* INFORM *

INFORM - N. 110 - 3 giugno 2002

"Problemi dell’informazione italiana in Germania"

Il direttore del Corriere d’Italia di Francoforte ci scrive una lettera…

Ai direttori delle Agenzie Inform e ……

Per conoscenza: al presidente FUSIE, al presidente Commissione Informazione CGIE, al direttore servizi per gli italiani all’estero della Presidenza del Consiglio.

Oggetto "articoli" su direttori di giornali che provengono da determinate regioni d’Italia.

Leggo con molto disappunto che si montano polemiche pretestuose, velenose e trasversali sulla provenienza regionale dei direttori di giornali all’estero. Con ancora maggiore disappunto leggo che tali polemiche sono riportate e amplificate in tutto il mondo dalle Loro agenzie, finanziate da denaro pubblico.

Sono estremamente irritato da questa procedura. C’è forse qualche regione italiana vietata o sconsigliata per ciò che riguarda la provenienza di direttori di giornali italiani all’estero?

Io sono nato a Ferrara, città tra le più belle d’Europa, patria del Rinascimento, nella quale hanno vissuto e lavorato Ariosto e Tasso. Dovrei vergognarmene? E se non ci fosse nessuno tra i miei lettori con la stessa provenienza, dovrei dimettermi?

C’è forse qualcuno in Italia che dovrebbe vergognarsi tout court della propria provenienza regionale, così come si intuisce da ciò che riportano le Loro agenzie?

Loro da quale parte d’Italia provengono? Dal Nord? Dal Centro? Dal Sud? Si sono accertati che la maggior parte dei Loro lettori abbiano la loro stessa provenienza regionale?

Ci avviciniamo alla miseria assoluta; peggio: alla polemica strumentale e vergognosa, alla montatura e alla cultura del sospetto più balorde e velenose. Questo non è ammesso. Chi, come noi, lavora in situazioni di frontiera e con problemi da superare estremamente complicati, necessita di un clima di lavoro il più sereno possibile.

Si pone quindi anche il problema (serio, questo) della deontologia e dell’etica di chi fa un servizio che diventerà sempre più centrale con l’esercizio del voto estero. E’ un pensiero sul quale inviterei a riflettere. Per parte mia mi incaponisco a sperare che agenzie, preposte a sostenerci, non ci montino invece alle spalle polemiche sporche e delegittimanti. Grazie per l’attenzione.

Francoforte sul Meno, 30 maggio 2002

Mauro Montanari, direttore

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Caro Montanari,

sei troppo permaloso. Mi sono andato a rileggere l’intervista di Giuseppe Tizza, membro della Consulta comunale degli stranieri di Düsseldorf, a Tobia Bassanelli, direttore del Webgiornale. Intervista apparsa su Inform del 28 maggio e pubblicata da varie altre agenzie specializzate. Invito i cortesi lettori a leggerla (se non hanno più il testo possono trovarlo sul sito www.mclink.it/com/inform/).

Capisco la tua irritazione. Chissà, forse trascuri le esternazioni del Tizza, questo benedett’uomo con la "fissa" dei meridionali, e sei seccato che Bassanelli (tuo predecessore nella direzione del Corriere d’Italia) si sia prestato a farsi intervistare, pur rispondendo - devi ammetterlo - molto correttamente. Ma probabilmente eri già irritato con questo prete che, invece di pensare solo a messe, comunioni, confessioni eccetera, mette su un quotidiano telematico bilingue (http://www.webgiornale.de/).

Hai la mia comprensione, però parli di polemiche pretestuose, velenose, trasversali, strumentali, vergognose, sporche e delegittimanti… Non ti sembra di esagerare con gli aggettivi? Ce ne sono anche altri, qua e là, nella tua lettera. Ma fin qui, se la cosa fosse restata tra noi, mi sarei limitato a dirti che ero dispiaciuto di averti arrecato sofferenza… che non sono partecipe di nessun complotto contro di te ma che ogni tanto mi viene voglia di pubblicare qualche pezzo un po’ stravagante tanto più se riguarda il nostro mondo della stampa italiana all’estero… che non hai motivo di preoccuparti più di tanto dato che - a quanto mi risulta - hai la piena fiducia del tuo editore.

Ma non ti sei limitato a prendertela con me: hai scritto per conoscenza a De Sossi (va bene, è presidente della nostra Federazione…); hai scritto a Zoratto (va bene, è sempre un collega anche se presidente di commissione del CGIE…a proposito, è anche direttore di un giornale che si pubblica in Germania ed è friulano, anche lui un settentrionale…); hai scritto - e questo mi sembra grave - al direttore dei servizi per gli italiani all’estero della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E’ questa mossa che mi costringe a risponderti pubblicamente, anche se ho l’impressione che al suddetto direttore "non je ne po’ frega’ de meno" di tutta questa diatriba. Con il riferimento che hai fatto ai contributi della legge sull’editoria ti sei dato la zappa sui piedi. Pensi davvero che ricevere contributi pubblici limiti la libertà di stampa? "Questo non è ammesso", scrivi, ma quello che scrivi si ritorce contro di te.

Finiamola qui. Non ti ho mai chiesto nulla - è il mio atteggiamento con tutti - per me e per la mia agenzia, ho sempre pubblicato articoli o comunicati di tuo interesse, ho inserito il link con il sito del tuo giornale (http://www.corritalia.de/) sul sito di Inform senza neppure chiederti la reciprocità, non ho nessuna ostilità verso di te.

Un cordiale saluto. (Giorgio Chiabrera)


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