Anche in Uruguay l’ Inas Day: "L’emigrazione e le sue sfide"
MONTEVIDEO - Il Patronato INAS dell’Uruguay, nell’ambito della giornata mondiale dell’INAS, ha organizzato un’assemblea informativa sul tema "L’emigrazione e le sue sfide, il ritorno alla patria degli antenati". Hanno partecipato il Console d’Italia Pasquale Velotti e il Dott. Santiago Malavia in rappresentanza del Consolato di Spagna.
L’ assemblea, con una partecipazione di circa 1.000 persone (la maggioranza giovani), ha dibattuto ampiamente sui temi del riconoscimento della cittadinanza, sui ritardi e le carenze della rete consolare ma soprattutto ha tentato di dare risposte alle domande che quotidianamente gli operatori del Patronato devono affrontare e cioè :
La forte crisi socio-economica che colpisce l’Uruguay ha fatto aumentare considerevolmente la cifra degli uruguaiani che emigrano per cercare una soluzione al loro dramma. Non è solo l’operaio specializzato a cercare una migliore remunerazione e condizioni più degne di vita, oggi sono i giovani che non trovano opportunità di lavoro, molti di loro tecnici, appena laureati, eccetera. Sono anche i titolari di piccole e medie imprese, i produttori rurali, i commercianti che hanno un piccolo capitale ad intraprendere la strada dell’emigrazione per cercare una via d’uscita alla loro situazione. Un’altra caratteristica è che non è solo un componente della famiglia ma l’intero nucleo che se ne va.
Essendo circa il 40 % della popolazione di origine italiana si è verificato un incremento senza precedenti nel numero di persone che vogliono iniziare le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana, oppure aggiornare la situazione del nucleo familiare. Le file al Consolato d’Italia per l’aggiornamento delle pratiche o il rilascio del passaporto iniziano alle ore 22 della sera prima.
Nel Patronato INAS dall’inizio dell’anno 2002 si assistono una media di 100 persone al giorno, 2000 persone al mese, per tutto quello che concerne la cittadinanza ed i servizi consolari dell’italiano e dei suoi discendenti. Questa situazione esige un enorme sforzo nella disposizione della infrastruttura, sia il locale che la base informatica, ma fondamentalmente nel personale a contatto con il pubblico, che non solo deve evadere professionalmente le domande ma soffre l’angoscia e le pressioni di questa situazione sempre più drammatica. (Inform)