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INFORM - N. 119 - 14 giugno 2002

Il motto della prossima Giornata Nazionale delle Migrazioni è un invito all’accoglienza cristiana

"Accoglietevi come Cristo ha accolto voi"

ROMA - Quest’anno si terranno nella regione Basilicata le "manifestazioni centrali" della Giornata Nazionale delle Migrazioni. Queste iniziative di informazione e di sensibilizzazione ai problemi della mobilità umana, come quelle che si svolgeranno in tutta l’Italia, si concluderanno nella terza domenica di novembre 2002 (il giorno 17 del mese) con una S. Messa teletrasmessa da Acerenza (Potenza).

La CEMI, Commissione Episcopale per le Migrazioni, ha scelto come motto della Giornata un passo di San Paolo (Rom 15,7): "Accoglietevi come Cristo ha accolto voi". Tutti sappiamo come il tema dell’accoglienza in questi giorni sia all’ordine del giorno. Per il cristiano l’accoglienza non è un’opzione facoltativa, ma un imperativo. Essa è la traduzione concreta dell’altro imperativo "Amatevi come io vi ho amato". Qui ne va di mezzo l’identità cristiana, la fedeltà al Vangelo. Non possiamo dimenticare l’identificazione di Cristo con il forestiero "Ero forestiero e mi avete ospitato" (Mt 25,35).

Va sottolineato che l’accoglierci "come Cristo" ci ha accolto detta lo stile dell’accoglienza cristiana, caratterizzata dalla gratuità e dalla universalità. Per il cristiano non ci sono stranieri, né interessi da difendere; la sua accoglienza non deve limitarsi a dare qualcosa, ma è un aprirsi alla stima della persona, indipendentemente dalla sua appartenenza culturale e religiosa.

Questa esigenza evangelica è costantemente ricordata dal Papa: "Per la comunità parrocchiale l’accoglienza non è una facoltativa attività di supplenza, ma un dovere inerente al suo compito istituzionale", così nel messaggio per la Giornata Mondiale delle Migrazioni del 1999. Una parrocchia e neppure un paese non sono in grado, evidentemente, di accogliere tutti i poveri della terra, ma la solidarietà cristiana esige il coraggio, nello stabilire il "criterio di sopportabilità", di andare oltre i propri interessi e di tenere presente la grave situazione e spesso la disperazione di chi bussa alle nostre porte. Del resto "L’esperienza mostra che quando una nazione ha il coraggio di aprirsi alle immigrazioni viene premiata da un accresciuto benessere, da un solido rinnovamento sociale e da una vigorosa spinta verso inediti traguardi economici ed umani" (Migranti press/Inform)


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