* INFORM *

INFORM - N. 118 - 13 giugno 2002

Immigrazione: approda a Palazzo Madama lo scontro sulla riforma

E' iniziato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato l’esame del disegno di legge approvato con modifiche dalla Camera

ROMA - Dopo il via libera della Camera è ripreso alla Commissione Affari Costituzionali del Senato il dibattito sulla nuova normativa che regolamenterà l'immigrazione ed il diritto d'asilo. Dal relatore Gabriele Boscetto (FI) sono state illustrate le principali modifiche apportate dalla Camera al disegno di legge, dopo l'aspro scontro parlamentare delle scorse settimane. Tra le novità segnalate dal relatore spicca in primo luogo la facoltà, prevista dall'articolo 1, di rivedere i programmi di cooperazione e di aiuto per interventi non umanitari nei confronti degli Stati di provenienza che non adottino misure di vigilanza atte a prevenire il rientro illegale sul territorio italiano dei cittadini espulsi. Ma anche negli articoli successivi sono presenti importanti modifiche. Dall'articolo 2 viene infatti estesa la partecipazione alle riunioni del gruppo tecnico per il coordinamento e il monitoraggio anche alle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro più rappresentative, mentre dall'articolo 3 viene stabilita la "facoltatività" del decreto che il Presidente del Consiglio adotta in via transitoria in caso di mancata promulgazione della programmazione annuale dei flussi. A seguire (art. 4) troviamo l'obbligo per l'autorità diplomatica italiana di consegnare allo straniero, contestualmente al rilascio del visto di ingresso, una comprensibile comunicazione che illustri all'immigrato i diritti e i doveri relativi al soggiorno in Italia. In questo contesto dobbiamo inoltre segnalare l'introduzione del rilevamento delle impronte digitali per lo straniero che richieda il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno ( articoli 5 e 7), ed il rinvio al regolamento attuativo della legge (art. 6) delle modalità di attribuzione degli oneri alloggiativi allo straniero richiedente in permesso di soggiorno.

Tra le novità di rilievo approvate dalla Camera troviamo anche una diminuzione della pena per l'imputato che favorisca l'acquisizione di elementi di prova decisivi (art. 11), la sospensione del provvedimento di espulsione come sanzione alternativa alla detenzione nei casi in cui venga messa a repentaglio la vita dell'immigrato (art . 15) e l'istituzione presso le rappresentanze diplomatiche di uno specifico elenco dei lavoratori di origine italiana. In questo contesto inoltre, si stabilisce la partecipazione delle Regioni alla determinazione dei flussi di ingresso attraverso la definizione di un rapporto annuale sulla presenza e sulla condizione degli immigrati extracomunitari nel territorio regionale. Per quanto riguarda invece i diritti previdenziali dalla Camera dei Deputati è stato precisato che il godimento di queste prerogative da parte dello straniero sarà condizionato sia dalla maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, sia dal compimento del sessantacinquesimo anno di età. Importanti cambiamenti, secondo quanto illustrato dal relatore, sono presenti anche nel campo del ricongiungimenti familiari - l'articolo 23 estende questa prerogativa ai familiari dei defunti ed ai genitori ultrasessantacinquenni che abbiano dei figli nel Paese di provenienza impossibilitati al loro sostentamento per motivi di salute - e sulla spinosa questione dei minori stranieri presenti sul territorio nazionale. Il testo di legge stabilisce infatti che, al compimento della maggiore età, il permesso di soggiorno venga concesso solo al minore che abbia frequentato, per un periodo non inferiore ai due anni, un progetto d'integrazione sociale e civile. Per quanto riguarda la regolamentazione del diritto d'asilo e il riconoscimento dello "status" di rifugiato dal provvedimento emendato viene invece introdotta una specifica procedura per il riesame delle decisioni adottate dalla competente Commissione territoriale. Il relatore - dopo aver ricordato l'istituzione presso il Ministero dell'Interno della Direzione centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere - ha infine manifestato alcune perplessità sulla modifica, introdotta dalla Camera, riguardante l'estensione dei limiti temporali per l'emersione del lavoro irregolare fino ai tre mesi che precedono l'entrata in vigore della legge.

Nel corso del dibattito il senatore Luciano Guerzoni (DS- Ulivo) ha osservato come le misure adottate nel testo di legge finiranno per ostacolare l'immigrazione regolare e daranno nuovo impulso al fenomeno della clandestinità. L'esponente dell'opposizione - dopo aver criticato l'impossibilità da parte dello straniero di presentare ricorso prima dell'emanazione del provvedimento di espulsione - ha inoltre espresso, riservandosi la possibilità di proporre specifici emendamenti, serie perplessità sull'eventualità di formulare forme di ritorsione nei confronti degli Stati che non ostacolino il rientro in Italia degli immigrati espulsi, sulla rilevazione delle impronte digitali, sulla prevista "facoltatività" del decreto del Presidente del Consiglio per la definizione dei flussi migratori e sulla necessità di attendere il sessantacinquesimo anno di età per il godimento dei diritti previdenziali. Un limite, quest'ultimo, che per un lavoratore immigrato in continuo movimento e con diverse esperienze lavorative potrebbe rilevarsi insormontabile. Per quanto concerne la condizione dei minori dal senatore dell'Ulivo è stato inoltre evidenziata la mancanza di disposizioni nel disegno di legge che chiariscano la condizione dello straniero prima del compimento della maggiore età.

Un problema, quello dei minori, che è stato affrontato anche dal capogruppo dell'UDC Maurizio Eufemi. Il rappresentante della maggioranza - pur apprezzando il notevole sforzo compiuto dalla Camera per una maggiore tutela dei minori stranieri - ha espresso preoccupazione per il rischio che la limitazione della concessione del permesso di soggiorno ai soli ragazzi ammessi a progetti di integrazione della durata non inferiore ai due anni finisca per incentivare un'immigrazione in età ancora precoce. Secondo le nuove disposizioni solo i ragazzi che entreranno in Italia prima dei 14 anni potranno infatti avere la certezza di rimanere regolarmente nel nostro Paese. Specifiche valutazioni di merito - che assumono particolare rilevanza proprio perché espresse da un esponente di rilievo della maggioranza - a cui il Sottosegretario Mantovano, dopo un deciso intervento del senatore Giuseppe Valditara (AN) volto ad evidenziare la propria contrarietà alla presentazione di ulteriori emendamenti, ha replicato etichettando come inopportuna l'eventuale discussione di una problematica che è già stata dibattuta e risolta in Aula ed in sede di Commissione. (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: