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INFORM - N. 120 - 17 giugno 2002

Sicilia Mondo sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina

CATANIA - Il Ponte sullo Stretto questa volta si fa, lo garantisco, è quanto ha sottolineato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopo 30 anni di attesa, questo Governo sembra avere intenzione di fare sul serio.

La prima pietra sarà posta entro la fine del 2004, la durata dei lavori è prevista in 5 ­6 anni e le prime auto ed i primi treni transiteranno sul ponte dello Stretto di Messina entro il 2010.

E’ questo il calendario delle tappe comunicato dal Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi e dai nuovi vertici della concessionaria dell’opera, la Società Stretto di Messina il cui Presidente è Giuseppe Zamberletti, ex Ministro della protezione civile con l’amministratore delegato Pietro Ciucci al termine di una breve riunione a Palazzo Chigi con lo stesso Presidente del Consiglio Berlusconi.

Il ponte costerà 4,6 milioni di euro (9000 miliardi di vecchie lire), sarà lungo 5.070 metri come lunghezza totale del manufatto, altezza dal mare 64 metri, altezza delle torri 380 metri, larghezza 61 metri. Avrà due carreggiate con tre corsie autostradali e 2 di emergenza per gommati, 4 binari ferroviari, di cui 2 di servizio. Potrà sopportare 4500 veicoli l’ora per ogni senso di marcia, oltre 200 treni. Peso strutturale 70.500 tonnellate, peso delle torri 54.100 tonnellate ognuno, diametro dei cavi metri 1,32. Peso complessivo dei cavi 166.600 tonnellate.

Il Ponte diventerebbe l’ultimo anello di collegamento rapido con la Sicilia una volta completata la linea ferroviaria di alta velocità da Napoli a Reggio Calabria. Certamente una sfida che qualificherebbe l’Italia a livello internazionale congiungendo la Sicilia al resto dell’Europa. "Sicilia Mondo" ha avviato contatti con la Società Stretto di Messina per riproporre quanto avanzato nel 1998 ai Presidenti della Regione Sicilia e Calabria del tempo Drago e Misticò e cioè, una partecipazione al progetto finanziario per la costruzione del Ponte attraverso una pubblica sottoscrizione da parte dei siciliani residenti all’estero sulla base di un programma che preveda, tra l’altro, che il capitale possa essere in parte sottoscritto da cittadini italiani o di origine italiana non residenti in Italia. Le azioni da riservarsi a tale categoria potrebbero essere privilegiate nella ripartizione degli utili.

L’iniziativa di "Sicilia Mondo" del 1998 fu accolta con euforia ed entusiasmo tra i siciliani all’estero; numerose le telefonate di adesione, di incoraggiamento e di disponibilità all’acquisto delle azioni. Diverse le motivazioni; dal desiderio di dare un contributo finanziario, anche minimo, come occasione per riaccendere attraverso il Ponte, un legame di interesse e di amore per la terra di origine, all’orgoglio di vedere realizzata in Sicilia la costruzione dell’ottava meraviglia del mondo, alla gioia di sognare una grande opera nella propria isola come rivalsa alle storiche dimenticanze dei Governi italiani nei confronti della Sicilia. (Inform)


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