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INFORM - N. 122 - 19 giugno 2002

Nel cinquantenario dell'Ital si sono riuniti a Roma i quadri e gli operatori in Italia e all'estero. Diritti e tutela: 50 anni di storia guardando al futuro

ROMA - " Il progetto di sviluppo dell'Ital è finalizzato alla creazione di un patronato moderno che sia in linea con le indicazioni contenute nella legge di riforma. Esso ha come punti centrali: lo sviluppo delle risorse umane impegnate nell'attività di tutela dei diritti; un'organizzazione fortemente decentrata e radicata nella realtà delle comunità locali e l'ampliamento delle attività e dei servizi verso nuovi settori della tutela sociale, come ad esempio quelli dei lavori atipici e dell'immigrazione". Questa in sintesi la "nuova frontiera" che il Presidente dell'Istituto di Tutela e Assistenza dei Lavoratori Giampiero Bonifazi ha presentato agli operatori dei patronati provenienti da tutto il mondo in occasione delle celebrazioni per i primi 50 anni dell'Ital. Il 18 giugno del 1952, a due anni dalla nascita della UIL, mosse infatti i primi passi questa importante rete di tutela sindacale che poi, già a partire dagli anni 60, cominciò ad operare all'estero per il sostegno e l'assistenza dei nostri connazionali. Una presenza importante che, durante la sua relazione introduttiva, è stata più volte ricordata dal Presidente dell'Ital.

"La nostra tutela deve essere efficace anche verso le comunità italiane all'estero - ha ribadito con forza Bonifazi - che a tutt'oggi risultano integrate nelle varie società d'accoglienza e di fatto riproducono al loro interno problemi molto simili a quelli della società italiana. Non possiamo però dimenticare - ha prosegue il Presidente dell'Istituto ricordando la grave crisi argentina - che in alcune aree geografiche, come ad esempio il Sud America, il tasso di complessità e drammaticità è notevolmente ampliato. Per questo frangente bisognerà sviluppare specifiche iniziative atte a realizzare una presenza sempre più ampia dell'Ital e della Uim negli organismi dei Comites e del CGIE. In questo contesto sarà inoltre opportuna l'identificazione dei nostri connazionali più deboli ed a rischio. Per loro dovranno essere realizzate nuove politiche di tutela sociale con un maggiore coinvolgimento della società italiana e in particolare delle Regioni e delle autonomie locali". Per quanto concerne il problema dell'immigrazione da Bonifazi è stata invece sottolineata la necessità di un intervento diretto dei patronati presso i Paesi di provenienza dei flussi migratori. Un'azione che dovrà sia circoscrivere i fattori che favoriscono l'emigrazione irregolare, sia fornire adeguati servizi agli stranieri e ai figli degli immigrati con cittadinanza italiana che, nel momento del loro rientro in Patria, avranno necessità di utilizzare le prestazioni maturate nel nostro Paese.

Nel corso dell'incontro - dopo i brevi interventi commemorativi del Segretario Generale della UIL di Roma e del Lazio Alberto Sera e del Presidente della Uiltucs Raffaele Vanni volti a ricordare la lunga storia dell'Ital e la necessità di migliorare ed estendere all'intera collettività l'assistenza individuale fornita dai patronati - il Segretario Generale della UIL Luigi Angeletti ha sottolineato come a tutt'oggi l'Ital, uno dei più efficienti Patronati d'Italia, contribuisca con il suo lavoro altamente professionale al rafforzamento sociale della UIL. "Oggi viviamo in un contesto europeo - ha continuato Angeletti segnalando le difficoltà di una democrazia in cui aumentano le disuguaglianze tra ricchi e i poveri - dove le politiche liberiste stanno tentando di scardinare le conquiste sociali faticosamente acquisite nel corso degli anni. Nel nostro futuro ci batteremo per questo modello di società europea, una vera e propria forma di civiltà politica, che noi abbiamo sempre condiviso. Il sindacato del domani - ha infine sottolineato il Segretario Generale evidenziando la necessità estendere la tutela sindacale ai milioni di lavoratori ancora privi dei diritti fondamentali - dovrà far si che i lavoratori non si sentano più soli e che tutti, presso le nostre strutture, possano trovare delle risposte adeguate".

Ma il dibattito stato caratterizzato anche da alcuni interventi degli operatori Ital che nei variegati Paesi d'accoglienza si confrontano con le problematiche dei nostri connazionali. Tra questi vogliamo segnalare la relazione della rappresentante canadese Maddalena Iannitti. L'operatrice del Patronato di Ottawa - dopo aver sottolineato la capillare opera di totale servizio portata avanti dall'Ital in questo importante Nazione d'accoglienza - ha ricordato l'insostituibile ruolo di supporto svolto dai Patronati, grazie alla loro decennale presenza sul territorio, nei confronti degli uffici diplomatici e consolari. Uno stabile rapporto di solidarietà, quello instaurato dall'Ital con i suoi assistiti, che in alcuni casi ha portato, proprio per dar maggiore forza alle rivendicazioni delle collettività, all'elezione degli stessi operatori nei tradizionali organi di rappresentanza degli italiani all'estero (Comites e CGIE). La Iannitti ha inoltre auspicato sia il rapido riconoscimento da parte del Ministero degli Esteri dei nuovi servizi previsti dalla riforma e già in gran parte erogati dagli operatori, sia il veloce adeguamento dei Patronati alle nuove esigenze dei giovani di terza e quarta generazione. (Lorenzo Zita-Inform)


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