* INFORM *

INFORM - N. 110 - 3 giugno 2002

Promosso dalla UIL di Roma e Lazio un convegno sulla futuro assetto legislativo della casa comune europea

"Per una Costituzione Europea partecipata e condivisa"

ROMA - "Noi vorremmo - per difendere i diritti del mondo del lavoro e le conquiste sociali già acquisite - che la Carta dei principi fondamentali dell'U.E., approvata a Nizza nel dicembre del 2000, venga elevata ad una dignità costituzionale. La cittadinanza europea non potrà però essere creata da un mero atto legislativo. A tal fine occorrerà invece un coinvolgimento costante e convincente di tutte quelle persone che concorreranno a definire la nuova identità. Un'identità unica che - nel rispetto delle differenze culturali, umane e sociali - creerà in ognuno di noi un forte sentimento di appartenenza europea". Con queste parole il responsabile delle Politiche comunitarie della UIL di Roma e Lazio Francesco Fatiga - che è anche segretario generale della UIM, Unione Italiani nel Mondo, e componente del CGIE - ha aperto i lavori del convegno "Per una Costituzione europea partecipata e condivisa".

E stato il primo appuntamento di un lungo percorso congressuale - finalizzato alla creazione di un fattivo dibattito sul futuro dell'Europa - che toccherà le principali città del Lazio e si concluderà entro la fine dell'anno nella capitale con un grande convegno. Un'articolata iniziativa della UIL di Roma e del Lazio - ogni appuntamento sarà dedicato a una singola tematica sociale (dopo l'ambiente saranno approfondite le politiche dei consumatori, i problemi della salute e dei minorati ed i nuovi bisogni della società) - che cercherà di fornire dei validi spunti al lavoro della CES. La Confederazione Europea dei Sindacati che - tramite il suo segretario generale Emilio Gabaglio - segue sin dal suo insediamento l'attività della "Convenzione per il Futuro dell'Europa". L'organismo nato il primo marzo del 2002 che sta esaminando le principali problematiche della futura U.E. e che fisserà i paletti fondamentali della prima costituzione europea.

"In questo progetto - ha proseguito Fatiga annunciando il varo di uno specifico programma di ricerca elaborato in collaborazione con l'Associazione "Cantiere Europa" - abbiamo coinvolto i sindacati di alcune capitali europee, come l'EKA di Atene, la CGTP di Lisbona, l'UGT di Madrid, la CGT di Parigi e la Cartel ALFA di Bucarest. Con loro porteremo avanti una ricerca sullo stato di conoscenza del processo d'integrazione europea e sulle attese per il lavoro della Convenzione. Uno studio sul campo che effettueremo sul posto di lavoro e nell'ambito dei variegati contesti territoriali dei singoli Paesi. Gli atti dei convegni e i risultati dell'indagine saranno messi a disposizione degli interessati e ci auguriamo che possano essere d'ausilio alle rispettive Confederazioni e alla CES".

Nel corso del convegno il segretario generale della UIL di Roma e Lazio Alberto Serra - dopo aver ricordato il fondamentale contributo dell'Italia al processo d'integrazione europea - ha elencato sia le proposte avanzate in questo campo dai principali sindacati italiani - per Cgil Cisl e Uil nella futura casa comune la tutela dei diritti alla persona e le nuove regole per l'occupazione dovranno rispettivamente scaturire dal confronto con le parti sociali e dal dialogo con i lavoratori - sia le prime idee ancora in embrione, come ad esempio la proposta di nominare un Presidente d'Europa, che potrebbero entrare a far parte della futura costituzione europea. Un lavoro lungo e complesso, quello portato avanti della Convenzione, che, secondo l'on. Valdo Spini, si trova ancora in una prima fase di puro ascolto. In questi mesi - tramite specifici Forum - verranno infatti raccolte le sollecitazioni e le opinioni provenienti dai vari settori della società civile. Un importante dibattito che - per il parlamentare Ds - dovrà però superare, al fine di formare una concreta coscienza europea, il ristretto ambito degli addetti ai lavori e coinvolgere una platea più ampia. A seguire è poi intervenuto il direttore generale del WWF Italia Gianfranco Bologna che ha sottolineato come, nella nuova magna carta europea, non potranno mancare importanti indicazioni sulla preservazione dell'ambiente e sulla preoccupante evoluzione demografica del nostro Continente. A tale proposito infatti il rappresentante del WWF ha illustrato i dati di una recente ricerca che ha evidenziato un netto divario tra il tasso di crescita della popolazione mondiale - secondo lo studio nel 2050 saremo oltre 9 miliardi - e quello della vecchia Europa che appare invece in netto declino. Un basso tasso di natalità, quello europeo, a cui però corrisponde - a testimonianza di un insensato e selvaggio sfruttamento delle risorse mondiali - uno sproporzionato aumento dei consumi.

Al termine dell'incontro - dopo un intervento del direttore dell'Associazione "Cantiere Europa", prof. Caggiani, volto a sottolineare la necessità di rappresentare nella futura casa europea le molteplici identità culturali del vecchio Continente, ha preso la parola il segretario generale aggiunto della UIL Adriano Musi. Il dirigente sindacale ha in primo luogo sottolineato come a tutt'oggi anche negli ambienti del sindacato vi sia una scarsa coscienza del problema europeo. Un provincialismo che - anche in considerazione del fatto che ormai sempre più spesso i sindacati sono chiamati al confronto con questioni inerenti l'assetto europeo - andrà al più presto superato. (Lorenzo Zita-Inform)


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