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INFORM - N. 121 - 18 giugno 2002

Domenico Pisano (Azzurri nel Mondo) su "D’Alema a Los Angeles"

LOS ANGELES - In questa nostra lontana Los Angeles, così trascurata dagli Italiani d’Italia, che si fermano sempre a New York, ignorando la California che, da sola, è la settima potenza economica mondiale, dove non viene mai nessuno, ad eccezione dei cinematografari, abbandonata dall’Alitalia, dalla Rizzoli, dalle Banche Italiane, ritornata all’isolazionismo "italiano" di trent’anni fa, abbiamo avuto la visita, pensate un po’, dell’Onorevole Massimo D’Alema.

Indipendentemente dal partito politico cui appartiene, la gran parte della comunità Italiana di Los Angeles lo ha accolto quale ex Presidente del Consiglio italiano, ascoltando con pazienza e benevolenza la sua conferenza, che è stata mirata ai rapporti Europa-Usa, con speciale riferimento al terrorismo internazionale; tema svolto anche nelle altre tappe del suo lungo viaggio statunitense, svolto in forma privata, e correttamente mai focalizzato sulle divergenze dei Democratici di Sinistra con l’attuale Governo Berlusconi.

Il suo discorso è stato abbastanza "buonista", tutto teso ad accaparrarsi simpatie e consensi specialmente fra la audience americana, professando più o meno esplicitamente la sua ammirazione per gli Stati Uniti, salvo poi incepparsi sulla questione medio-orientale, quando ha ritenuto stigmatizzare la durezza della politica israeliana nei confronti dei palestinesi, "dimenticando" di censurare altrettanto duramente gli attentati suicidi che i terroristi palestinesi continuano a perpetrare a danno della popolazione civile israeliana, uccidendone uomini, donne e bambini innocenti ed inermi. Il tutto in aderenza perfetta con la linea della sinistra italiana da sempre filo-araba.

Dove poi non solo gli italiani presenti, ma anche e soprattutto gli americani hanno mostrato la loro forte perplessità è quando, rispondendo ad un paio di precise domande, le spiegazioni fornite sugli argomenti sono state insufficienti od addirittura non pertinenti.

Infatti, una delle domande è stata di questo tenore: "quale la differenza fra il Partito Comunista Italiano da cui Lei (D’Alema) proviene ed il Partito dei Democratici di Sinistra di cui è Presidente?". Sapete quale la risposta data? D’Alema, in evidente difficoltà, e non solo per la lingua, ha spiegato che trattasi di momenti storici diversi, che il passato Comunista appartiene ad un momento diverso, e che l’attuale partito è da considerarsi alla stregua di un qualsiasi partito socialista europeo, quali quelli francesi e spagnoli o del laburismo inglese di Blair! Ma il socialismo non vuole dire progressismo, innovazione e difesa delle classi povere? Come la mettiamo invece con l’attuale (che dura da anni) immobilismo della sinistra attestata su posizioni vecchie, in difesa di diritti acquisiti, senza visione del mondo che continua a cambiare a grande velocità, anche e soprattutto nel mondo del lavoro, che, per effetto delle nuove tecnologie, sta subendo una trasformazione epocale? E, come la mettiamo con la strenua difesa fatta durante i governi di centro sinistra degli interessi dei grossi capitalisti italiani e della finanza che conta?

L’altra domanda che ha imbarazzato visibilmente il "nostro" è stata quella rivolta per sapere la sua spiegazione sull’Europa che, via via in Paesi sempre più numerosi ed importanti, vedi la Francia, va a destra in modo sempre più marcato ed evidente, facendo collezionare alla sinistra (soprattutto ai comunisti ed ai socialisti) sconfitte sempre più cocenti. Quale la spiegazione? Sì, certamente un ammissione di inadeguatezza della sinistra attuale, bisognosa di rinnovamento e di programmi per la gente, ma, ingenerosamente e senza spiegazione, un’accusa precisa alla destra di "populismo" che, alla lunga, a suo dire, la porterà a successive sconfitte.

Ma, Onorevole D’Alema, ci vuole spiegare che cosa intende Lei per "populismo", perché ho la sensazione che il significato che Lei dà a questo concetto, sia molto, ma molto diverso da quello di accezione comune. (Domenico Pisano, Coordinatore di Azzurri nel Mondo per gli Stati Uniti Occidentali)

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