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INFORM - N. 106 - 29 maggio 2002

Proposta di legge dell’Assia contro il bilinguismo: una interrogazione di Pittella al Parlamento europeo

STRASBURGO - L’europarlamentare Gianni Pittella, responsabile Ds per gli italiani nel mondo, ha presentato al Consiglio e alla Commissione Europea una interrogazione a risposta scritta concernente una proposta di legge del governo dell’Assia che mette a rischio anche l’insegnamento dell’italiano ai figli dei nostri connazionali residenti nel Land tedesco. Questo il testo dell’interrogazione:

"Premesso che:

- Nella regione tedesca dell'Assia è in vigore una legge a garanzia dei criteri di qualità nelle scuole, varata il 17 giugno del 1992 dal governo della SPD - Grüne che, tra l'altro, ha animato la promozione del bilinguismo;

- è stata di recente proposta una nuova legge che di fatto priva i bambini stranieri del diritto al mantenimento della loro lingua d'origine e non considera la loro lingua materna e il loro potenziale bilinguismo come una risorsa da valorizzare;

- nonostante studi autorevoli dimostrino la rilevanza del mantenimento della cultura e della lingua d'origine nello sviluppo della personalità e nel processo di integrazione, il governo dell'Assia vuole affidare questa responsabilità finanziaria ai paesi di origine. Questo comporta un onere finanziario e organizzativo eccessivamente gravoso per le rappresentanze consolari, la perdita di prestigio per la lingua e l'indebolimento della posizione giuridica della materia nell'ambito della scuola.

- il Ministerpräsident Koch, al convegno organizzato dal governo "Integrazione e Opportunità degli emigrati in Assia" (26 novembre 2001 - Wiesbaden) ha detto: "Siamo in Germania. Qui esiste una sola lingua, il tedesco. Le famiglie straniere possono parlare in casa la lingua che vogliono, ma per la strada e nella scuola si parla solo tedesco. Questa è l'unica via per l'integrazione".

- La nuova legge comporterebbe gravi problemi: imponendo l'apprendimento della lingua tedesca prima dell'ingresso nella scuola, si attribuirebbe ai genitori stranieri la responsabilità del mancato apprendimento. Ma le famiglie immigrate spesso non hanno le risorse per pagare corsi di lingua.

- inoltre il disegno di legge in parola violerebbe la Direttiva Europea 486 del 7 luglio 1977 oltre che la Carta dei Diritti Fondamentali e la Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo.

Possono la Commissione Europea e il Consiglio Europeo attivare ogni consentito intervento per evitare l'approvazione di una legge palesemente in contrasto con le normative europee e con la stessa Costituzione tedesca, destinata a produrre un lungo contenzioso giuridico e politico?". (Inform)


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