessità di riscoprire e aiutare le associazioni dei nostri connazionali all'estero - il responsabile dei Ds per gli italiani all'estero Gianni Pittella ha in primo luogo evidenziato come a tutt'oggi la realtà dei nostri connazionali all'estero vada riesaminata nel nuovo contesto della globalizzazione. Un fenomeno che dovrà essere governato per salvaguardare i diritti di cittadinanza dei migranti. Per Pittella inoltre sarà opportuna sia una riforma che snellisca il complesso sistema burocratico del Mae e al tempo consenta l'acquisizione di risorse private, sia una concreta azione propositiva delle Istituzioni che garantisca i fondamentali diritti sociali e di cittadinanza nella futura casa comune europea. A seguire è intervenuto il coordinatore del Forum per gli Italiani nel Mondo Norberto Lombardi che, ricordata la necessità di accelerare i preparativi tecnici ed organizzativi del voto all'estero, ha esortato il Ministro Tremaglia ad assumere in questo contesto impegni concreti e reali. Per quanto riguarda la riforma dei Comites il rappresentante dei Ds ha invece auspicato che la futura riforma renda più agevole la partecipazione delle donne e delle giovani generazioni e fornisca a questi organi di rappresentanza - al fine di valorizzare l'operato della collettività - finanziamenti adeguati, poteri reali e competenze specifiche. Un importante appuntamento, il rinnovo dei Comites della prossima primavera, che, secondo Lombardi, tutte le forze dell'opposizione dovranno preparare per tempo attraverso l'elaborazione di un comune disegno politico.

Un'idea, il varo di una piattaforma programmatica per l'estero da parte dell'Ulivo, che è stata condivisa anche dal responsabile della Margherita per gli italiani nel mondo Franco Danieli. L'ex Sottosegretario agli Esteri ha affermato che la nuova legge sull'immigrazione, in via di approvazione al Senato, è di corto respiro e non tiene in considerazione l'irreversibilità dell'era della globalizzazione. Per quanto concerne invece le nostre collettività all'estero il rappresentante della Margherita si è detto preoccupato per quelli che ha definito "i proclami dal sapore retorico del Ministro Tremaglia" e per la scarsità di fondi erogati in favore dei nostri connazionali all'estero. (Lorenzo Zita-Inform)


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