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INFORM - N. 115 - 10 giugno 2002

Zoratto: I gracchi del Corvo infastidiscono i "colombi"

Ultimo atto della polemica tra Norberto Lombardi e Bruno Zoratto (vedi Inform n. 107). Questa la "controcontroreplica" di Zoratto.

STOCCARDA - Dopo aver scomodato i Balilla, ora il "prolisso professore" in perpetuo delirio "disturbando" i gloriosi Bersaglieri, confessa una sospetta vocazione "militare" cresciuta all’ombra della cattedra e che sicuramente entusiasmerà alcuni lontani "amici" del CGIE d’oltremare.

Svegliatosi da un lungo letargo dalla sua ultima esternazione, si evince che la verità gli fa male, gli dà alla testa e come per tutti i "palloni gonfiati", può diventare una sindrome mortale.

Ma veniamo ai fatti. E’ vero o non è vero che durante la fatidica giornata del 20 dicembre 2001 oltre la metà dei rappresentanti dell’Ulivo in Senato ha disertato (ripeto disertato) quell’importante momento? Infatti, su 10 senatori dei Verdi 7 erano assenti; su 65 senatori dei Democratici di Sinistra 39 erano assenti; mentre, dei 41 senatori della Margherita (la forza politica in cui mi sembra militino sia Danieli che la Toia) 24 erano gli assenti, con una media scandalosa di assenze che supera di gran lunga il 60%.

Ma se la legge era quella della Prisco, come afferma in malafede Norberto, perché un così alto numero di senatori dell’Ulivo invece di votarla hanno preferito disertare tale importante seduta?

E’ vero o non è vero che oltre a 350 contrattisti che verranno assunti per alleviare il "disastro" in cui versano i Consolati da voi ereditati, grazie all’immediato intervento dell’On. Tremaglia, in Argentina con un intervento straordinario sono stati piazzati altri 30 o 35 nuovi impiegati per fronteggiare quell’emergenza?

E’ vero o non è vero che numerosi autorevoli rappresentanti parlamentari dei DS hanno con attenzione registrato la "proposta Tremaglia" di verificare le opportunità di far votare gli italiani all’estero, se non interviene altra soluzione, per ristabilire così il plenum della Camera dei Deputati?

E’ vero o non è vero che la gestione Zaccaria dell’Ente pubblico RAI, oltre ad averci vergognosamente criptato i Campionati mondiali di calcio, ha penalizzato enormemente l’informazione italiana all’estero, negando a Rai International la "volontà politica" e quindi i mezzi adeguati per disporre di quella impalcatura tecnico-organizzativa necessaria a produrre propri programmi, e che tale linea fu annunciata a chiare lettere durante l’assemblea dei Consoli italiani lo scorso anno, senza provocare una sua o una vostra reazione?

E’ vero o non è vero che, da quest’anno, l’8 di agosto (ricorrenza della tragedia di Marcinelle) è stata indetta ed istituita la giornata del sacrificio e del lavoro italiano nel mondo?

E’ vero o non è vero che sempre l’intervento del Ministro ha bloccato la chiusura ed il trasferimento dello stabilimento Iveco in Argentina con la relativa perdita di posti per altri lavoratori?

E’ vero o non è vero che le Regioni italiane tutte (ripeto tutte) hanno invitato il Ministro per gli Italiani nel Mondo a presiedere il coordinamento per gli interventi straordinari delle Regioni per l’Argentina, in fase di istituzionalizzazione?

E’ vero o non è vero che dopo l’intervento del Ministro per gli Italiani nel Mondo l’Argentina è stata reinserita nel contesto della Cooperazione, provocando l’invio immediato di 200 miliardi d lire in quel disastrato Paese?

Potrei continuare ancora per molto, affermando allo sprovveduto Norberto che proprio lui è il meno adatto a criticare Tremaglia perché va in televisione a parlare di italiani all’estero; egli ricorderà che D’Alema è andato frequentemente in tv per assaggiare i risotti, a cantare con Gianni Morandi o a ballare con Chiambretti senza mai parlare di italiani nel mondo. Per questa diversità sostanziale gli italiani nel mondo, di tutti i colori, apprezzano l’On. Tremaglia.

Un mio amico – che non c’è più – che era stato funzionario del PCI a Colonia, e che per anni ha diligentemente operato in emigrazione, quando gli chiesi la sua opinione sulla calata di Norberto Lombardi a nuovo responsabile dell’Ufficio emigrazione dei DS, egli senza esitazione alcuna mi disse che si trattava di un pallone gonfiato, un "corvo romano" che parla di emigrazione senza conoscerla, che gracchia dalla cattedra con il naso in su, usando quel politichese tanto caro ai reduci della partitocrazia nostrana ma che tutti noi italiani all’estero, indistintamente, rigettiamo.

Ora capisco perché i "gracchi del Corvo" hanno infastidito persino un galantuomo come Furio Colombo che, abbandonando il Foro, lo ha lasciato in braghe di tela a piedi, solo soletto, a "coordinare" le esternazioni contro i "bravi ragazzi" di Destra.

Ora comprendo perché la nuova dirigenza dei DS lo ha giustamente trombato. Infatti anche loro sanno che i "gracchi dei Corvi" non disturbano solo i "Colombi" – come diceva l’amico di Colonia – ma avvelenano quel clima di confronto civile e necessario che l’emigrazione, con fatica, ha costruito in lunghi anni di dura lotta, che ha fatto nascere quella maturità democratica indispensabile per andare avanti, per superare e per risolvere in ogni contesto i tanti, troppi problemi che attanagliano la nostra emigrazione e che il povero Norberto conosce solo per sentito dire non avendoli mai vissuti sulla propria pelle. (Bruno Zoratto)

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