* INFORM *

INFORM - N. 118 - 13 giugno 2002

I DS sul disegno di legge sull’immigrazione

Respinto dalla maggioranza alla Camera un emendamento che prevedeva il permesso a tempo indeterminato ai lavoratori di origine italiana

ROMA - Nel corso della contrastata approvazione della legge sugli immigrati alla Camera, avvenuta la scorsa settimana, l’Assemblea di Montecitorio ha avuto modo di affrontare specificamente la questione del rientro dei lavoratori di origine italiana nel nostro Paese, per merito di un emendamento presentato dal Gruppo dei Democratici di Sinistra-L’Ulivo, mirante a garantire un rientro privilegiato al di fuori delle quote previste per gli extracomunitari. La proposta del governo, poi approvata, prevede come è noto una percentuale destinata ai lavoratori di origine italiana all’interno delle quote annualmente definite per l’ingresso degli extracomunitari. Gli onorevoli Antonio Soda, Carlo Leoni, Livia Turco e Riccardo Maroni, con uno specifico emendamento all’art. 21 del disegno di legge, hanno proposto la concessione di un visto e di un permesso di soggiorno a tempo indeterminato o per lavoro autonomo agli stranieri dei quali almeno uno degli ascendenti in linea retta fino al terzo grado sia cittadino italiano.

Ecco il testo dell’emendamento:

All’art. 27 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: "2-bis. Al di fuori delle quote di cui all’art. 3, comma 4, per gli stranieri dei quali almeno uno degli ascendenti in linea retta fino al terzo grado sia cittadino italiano, è previsto il rilascio di un visto e di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo indeterminato o per lavoro autonomo".
  2. Al comma 4, sono aggiunte, in fine, le parole: "nonché norme per attuare la disposizione di cui al comma 2-bis), prevedendo la certificazione effettiva dell'origine italiana da parte delle rappresentanze diplomatiche o consolari del paese di appartenenza":

Nel corso della discussione sull’emendamento, è intervenuto l’on. Pietro Folena che in proposito ha dichiarato: "E’ pura demagogia inserire nell’ambito delle quote un problema enorme di questo tipo e mi voglio rivolgere, in particolare, ai colleghi di Alleanza Nazionale che sono giustamente molto sensibili – ad esempio il Ministro Tremaglia – ai problemi dei nostri connazionali, dei lavoratori italiani in Argentina e in altri paesi nonché al loro rientro in Italia. Inserire all’interno delle quote il problema del rientro di questi lavoratori è un errore, è una stupidaggine razzista, se poi viene condita di affermazioni come quelle fatte recentemente dal presidente della Regione Veneto Galan. E’ sbagliato nei loro confronti perché sono italiani nei confronti dei quali noi abbiamo qualche dovere di riparazione. Per questo nell’emendamento dell’on. Soda noi abbiamo proposto di considerare il loro rientro al di fuori e non all’interno delle quote: non si tratta di lavoratori paragonabili ed equiparabili anche dal punto di vista giuridico ai lavoratori extracomunitari":

La maggioranza di centrodestra, blindata dalla necessità di spegnere le diverse posizioni interne sulla questione degli immigrati – fanno presente l’Ufficio DS per gli italiani nel mondo ed il Forum per gli italiani nel mondo -, ha respinto l’emendamento, con la conseguenza che la regolamentazione del rientro dei lavoratori di origine italiana ancora privi di cittadinanza è restato collegato a quello delle quote di ingresso dei lavoratori extracomunitari. (Inform)


Vai a: