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INFORM - N. 114 - 9 giugno 2002

Conferenza dei Veneti in Europa: tavola rotonda sui diritti di cittadinanza nell'Europa del 2000: formazione, lavoro e sicurezza sociale

BERLINO - Il mondo produttivo veneto e il sindacato hanno accolto l'invito dell'assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon, fatto a Berlino durante la giornata di apertura dei lavori della Conferenza dei Veneti in Europa, perché il Veneto pensi a un nuovo modello di sviluppo con il contributo di tutti i soggetti sociali e politici per avere una regione che non sia solo economia ma faccia più società, più comunità. Sabato pomeriggio, infatti, durante lo svolgimento della seconda giornata dei lavori della Conferenza, Luigi Rossi Lucani Presidente degli Industriali del Veneto e Giorgio Santini segretario nazionale della Cisl, sono intervenuti affrontando i problemi della formazione, del lavoro e della sicurezza sociale nell'Europa del 2000 e, riferendosi all'intervento di Zanon, hanno dimostrato di condividere le sue sollecitazioni, per un confronto su un nuovo modello di sviluppo che integri economia e società, economia e politica.

Dopo l'intervento dell'assessore regionale al lavoro e alla formazione professionale della Provincia di Padova che si è soffermato sui temi della formazione all'interno del contesto europeo, Rossi Lucani ha affermato che "l'economia veneta, pur avendo subìto un rallentamento, continua a crescere più di quella italiana e più di quella europea" e ha ricordato che "il numero più alto di immigrati non è richiesto dall'industria bensì dal settore della cura alle persone e dall'agricoltura, nella misura del 60 per cento delle richieste totali". "Il Veneto - ha detto ancora l'imprenditore veneto - è un territorio che va mutando, che va ridisegnato su un nuovo modello di sviluppo". Santini da parte sua ha sottolineato che vanno tenute assieme le misure per l'occupazione, la riforma dell'economia e la coesione sociale. "L'immigrazione odierna nella nostra regione - ha detto ancora - rappresenta una metafora delle sfide future del Veneto nel contesto europeo. Per arrivare alla sicurezza - ha proseguito - bisogna partire dall'integrazione e l'integrazione si può ottenere solo con il lavoro". Secondo il rappresentante sindacale tre sono le sfide future che si presentano al Veneto nell'Europa del 2000: aprirsi ai mercati, coniugare flessibilità e sicurezza, ripensare al sistema dei servizi alle persone. (Inform)


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