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INFORM - N. 120 - 17 giugno 2002

L’AITEF e gli ideali di Giacomo Matteotti

ROMA - Il 10 giugno a Roma, Lungotevere Arnaldo da Brescia, ha avuto luogo l’annuale attestazione di commosso ricordo e di deferente omaggio a Giacomo Matteotti, barbaramente trucidato 78 anni fa, vindice storico del popolo italiano i cui diritti fondamentali venivano conculcati con illiberali forme di abusi, soprusi e repressioni. Nel suo nobile discorso celebrativo, il presidente della Camera dei Deputati on. Casini ha ricordato tra l’altro le ultime parole pronunciate da Matteotti prima di morire, incise sul monumento eretto in sua memoria a monito dei posteri: "uccidete me, ma l’idea che è in me non la ucciderete mai".

Dopo la commemorazione, i membri del comitato di presidenza dell’AITEF si sono riuniti presso la sede della Fondazione intestata al martire socialista, con la partecipazione del prof. Sabatini, segretario generale della Fondazione stessa. Sentite l’introduzione del presidente Caria e le relazioni del segretario generale Ortu, del responsabile per l’Australia Bamonte, del presidente dell’AITAE-AITEF Allegra, il comitato di presidenza ha riaffermato la validità e l’attualità delle proposte avanzate dall’AITEF nelle Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo in tema di sicurezza, tutela e solidarietà sociale, di scuola, lingua e cultura, di diritti e cittadinanza, di informazione e comunicazione, di associazionismo. In particolare, su specifica proposta di Ortu, la presidenza AITEF ha ribadito l’inderogabile necessità di dare rilevanza costituzionale al CGIE, di abrogare la limitazione territoriale per la concessione della pensione sociale ai cittadini italiani residenti all’estero ultrasessantacinquenni ed indigenti; di approvare due leggi sulle provvidenze in favore della stampa e audiovisi italiani all’estero e dell’associazionismo nazionale e regionale.

A conclusione dei lavori il comitato di presidenza dell’AITEF – ispirandosi agli ideali e all’azione di Giacomo Matteotti – ha approvato con voto unanime la seguente dichiarazione di principio: "Lo spirito e la lettera degli Accordi di Helsinki, della Carta delle Nazioni Unite, delle risoluzioni adottate dalla Conferenza mondiale e dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dalla Commissione CEE e dalla Conferenza europea dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro nonché dalle altre Convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia costituiscono altrettanti imperativi morali ai quali l’AITEF non può, né deve né intende derogare. L’AITEF, altresì, intende contrastare e combattere qualsiasi forma di limitazione, di conculcazione o, peggio, di privazione di un solo diritto di ciascun essere umano, in quanto ha sempre costituito e costituirà sempre – in qualsiasi emisfero e latitudine – illegittima, illiberale forma di abuso, di sopruso e di repressione". (L.B.O.-Inform)


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