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INFORM - N. 107 - 30 maggio 2002

Zanon: "La Regione Veneto condivide le politiche governative sull’immigrazione"

VENEZIA - "Apprendo che alcuni parlamentari del centrosinistra, a corto di argomenti, per attaccare la legge Bossi-Fini sull'immigrazione utilizzano, distorcendola strumentalmente, la posizione del Veneto su questa materia. E' una bassa speculazione: la Regione Veneto infatti si riconosce pienamente nell’azione del Governo, anche se ritiene in prospettiva utile un ruolo più incisivo delle Regioni, o in alternativa un progetto pilota sperimentale veneto nella gestione delle quote". Questa la posizione ribadita dall'assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon, nel commentare i lavori della Camera dei deputati sulla legge che regolerà in modo nuovo la gestione del problema immigrazione.

"Il disegno di legge Bossi-Fini in materia - ha aggiunto l'assessore - persegue il sacrosanto obiettivo di garantire alle istituzioni quella gestione e quel controllo del fenomeno immigratorio sinora resi impossibili dalla lacunosità della normativa vigente. La proposta del Veneto non contraddice minimamente gli obiettivi governativi: qui, come in altre regioni d’Italia, non è in discussione il se dell’immigrazione, che è questione risolta dai fatti, ma il come, e cioè la disciplina del fenomeno. E nel prendere atto che il problema riguarda la disciplina del fenomeno, la Giunta ed il sottoscritto hanno sempre affermato la necessità di perseguire una rigorosa politica di ingressi programmati per quote, secondo criteri che consentano l’effettiva integrazione delle persone extracomunitarie regolarmente immigrate, contrastando con la massima intransigenza l’immigrazione clandestina, garantendo espulsioni effettive - accompagnamento fuori dai confini nazionali e non semplice consegna, sistematicamente ignorata, del foglio di via - del clandestino".

"Non abbiamo mai preso in considerazione - ha concluso Zanon - l’eliminazione delle quote massime di immigrati extracomunitari da ammettere nel territorio regionale. Tutte le nostre proposte, frutto della concertazione con parti sociali ed enti locali, rivendicano un ruolo della Regione in materia di quote per meglio aderire alle esigenze del tessuto sociale e produttivo veneto: la nostra proposta di collaborazione fra Regione e Governo nell'individuazione del numero massimo di immigrati che il tessuto socio-produttivo regionale è in grado di assorbire ha l'obiettivo di portare tutti i soggetti interessati, a partire dalle organizzazioni di categoria e sindacali, a precise garanzie ed assunzioni di responsabilità in ordine ai contratti e all’alloggio. Vogliamo, in questo modo, garantire oltre alle esigenze del sistema produttivo anche il bisogno di assistenza di molte famiglie e il diritto della gente veneta alla sicurezza ed alla legalità". (Inform)


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