* INFORM *

INFORM - N. 111 - 4 giugno 2002

Gianni Pittella: l’arroganza dei dirigenti della RAI

ROMA - "Ho sollevato ieri il caso dell’oscuramento dei programmi RAI all’estero in occasione dei mondiali di calcio in corso di svolgimento tra Corea e Giappone. I dirigenti dell’azienda di servizio pubblico, e sottolineo pubblico, hanno replicato mettendo avanti le ragioni giuridiche legate ai contratti firmati con il detentore dei diritti, il tedesco Leo Kirsch. E, con una discreta dose di arroganza, hanno consigliato agli italiani all’estero di arrangiarsi come meglio potranno." Lo ha affermato il responsabile dei Ds per gli Italiani all’estero, l’europarlamentare Gianni Pittella.

"Penso che si tratti di una risposta legittima, per carità, ma assolutamente burocratica – continua Pittella - e che non tiene in alcun conto i sentimenti di mortificazione che provano tutti i nostri connazionali che risiedendo all’estero, prevalentemente per ragioni di lavoro, non possono seguire le partite dei mondiali attraverso i programmi del servizio pubblico, e sottolineo pubblico."

"Ai dirigenti RAI domando: come mai altri canali "terrestri" europei che hanno acquistato i diritti di trasmissione esclusivamente per il proprio paese, sono egualmente visibili in chiaro in altre nazioni? Ho portato ad esempio il caso del Belgio dove operano società cablate che non hanno oscurato il segnale di emittenti come TF1, l’olandese NOS, la britannica BBC e così via. Gli abbonati alle compagnie via cavo possono seguire gli incontri in francese, in olandese e in inglese. Gli italiani all’estero non hanno questa possibilità. Perché? La RAI non lo ha detto ma risulta che, a differenza delle altre compagnie TV, siano private che pubbliche, l’emittente pubblica italiana oscura il segnale in partenza. Le altre tv, invece, hanno lasciato questa possibilità all’operatore via cavo al quale hanno scritto, per cautelarsi, una lettera d’avviso. Perché la RAI non ha seguito l’esempio?"

"In ogni caso, avanzo una proposta concreta al direttore generale della RAI: si dia da fare, attraverso il servizio giuridico e quello commerciale (RAI-TRADE) per garantire agli italiani all’estero almeno la visione delle partite in cui è coinvolta la nazionale italiana, a cominciare da quella di sabato prossimo con la Croazia. Sarà capace il servizio pubblico di uscire da una visione leguleia e di venire incontro ad un’esigenza di milioni di connazionali? Ultima domanda: se la nazionale italiana arrivasse alla finale, cosa che tutti ci auguriamo, perchè agli italiani all’estero sarà inflitta la dolorosa punizione di non potere condividere, insieme a tutti i connazionali, la gioia di un successo in lingua italiana?" (Inform)


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