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INFORM - N. 106 - 29 maggio 2002

Una mostra a Catanzaro con il patrocinio della Società Dante Alighieri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

"La Divina Bellezza. La Calabria artistica e il Novecento italiano"

CATANZARO - Si terrà dal 1° giugno al 28 luglio presso il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro la mostra "La divina bellezza. La Calabria artistica e il Novecento italiano", uno spaccato dell’arte italiana negli anni Venti-Quaranta. Sullo sfondo della scena artistica del nostro Paese in cui dominano le figure di Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Alberto Savinio, Massimo Campigli, Felice Casorati, Giacomo Manzù, Francesco Messina, Fausto Pirandello, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Carlo Levi e tanti altri, un’attenzione particolare viene rivolta a quegli artisti dell’area calabrese che hanno occupato un posto di rilievo nel panorama dell’arte durante il Ventennio fascista. Proprio questo inedito binomio tra una sezione dedicata agli artisti calabresi che hanno lavorato e contribuito ad arricchire l’arte ed il genio italiano e una completa sezione nazionale, costituisce la novità che rende questo importante evento culturale unico nel suo genere. Un binomio che permette alla mostra di raccontare come possa essere importante e decisivo il contributo della fantasia creativa di una singola regione all’intero patrimonio artistico del Paese.

La Calabria, infatti, ha dato un fondamentale contributo d’intelligenza all’arte italiana con la presenza negli ambienti culturali nazionali di alcuni artisti di origine calabrese: nelle mostre e nei salotti culturali romani si potevano incontrare il pittore Domenico Colao (Vibo Valentia, 1881 – Roma 1943) e la pittrice Maria Grandinetti Mancuso (Soveria Mannelli, 1891 – Roma, 1977). Colao viveva più organicamente il clima novecentista, facendo propria la poetica del movimento del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti e frequentando assiduamente i suoi fondatori Anselmo Bucci e Leonardo Dudreville. La Grandinetti Mancuso, dal canto suo, ospitava nel salotto della propria casa, a due passi da Piazza di Spagna, De Chirico, Savinio e Balla, ma anche Evola e Ungaretti.

A Roma vivevano pure gli scultori Michele Guerrisi (Cittanova, 1893 – Roma. 1963), Alessandro Monteleone (Taurianova, 1897 – Roma, 1967), entrambi docenti all’Accademia di Belle Arti a via di Ripetta, e Ezio Roscitano (Reggio Calabria, 1889 – 1949), scultore apprezzato da Gabriele D’Annunzio; mentre conducevano vita più appartata il pittore-decoratore Achille Capizzano (Rende 1907- Roma 1951), ultimo direttore dei lavori e autore di mosaici al Foro Italico, e Andrea Alfano (Castrovillari, 1879 – Roma, 1967), che rifiutò, invece, di fare il ritratto a Mussolini. Altri ancora si muovevano fra la Calabria e il resto d’Italia: Andrea Cefaly Jr, che nel 1928 ha avuto importanti contatti a Torino con Casorati, mentre Antonio Cannata e Saverio Gatto erano attivi a Napoli.

Nella mostra, accanto ad artisti come De Chirico o Carrà vengono presentati per la prima volta in maniera organica, anche queste personalità intellettuali calabresi, che rilanciano il senso di appartenenza regionale e di orgoglio meridionale troppo spesso mortificati da pregiudizi.

Le opere, che sono un’ottantina, provengono da musei pubblici, da fondazioni, da collezioni e da archivi italiani; esse sono raggruppate in due sezioni: quella dei grandi maestri (trentasette in tutto) e quella degli artisti calabresi (dieci).

La mostra, curata da Tonino Sicoli e Alessandro Masi, è promossa dall’Amministrazione Comunale di Catanzaro, con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e della Società Dante Alighieri, Ente Morale per la diffusione della lingua e della cultura italiane all’estero. L’organizzazione è dell’associazione culturale L’una di sera di Catanzaro. Il catalogo a colori pubblica, oltre ai testi dei curatori, alcuni contributi storici sul periodo in esame a firma di Claudio Crescentini, Domenico Guzzi, Giuseppe Parlato e Nicola Siciliani de Cumis, nonché schede sugli artisti scritte da Maria Brunetti, Marisa Cagliostro e Francesca Lombardi. (Inform)


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