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INFORM - N. 123 - 20 giugno 2002

RASSEGNA STAMPA

L'Opinione, 20 giugno 2002

Mario Baccini: Un disegno di legge per promuovere la cultura italiana

ROMA - In un contesto di rapporti internazionali nei quali la politica culturale si configura vieppiù quale componente essenziale della politica estera e quale veicolo privilegiato per la promozione di interessi politici ed economici, il presente disegno di legge intende fornire gli strumenti necessari per una politica di promozione culturale più efficace ed incisiva, al fine di diffondere e rappresentare all'estero un'immagine del "Sistema Italia" adeguata al ruolo internazionale di primo piano che il nostro Paese è chiamato a svolgere ed all'immenso patrimonio culturale di cui esso è depositario. Del resto, che la politica di promozione culturale debba essere considerata quale punto qualificante della politica estera, è concetto espresso con sempre maggiore frequenza sia dal Governo, sia da istanze istituzionali, politiche ed intellettuali.

Individuata quale risorsa primaria del nostro Paese, la "cultura", strumento di conoscenza fra i popoli ed al tempo stesso fonte di ricchezza e fattore di sviluppo, richiede una promozione a livello internazionale più competitiva, in grado di rappresentare al meglio la ricchezza e la profondità della produzione italiana, anche contemporanea, che trae ispirazione ed alimento da tradizioni universali e cosmopolite. L'esigenza di raggiungere platee più vaste e mercati più lontani, nonché la necessità di rispondere alla crescente domanda di lingua e cultura italiane proveniente da varie parti del mondo, impongono di veicolare all'estero non soltanto una concezione di cultura proiettata verso gli aspetti tradizionalmente umanistici del sapere, ma anche di trasmettere nuovi modelli culturali legati alla scienza ed alle innovazioni tecnologiche, al design, alla moda ed alla gastronomia, al fine di incentivare la ricerca e stabilire un collegamento con il mondo della produzione e dell'economia.

La distinzione concettuale tra cultura che si conserva, cultura che si trasmette o si comunica e cultura che si produce, trova nel presente disegno di legge un funzionale raccordo strategico non solo con le esigenze imposte dalla "globalizzazione" ma anche con la necessità di stabilire contatti e canali stabili di comunicazione tra la realtà culturale del Paese e la rete delle Rappresentanze e degli Uffici Consolari nonché con l'Amministrazione Centrale degli Esteri, al fine di garantire un'efficace selezione ed una pronta circolazione all'estero della nostra più qualificata produzione culturale. Di fronte a prospettive così ampie e a compiti così ambiziosi, gli strumenti giuridici e le strategie della nostra promozione culturale appaiono oggi fortemente condizionati da fattori di debolezza quali:

La realizzazione dei fini istituzionali della legge 401/90 è stata in parte vanificata:

Tale situazione ha cominciato a evolversi in senso positivo solo dal 1997, allorquando, con l'approvazione della legge n 251 del 28 luglio 1997,sono state destinate maggiori risorse all'azione di promozione della cultura e della lingua italiane all'estero, peraltro nuovamente ridotte nel corso degli ultimi due esercizi finanziari. La recente riforma del ministero degli Esteri, il cui tratto saliente è l'istituzione delle Direzioni Generali geografiche accanto alle preesistenti Direzioni tematiche, ha creato lo strumento con cui il nostro Paese, nelle sue varie componenti, può presentarsi sulla scena internazionale come "sistema competitivo", in grado di cogliere appieno le straordinarie occasioni che oggi si schiudono alla promozione della cultura, della lingua e della scienza italiane, grazie anche alla presenza di vaste ed affermate collettività italiane nel mondo. E' per questo motivo che si ritiene indispensabile, pur nel sostanziale rispetto dello spirito generale che anima il provvedimento di legge esistente, migliorare la normativa in vigore per gli Istituti Italiani di Cultura, anche nella prospettiva di un ulteriore processo di riforma della struttura del ministero degli Affari Esteri attualmente allo studio.

Mario Baccini, Sottosegretario agli Affari Esteri

(1 - continua)


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