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INFORM - N. 110 - 3 giugno 2002

Parma – Autorità alimentare europea: il vice presidente della Convenzione europea, Giuliano Amato, a confronto con il Comitato promotore

PARMA - "Per la candidatura italiana la situazione è più ottimistica di quanto si potesse pensare, soprattutto rispetto allo zero a zero di Laeken": è fiducioso il vice presidente della Convenzione europea, Giuliano Amato, a confronto con il Comitato promotore della candidatura di Parma a sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

A distanza di due anni (era il 19 maggio 2000 quando il governo da lui presieduto deliberò la candidatura della città emiliana come proposta italiana per la sede dell’Authority dei cibi) e in una nuova veste, Amato conferma la possibilità di arrivare a una soluzione positiva: "Al vertice europeo di Laeken sembrava non ci fosse via d’uscita - prosegue – Da allora si sta sviluppando con discrezione un’azione plurima, perché i paesi candidati (in particolare Italia e Finlandia, ma anche Spagna, Francia e Belgio) giochino ruoli diversi nell’ambito delle varie agenzie. In termini oggettivi è però difficile contestare che ciò che Parma offre, anche sotto il profilo culturale e infrastrutturale complessivo, sia superiore a quello delle altre candidate".

"Per questo – conclude – capisco quanto sia importante questa Autorità per la Finlandia ma credo ci siano le premesse per trovare il punto di equilibrio e quindi la soluzione".

Prospettive incoraggianti, che potrebbero portare a una decisione già al vertice europeo di Siviglia a fine giugno. Nel frattempo Parma gioca questa partita su "due tavoli": "C’è una strategia condivisa ad ogni livello – conferma Andrea Borri, presidente della Provincia di Parma e coordinatore del Comitato promotore – Per Parma questa è una giornata importante perché oltre a questo incontro operativo con Giuliano Amato, oggi influente vice presidente della Convenzione europea, nel Palazzo del Giardino (sede offerta da Parma per l’Autorità) si sta svolgendo l’annuale riunione degli "old six", i direttori generali dell’integrazione europea dei ministeri degli Esteri dei sei Paesi fondatori dell’Unione. E non è un caso che si svolga a Parma anziché a Roma". (Inform)


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