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INFORM - N. 111 - 4 giugno 2002

L'informazione italiana in Germania. Quale ruolo per la FUSIE?

Osservazioni del direttore di "La Nuova Linea" Vito d'Adamo in vista del Convegno di Francoforte del 5-7 giugno, organizzato dall'Ordine Nazionale dei Giornalisti, dalla FNSI e dal MediaClub sui problemi della categoria e dell’informazione italiana nel mondo, e, nel caso specifico, in Germania

FRANCOFORTE - I media italiani all'estero, specie per quanto riguarda la stampa, si rivelano di una gracilità sproporzionata rispetto a quelli nazionali. Cosa potrebbero mai opporre, per crearsi un loro spazio di attenzione, al bombardamento sistematico delle notizie, attuato regolarmente dai potenti media nazionali?

Questi ultimi non hanno il minimo interesse ad occuparsi delle vicende "normali" dei connazionali all'estero. Dobbiamo alfine convincerci che, almeno da tale punto di vista, non possono esservi aperture a nostro beneficio da parte dei media, editi in Italia; e, per quanto ci riguarda, un'informazione così stenta non consente né di raggiungere, né di far presa sui connazionali in patria, mentre le notizie, in quanto selezionate alla fonte secondo criteri d'interesse generale e suscettibili di stimolare l'utente, troveranno sempre adeguato spazio presso i media nostrani, diffusi all'estero. Cade a tali mal distribuiti ambiti, ogni ragionevole supposizione di un proficuo scambio tra i media italiani oltrefrontiera con quelli nazionali. È solo sperabile, a questo punto, una possibilità d'intervento per un'inversione di tendenza, che la rinnovata FUSIE potrebbe studiare, proporre ed attuare, anche in vista della realizzazione del voto all'estero.

Contemporaneamente, le Regioni - e anche quelle Province, che se la sentono, perché no? - dovrebbero concepire un sistema d'informazione da e per l'Italia, pur se limitato al proprio settore, modificati taluni schemi, da tempo in voga.

Per razionalizzare gli interventi, sarebbe proponibile una federazione, un'associazione, una lega delle testate italiane, sul tipo, ad esempio, dell'Associazione dei Giornalisti Italiani all'Estero (A.G.I.); di un ristrutturando "MEDIA-Club" di Francoforte, o qualcosa d'altro da progettare e proporre, pur nel più rigoroso rispetto delle idee sottostanti ad ognuna di esse, nelle varie Nazioni d'accoglimento con terminale in Italia, che si potrebbe localizzare nella Federazione Unitaria della Stampa Italiana all'Estero (F.U.S.I.E.).

Quest'ultima, dunque, dovrebbe devolvere a sé il compito, riconducibile addirittura ai suoi fini istituzionali, di chiamare la stampa italiana d'oltrefrontiera a compiti nuovi - in prospettiva, per fare un esempio, della realizzazione del voto in loco, spronando e controllando le istituzioni, a ché pongano partiti, formazioni e candidati nelle migliori condizioni per l'attuazione di esso -, divenendo così l'effettivo centro motore per la diffusione dell'informazione italiana all'estero.

La FUSIE dovrebbe avere, allo stato, tutte le possibilità di formulare un programma ad hoc, e di esporlo alla discussione ed all'accettazione degli interessati per la messa in opera definitiva. (Vito d'Adamo-de.it.press)

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