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INFORM - N. 109 - 2 giugno 2002

Il commento di Lorenzo Losi, Patronato Acli Gran Bretagna, Comitato di Presidenza del CGIE

Nel corso del convegno si è parlato anche di globalizzazione, di questa globalizzazione che ci sovrasta… Ma io – debbo ammetterlo - mi sento più un "locale" che un "globale" perché ritengo che i benefici della globalizzazione non debbano far distogliere l’attenzione dalla realtà in cui si vive. Gli italiani vivono il mondo e lo dovrebbero colorare, secondo lo slogan dell’ultima Conferenza mondiale, ma la parola "emigrati" non mi sembra ancora fuori luogo, quando vedo il loro lavoro quotidiano e la loro vita, non soltanto in molti Paesi d’oltreoceano ma anche in Europa dove dovremmo tutti sentirci cittadini europei: due milioni di cittadini che hanno vissuto questa realtà ed hanno dato una forte impronta al vecchio continente.

Data la mia posizione di componente del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, ho espresso qualche considerazione sui Comites e sul CGIE, le cui riforme, a mio avviso, ancora una volta dobbiamo portarle avanti velocemente perché i tempi sono ormai ristretti e ci dicono che non possiamo affrontare il rinnovo del 2003 con la vecchia legge. Ho aggiunto che il traguardo del voto politico è importante, ma che la legge non è stata partorita così come era stata concepita dal CGIE. La rappresentatività mi sembra che non sia del tutto rispettata perché con 12 deputati e 6 senatori molte realtà resteranno senza una loro rappresentanza diretta. E’ il meglio che il legislatore ha potuto produrre, ma va ricordato che la prima ipotesi di 20 deputati e 10 senatori assicurava almeno un rappresentante alle comunità all’estero forti di centomila presenze.

Questo situazione della rappresentanza parlamentare dovrebbe riflettersi sulla riforma del CGIE. Infatti io sostengo che il futuro Consiglio Generale dev’essere più forte e più rappresentativo di quello attuale, non dev’essere solo un organo di consulenza e di proposta come la legge dice che sia. Dovremmo avere il tempo di studiare e di fare riflessioni serie, ma sembra che il tempo non ci sia, per cui, rispetto a questa riforma, mi trovo in una situazione di disagio: che cosa consegneremo alle nostre comunità quando ci saranno le elezioni dei Comites e quindi del CGIE? Ancora una volta andremo a proporre modifiche più di forma che di contenuto.

(Inform)


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