* INFORM *

INFORM - N. 121 - 18 giugno 2002

Da Pagine, Venezuela

Verso la Conferenza mondiale dei giovani italiani e di origine italiana residenti all’estero

CARACAS - Anche la commissione Europa del CGIE, riunitasi a Stoccolma nei giorni 6-7 giugno, ha ritenuto di doversi occupare del progetto riguardante la realizzazione della conferenza Mondiale dei Giovani, sollecitata ed auspicata da questo e dal precedente Cgie. Infatti da tempo è opinione generale che, se si vuole realizzare una politica migratoria diretta a perpetuare la storia della emigrazione italiana, che tanta influenza ha avuto nel processo di sviluppo e di integrazione dei paesi di accoglimento – dice padre Tassello - si deve accelerare il passaggio dal vecchio al nuovo, chiamando a partecipare come vere protagoniste le giovani generazioni, testimonianze del processo di integrazione che oggi è alla base del multiculturalismo, elemento essenziale al processo di globalizzazione in atto.

Da anni i nostri ragazzi si riuniscono (o tentano di farlo) in gruppi o in associazioni per portare avanti il problema del loro inserimento nella società, del ruolo e delle funzioni che devono e dovranno svolgere.

Iniziative di aggregazione in America Latina sono state frequenti, basti ricordarne alcune per tutte: in Venezuela, Ragazzi Uniti e Campani nel Mondo; in Brasile le associazioni di San Paolo, Itu e Curitiba; in Argentina, dove grazie all’interessamento dei consiglieri del CGIE, Merlo, Angeli, Canale, Vargiu ed altri, sono avanzatissime le iniziative dei gruppi giovanili di Cordoba, Mar del Plata, Moron, Buenos Aires, Rosario, Loma de Zamora.

Stanno coagulando le premesse contenute nel programma esposto nella relazione dei giovani, presentata all’ultima conferenza mondiale dell’emigrazione, una delle poche cose apprezzate da tutti.

Non vi è dubbio che, pur rispettando il regionalismo, insostituibile stimolo associativo, si debba confluire verso un movimento integrato, quanto meno continentale, capace di gestire, con competenza e proprietà, i problemi dei giovani, quei problemi che, nei prossimi mesi dovranno essere individuati e discussi nelle conferenze nazionali e continentali in preparazione della Conferenza Mondiale. In particolare i giovani dell’America Latina dovranno affrontare problemi non soltanto lavorativi, ma anche strutturali, politici e sociali. Dovranno affrontarli con coerenza tenendo presenti le conseguenze delle loro scelte su se stessi, sul paese d’appartenenza e quello d’origine. Dovranno aver cura di arrivare a conclusioni attuabili ossia tali da essere recepite e trasformate in interventi normativi. Diversamente i problemi in atto rimarranno quel che sono ed il famoso "passaggio delle consegne" rimarrà una speranza per quelli di noi che sentono la necessità di naturali avvicendamenti ed un sogno per quelli di voi che attendono che tale evento si materializzi.

Una Conferenza dei giovani dunque per promuovere il loro pieno e responsabile coinvolgimento, necessario per accompagnare il passaggio dei compiti e delle responsabilità dalle vecchie alle nuove generazioni; una Conferenza di Giovani, con i giovani e per i giovani, per sollecitare una presa di coscienza del ruolo e delle funzioni che questi sono chiamati a disimpegnare in questa società pluriculturale. (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


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