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INFORM - N. 111 - 4 giugno 2002

Indagine conoscitiva della FUSIE sui mezzi di comunicazione italiani all'estero

FRANCOFORTE - La Federazione Unitaria della Stampa Italiana all'Estero (FUSIE) sta realizzando, con il patrocinio del CNEL, un'indagine conoscitiva della presenza dei mezzi di comunicazione italiani all'estero. Si tratta di una importante iniziativa per la Federazione al fine di aggiornare e registrare elementi nuovi di conoscenza e di rilevazione di giornali, radio e televisioni italiani operanti all'estero, ma soprattutto di acquisire indicazioni e suggerimenti per le istituzioni italiane, per gli organi rappresentativi del mondo dell'emigrazione e in particolare per i Governi, nazionale e regionali, che avranno maggiori informazioni a disposizione ai fini legislativi e operativi.

A tale scopo ha inviato a tutte le testate all'estero un ampio questionario, chiedendo ai direttori delle stesse di compilarlo in tutte le sue parti. "Ci darà la possibilità - spiega nella sua lettera il Presidente Fusie Domenico De Sossi - di ottenere informazioni, dati e riflessioni utili alla predisposizione di un'analisi attuale e approfondita delle esigenze e delle prospettive di attività dei mezzi di comunicazione italiani all'estero".

Il questionario è composto di 8 domande. Ma è possibile allegare altre osservazioni non collegate alle richieste del questionario. Queste le otto domande:

1) Alla luce delle trasformazioni socio-politiche avvenute nel Paese dove Lei pubblica il Suo giornale, dell'evoluzione della collettività italiana là presente e del rinnovato impegno dello Stato italiano a favore degli italiani all'estero (a partire dalla legge sul voto all'estero), su quale tipo di informazione e di argomenti ha deciso di orientare il Suo programma editoriale?

2) Rispetto alle esigenze della collettività italiana del Paese dove Lei pubblica il Suo giornale, quale ritiene debba essere il ruolo dei mezzi di comunicazione italiani colà operanti?

3) In che modo Lei ritiene che lo Stato italiano e le Regioni italiane debbano agevolare l'attività informativa dei mezzi di comunicazione italiani presenti all'estero?

4) In che modo Lei ritiene che lo Stato italiano e le Regioni debbano contribuire alla formazione dei giornalisti italiani operanti all'estero?

5) Ritiene che la normativa italiana attualmente in vigore che disciplina il sostegno ai mezzi di comunicazione italiani all'estero debba essere modificata? Come?

6) In questi ultimi anni è emerso sempre più forte il bisogno della "informazione di ritorno" verso l'Italia. Quale potrebbe essere il ruolo dei mezzi di comunicazione italiani all'estero nel contribuire a realizzarla?

7) Quali sono secondo Lei i diritti e le esigenze della collettività italiana, in cui il Suo giornale opera, ancora in attesa di una risposta adeguata da parte dello Stato italiano?

8) Può esprimere il suo parere in merito al ruolo e ai servizi che la FUSIE, attualmente impegnata in un rinnovato impegno unitario per la valorizzazione del patrimonio giornalistico italiano esistente all'estero, dovrebbe svolgere e offrire?

Per la stampa si chiede inoltre di indicare: l'editore o la Società Editrice, il Direttore responsabile, il Direttore editoriale, i redattori a tempo pieno, i collaboratori, la tiratura, la periodicità, il paese o i paesi di diffusione, il numero di pagine, il formato, la lingua o le lingue, l'anno di fondazione, oltre evidentemente al numero di telefono, fax, e-mail e indirizzo. E siccome molte escono anche su Internet, sarà bene – anche se non richiesto - il sito.

L'iniziativa è senz'altro lodevole, e si aggiunge alla "rassegna-mostra dei giornali in lingua

italiana editi all'estero" promossa nel novembre scorso con la raccolta di copie di tutte le testate ma di cui poi non si è saputo più nulla. Si presume che il materiale raccolto giaccia nella sede della Federazione e venga utilizzato in tutte le occasioni buone.

L’attuale indagine ha sicuramente un respiro maggiore, perché non si limita alla carta stampata, ma abbraccia tutti i media all'estero, inclusi quelli radiofonici e televisivi, e, se non andiamo errati, anche quelli telematici (non sono però espressamente nominati). I problemi, come sempre, riguardano la risposta dei media (non hanno mai tempo o sottovalutano la cosa) all'indagine della Fusie e la correttezza dei dati messi a disposizione. E' risaputa, per esempio, la tendenza a gonfiare la tiratura. A che pro? Per avere qualche briciola in più dallo Stato, speculando sulla totale mancanza di controlli sia da parte del Consolato attraverso il quale viene fatta al Ministero la domanda di contributo, sia da parte della Commissione incaricata di assegnare i due miliardi (ora portati a quattro) stanziati per stampa italiana all'estero. Maggiore trasparenza al riguardo (basterebbe l’iscrizione all’organismo di controllo della tiratura, la richiesta più abituale e scontata degli inserzionisti) aiuterebbe di sicuro le testate, che non sarebbero tentate dal broglio o da guerre sotterranee. E’ un auspicio comune nel mondo dell'emigrazione che i controlli dell’Amministrazione, avviati da subito per i Comites, da qualche anno alle pratiche dei Patronati, dall'anno scorso ai bilanci degli Enti Gestori dell’intervento scolastico (con le note amare sorprese di "Scuola e Cultura"), si estendessero lentamente a tutte le organizzazioni che percepiscono fondi statali. (Tobia Bassanelli- de.it.press)

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