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INFORM - N. 108 - 31 maggio 2002

Medicina delle Migrazioni: Conferenza ad Erice

Affermata la necessità di apportare modifiche al ddl sull’immigrazione

ROMA - Si è conclusa il 22 maggio ad Erice, presso l' "Ettore Majorana Centre for Scientific Culture", la VII Consensus Conference sulla Medicina delle Migrazioni.

Organizzata dalla Società Italiana di Medicina delle Migrazioni che dal 1990 coordina gli operatori sanitari che si occupano in vari campi di questo tema, la conferenza ha visto impegnati oltre 150 medici ed altri operatori sanitari in 4 sessioni tematiche, tavole rotonde e assemblee programmatico-organizzative. Sono stati analizzati i più recenti dati epidemiologici e le ricerche maggiormente significative in questo campo, le politiche locali più adeguate e alcune innovative esperienze internazionali.

Al termine di questo importante simposio scientifico, si è convenuto circa un documento finale che esprime alcune raccomandazioni per l¹immediato futuro per chi a livello politico-programmatico e tecnico-operativo si occupa della promozione della salute degli stranieri.

In particolare, è stata affermata la necessità di modificare il disegno di legge governativo sull’immigrazione in base alle seguenti considerazioni:

  1. il permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro proietta un'immagine strumentale dello straniero ridotto a mera forza lavoro e con rischi di ricattabilità e di sfruttamento lavorativo nocivo da parte dei datori di lavoro (il licenziamento, infatti, avrebbe conseguenze ben più gravi della semplice perdita del lavoro); impone inoltre al lavoratore una precarietà dei progetti. Ostacolando, inoltre, la legalizzazione (sponsor, sanatorie per chi lavora, etc.) si favorisce l'irregolarità che si è dimostrata un fattore di rischio significativo per la salute.
  2. I criteri restrittivi per i ricongiungimenti familiari ostacolano progetti a lungo termine e la stabilità affettivo-emotiva degli immigrati con danni per il benessere psico-fisico.
  3. L'adozione di una procedura semplificata per l'asilo insieme al mancato finanziamento del Piano Nazionale Asilo, con arresto improvviso dell'assistenza ai richiedenti asilo e ai rifugiati, che in molti casi rimangono privi di alloggio e dell'assistenza più elementare, avrà (e già sta avendo) danni significativi per la salute di questi soggetti che sono i più deboli tra gli immigrati. (Inform)

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