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INFORM - N. 114 - 9 giugno 2002

Mondiali di calcio - Tremaglia chiede scusa agli italiani all’estero perché la Rai non trasmette ancora le partite dell’Italia

"E’ ora di finirla di penalizzare i nostri connazionali: se vi sarà una penale, si pagherà la penale"

ROMA – "Chiedo scusa agli italiani all’estero perché, nonostante gli affidamenti che mi erano stati fatti, la RAI non ha provveduto a trasmettere le partite dei mondiali di calcio agli italiani all’estero", dichiara il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia. "Voglio accertare anch’io tutte le responsabilità – aggiunge Tremaglia - chiedendo al Ministro delle Comunicazioni e alla RAI cosa è effettivamente successo il 6 dicembre dello scorso anno quando Zaccaria fece l’accordo con la Kirch ottenendo l’esclusiva delle trasmissioni in Italia, in Vaticano e a San Marino dei campionati mondiali senza porre il problema degli italiani nel mondo, che evidentemente non interessava ad alcuno, e cosa fece in quella occasione il Ministro delle Telecomunicazioni.

"Avevo capito dopo i colloqui da me avuti con il Direttore generale, che la RAI poteva trasmettere le partite dell’Italia affrontando il discorso di pagare una penale perché le trasmissioni all’estero andavano oltre gli accordi sottoscritti. Non so se il Ministro delle Comunicazioni ha detto "No", ma è evidente che sono io che mi occupo degli italiani nel mondo, forse non lo fanno altri.

"Insisto nel considerare l’eventuale penale di non grande entità perché per esempio, se noi trasmettiamo in Argentina e in Germania le partite dell’Italia che altri non trasmettono, mi rendo conto che andiamo al di là dei famigerati accordi, ma non arrechiamo alcun danno consistente agli altri, proprio perché nessun altro le trasmette. Così in tutte le altri parti del mondo. "Invito quindi il Ministro delle Comunicazioni a rivedere la sua posizione negativa e invito il Direttore generale della RAI a trasmettere comunque le nostre partite per soddisfare le attese e i diritti degli italiani nel mondo.

"E’ ora di finirla di far pagare ai nostri connazionali gli errori che sono stati commessi da altri", conclude Tremaglia. (Inform)


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