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INFORM - N. 104 - 24 maggio 2002

Ciampi celebra la "Giornata dell'Africa"

ROMA - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è intervenuto alla celebrazione della "Giornata dell'Africa", che si è svolta a Roma nella sede dell'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente.

Nel suo discorso, dopo aver osservato di avere ben presenti "i problemi dell'Africa: la povertà, il flagello dell'AIDS, le grandi carestie, la perdita di risorse umane e ambientali, l'isolamento dal commercio e dai flussi finanziari", Ciampi ha così continuato: "L'Italia, l'Europa e il mondo industrializzato faranno la loro parte. I governanti africani hanno la storica opportunità di stabilire un rapporto paritario nella dignità e nell'impegno per la propria crescita. Il consolidamento della democrazia, dello stato di diritto, il rispetto delle minoranze e dei diritti umani, aiuteranno l'Africa a vincere la lotta contro la povertà, la fame, le malattie. L'Africa è giunta ad un punto di svolta. Le difficoltà sono enormi, illustrate dalle poche cifre che ho citato. Ma la via maestra è stata individuata; alcuni Paesi, in tutto il continente, fanno da battistrada con buoni tassi di crescita; soprattutto, sono ben chiare le priorità da perseguire e le condizioni per lo sviluppo economico".

Ciampi ha concluso: "Guardo al futuro dell'Africa con fiducia perché i miei viaggi mi hanno fatto toccare con mano una realtà dinamica e vitale. Sono stato colpito dal senso di responsabilità dei governanti che ho incontrato, dal loro impegno per la crescita e dalla loro consapevolezza che l'isolamento e la conflittualità sono nemici dello sviluppo". (Inform)

Ciampi sulla giustizia: "Occorre dialogo costruttivo e non scontro"

ROMA - Rispondendo ad una domanda sull'attuale disagio della magistratura, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha affermato: "Vorrei precisare alcuni punti fondamentali che ritengo condivisi dalla maggior parte degli italiani, dei magistrati e degli operatori di giustizia. Primo: non possono e non devono essere messe in discussione l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura, nel quadro costituzionale della separazione dei poteri e nel rispetto reciproco delle competenze a ciascuno spettanti. Secondo: problema fondamentale della giustizia in Italia è il ricupero dell'efficienza. Solo così si può ovviare all'anomala lentezza dei procedimenti giudiziari, sia civili sia penali, lentezza che talora sconfina, di fatto, nella 'denegata giustizia'. A ciò si addiviene attraverso le indispensabili riforme, da attuare sempre nel rispetto dei richiamati principi-cardine della nostra Costituzione". (Inform)


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