* INFORM *

INFORM - N. 109 - 2 giugno 2002

Domenico De Sossi, Presidente della FUSIE, Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’estero

Il presidente della Fusie, Domenico De Sossi, dopo aver ringraziato gli enti e gli organismi che hanno meritatamente voluto organizzare l’iniziativa londinese – la Caritas, il Cnel, la Migrantes, il Centro Scalabrini – e dopo aver espresso il più vivo apprezzamento per la sensibilità e la collaborazione attiva delle nostre rappresentanze diplomatiche e consolari a Londra, ha illustrato le ragioni per cui la Fusie ha ritenuto di cooperare attivamente alla realizzazione di un importante evento che vede coinvolti esponenti del mondo dell’emigrazione, testate giornalistiche, operatori sociali, imprenditori e uomini di cultura.

"Noi, come Fusie, l’organizzazione che ha rappresentato negli ultimi venti anni i giornali italiani all’estero, raccogliendo peraltro l’eredità – spesso non tutta solare - di organismi consimili, fedeli alla nostra natura di organismo volutamente e rigorosamente unitario, siamo sempre disponibili a questo compito di accompagnamento e di collaborazione per tutte le iniziative che testate giornalistiche, associazioni di emigrazione, istituzioni pubbliche e private, enti economici e sociali, volessero intraprendere nel campo dell’informazione o dei problemi che interessano i rapporti tra stampa e migrazioni".

"L’informazione per l’estero – ha proseguito De Sossi – vive oggi una fase problematica, con prospettive tuttavia interessanti. Noi dobbiamo essere fermamente consapevoli di dover creare condizioni adeguate perché la stampa italiana all’estero svolga più efficacemente il suo ruolo, per mantenere la sua funzione di riferimento e di ponte tra le nostre comunità all’estero e le regioni di provenienza. L’approvazione della legge sull’esercizio del diritto di voto all’estero è un’occasione unica, dirompente, per valutare la capacità della nostra stampa all’estero a svolgere un ruolo decisivo, salvaguardando pluralismo, correttezza, democraticità, per una partecipazione convinta all’esperienza politica che si sta annunciando. Il giornale di emigrazione è e deve essere sempre più un giornale di informazione e di opinione, affinché la conquista del diritto di voto si presenti effettivamente come una conquista di diritti, di partecipazione, di democrazia".

"Ma – ha continuato il presidente della Fusie – anche l’informazione economica è, per la nostra stampa all’estero, un impegno che si sta sempre pià imponendo. Il processo di internazionalizzazione dell’economia italiana, soprattutto per merito delle piccole e medie imprese, quelle che hanno più radicamento nel territorio, richiede una maggiore attenzione, specie degli enti regionali, verso la stampa all’estero. Altrettanto impegno chiediamo alle istituzioni centrali sui temi della pubblicità, anche istituzionale; sui contributi; sull’ammodernamento tecnologico, sulla possibilità concreta di agevolare scambi di operatori dell’informazione. Ci sono iniziative in corso; c’è una decisa nuova attenzione degli organismi rappresentativi dei giornalisti italiani – l’Ordine dei giornalisti e la Federazione della stampa -; noi, come Fusie, siamo presenti ed attivi perché sia riconosciuto a tutti i livelli l’insostituibile funzione che ha svolto e continua a svolgere, ancora in condizioni non facili, la nostra stampa; e siamo impegnati, in tutte le sedi, a proporre, con la storia della stampa di emigrazione, il suo diritto e dovere ad essere presente, per contribuire alla crescita del nostro Paese e valorizzare il contributo di cultura, di risorse, di immagine che le nostre comunità all’estero rappresentano".


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