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INFORM - N. 112 - 5 giugno 2002

Svizzera – L’assemblea annuale di "Migratio": "Una politica migratoria a servizio della persona"

BERNA - Durante l’assemblea annuale di Migratio (Commissione della Conferenza episcopale svizzera per le migrazioni), in cui è stato trattato il tema: "Politica degli stranieri e mercato del lavoro", è emersa l’importanza vitale di una gestione lungimirante del fenomeno migratorio per il futuro della Svizzera. La presenza e il contributo economico degli stranieri all’intero paese risultano ormai insostituibili. Gli interventi dei relatori hanno lasciato intendere il pieno accordo che vi è tra politica ed economia sulla necessità per la Svizzera di importare manodopera altamente specializzata e di favorire il più possibile l’integrazione degli stranieri residenti nel paese.

D’altra parte, non mancano le divergenze per quanto concerne gli immigrati poco qualificati provenienti da paesi extra-europei. La nuova legge non prevede la possibilità di concedere permessi a questa categoria di persone. La preoccupazione delle medie e piccole imprese, tuttavia, è quella di non riuscire a reperire questo tipo di lavoratori tra i cittadini svizzeri o dell’Unione Europea neppure garantendo salari elevati e buone condizioni lavorative. Il governo, d’altra parte, non sembra disposto a cambiare la propria decisione. Teme, infatti, che al mutare della congiuntura economica, i dipendenti poco qualificati finiscano nella disoccupazione e che la loro integrazione diventi particolarmente difficile. Se la domanda di manodopera non potrà essere soddisfatta per vie legali, vi è il rischio concreto che le ditte ricorrano al lavoro nero, favorendo l’aumento dei migranti clandestini.

Anche Lucrezia Meier-Schatz, consigliera nazionale e presidente uscente della Commissione sociale di Migratio, ha fatto riferimento al problema della clandestinità, presentando un documento provvisorio che verrà adottato probabilmente dai vescovi in vista del prossimo dibattito parlamentare sulla legge degli stranieri. Il titolo del testo, contenente una serie di proposte rivolte al mondo politico e all’opinione pubblica, è significativo: "Una politica migratoria a servizio della persona". Le tesi di Migratio cercano di dare un accento diverso alla gestione dell’immigrazione: al centro dell’attenzione non vi può essere solo il mercato del lavoro e le sue esigenze. Sia ai cittadini europei che agli altri stranieri devono essere garantite buone prospettive di vita e di lavoro senza grosse disparità, evitando che si creino condizioni favorevoli all’aumento dell’immigrazione irregolare. La famiglia e la sua unità devono essere garantite e l’integrazione favorita soprattutto attraverso la formazione e l’aggiornamento dei lavoratori stranieri, tra cui i giovani e le donne rappresentano due gruppi di particolare importanza. Vista l’attuale evoluzione demografica si deve creare una società in cui famiglia e impegno lavorativo possano procedere insieme. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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