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INFORM - N. 114 - 9 giugno 2002

Veneti nel mondo – L’Assessore Zanon apre a Berlino la Conferenza dei Veneti in Europa

"La nuova identità del Veneto nel 2000 deve riferirsi anche alle comunità emigrate"

BERLINO - Parte da Berlino, nel cuore dell'Europa, la scommessa del Veneto per una nuova forte identità che non sia solo economica ma anche sociale e comunitaria e comprenda le esperienze e il patrimonio delle nostre comunità emigrate all'estero. Comunità emigrate che non siano più solo testimoni del passato ma partecipi a pieno titolo del futuro complessivo della regione. Questa la linea portante della relazione con la quale l'assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon, ha aperto il 7 giugno presso l'Hotel Holiday Inn Esplanade la Conferenza dei Veneti in Europa. La capitale della Germania - paese dove vive la più grande comunità dell'emigrazione italiana con oltre 650 mila persone – è diventata così per tre giorni la capitale dell'emigrazione veneta in Europa.

L'assessore Zanon si è soffermato su altri punti fermi della politica regionale nei confronti dei Veneti in Europa. "Individuare la nuova identità del Veneto nell'epoca della globalizzazione - ha detto - significa valorizzare le comunità venete emigrate. Partire anche dall' "altro" Veneto (quasi 5 milioni di emigrati e figli di emigrati veneti nel mondo) per indicare un modello di sviluppo per il Veneto del 2000 che fornisca un contributo originale alla costruzione dell'Europa del futuro: un'Europa che non può riconoscersi solo nella moneta unica ma che va allargata e poi unita. Per fare questo possiamo utilizzare la capacità, la pragmaticità, la volontà di programmazione che fa parte delle migliori tradizioni venete".

Secondo l'esponente del governo regionale ci si trova "davanti a una sfida: non accettare passivamente la globalizzazione ma saperla affrontare in termini competitivi potenziando la ricerca, l'economia, la cultura, costruendo un sistema che deve avvalersi anche del patrimonio e delle esperienze delle nostre comunità venete nel mondo. Ne dovrà tener conto anche il nuovo Statuto della Regione". L'assessore veneto ha parlato davanti ad un centinaio di delegati di circoli veneti sparsi in tutt'Europa e a rappresentanti delle istituzioni provinciali e comunali del Veneto che hanno voluto essere presenti a questa assise dell'emigrazione veneta.

"Il problema del Veneto nel futuro - ha sottolineato Zanon - non potrà e non dovrà essere a una dimensione solo economica. Il problema del Veneto come quello di tutto il Nord Est non è solo più economia ma fare più società, direi più comunità. E in questo si inserisce il tema dell'identità che è in forte ripresa - ha aggiunto l'assessore - anche per le giuste sollecitazioni pervenute dal Presidente della Repubblica e per l'approvazione del diritto di voto per i nostri connazionali che vivono all'estero". Nel vecchio continente risultano iscritti all'AIRE (l'anagrafe degli italiani residenti all'estero) 2 milioni 218 mila italiani di cui si calcola che oltre 200 mila siano veneti. La presenza maggiore dell'emigrazione italiana e di quella veneta è soprattutto in Germania (circa 700 mila italiani stabilitisi), in Svizzera (circa 525 mila), in Francia (circa 380 mila persone) e in Belgio (281 mila).

I temi ai quali sono dedicate le giornate venete di Berlino riguardano l'essere veneti in Europa nel mondo della globalizzazione, la mobilità e le migrazioni nell'Europa dei popoli, la comunicazione multimediale e la rappresentanza sociale, i diritti di cittadinanza nell'Europa del 2000 in relazione soprattutto alla formazione, al lavoro e alla sicurezza sociale.

Dopo l'intervento di apertura dell'assessore regionale si è svolta una tavola rotonda sul tema "Essere Veneti in Europa per fare sistema nel mondo della globalizzazione". I lavori sono stati presieduti dal presidente del Consiglio regionale del Veneto. Sono intervenuti Ulderico Bernardi dell'Università di Venezia, Maurizio Castro direttore delle risorse umane del gruppo Electrolux Zanussi, Gustavo Selva presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, Vera Slepoj dell'Authority del Terzo Settore, Romano Tiozzo direttore dell'Uniocamere del Veneto. (Inform)


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