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INFORM - N. 103 - 24 maggio 2002

"Rinascita", Svizzera, sui contributi AVS

Un bluff la soluzione del trasferimento virtuale?

Si è tenuta a Porto Ceresio, nel varesotto ai confini con il Cantone Ticino, un'affollata assemblea sugli Accordi Bilaterali tra Svizzera ed Unione Europea organizzata dal sindacato svizzero Flmo e dalla Uil di Varese. Massiccia la partecipazione dei lavoratori frontalieri e molti gli amministratori locali che hanno seguito con grande interesse gli interventi degli oratori: Rolando Lepori segretario del Ticino della Flmo; il segretario generale della Uil di Varese, Molteni; il responsabile del Patronato Ital-Uil in Svizzera, nonché presidente della Commissione sociale del Consiglio generale degli italiani all'estero, Dino Nardi; il presidente del Consiglio provinciale di Como, Luca Zanini (Lega Nord).

Come era prevedibile l'argomento clou della serata è stato, anche in questa occasione, il blocco dei trasferimenti contributivi svizzeri dell'Avs all'Inps che si avrà con l'entrata in vigore degli Accordi Bilaterali e cioè il prossimo primo giugno. Argomento che, come noto, interessa non solo gli emigrati in Svizzera ma anche, e soprattutto, proprio i lavoratori frontalieri.

In proposito è stato interessante l'intervento del presidente del consiglio provinciale di Como il quale ha voluto tranquillizzare l'uditorio (dando l'impressione di essere il portavoce del Ministro del Lavoro, Roberto Maroni) comunicando che la soluzione del problema del blocco si avrà attraverso l'approvazione, da parte del Parlamento italiano, di una proposta di legge presentata da parlamentari prima della Lega Nord e poi anche dal Centrosinistra (primo firmatario il senatore Pizzinato): cioè quella già conosciuta, sia dagli addetti ai lavori che da gran parte dei lavoratori interessati, come da proposta di legge sul trasferimento "virtuale" dei contributi svizzeri.

Aggiungendo, altresì, che, nonostante la ristrettezza del tempo a disposizione, non ci sarà neppure un vuoto legislativo poiché il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali si sarebbe già impegnato ad emanare eventualmente, in caso di necessità, un decreto legge. Solo che il presidente Zanini, nella presentazione e nel caldeggiare questa soluzione legislativa autonoma dell'Italia, svincolata quindi dal consenso dei partners europei e della stessa Confederazione, si è dimenticato di ricordare che la proposta di legge relativa al trasferimento "virtuale" dei contributi svizzeri, se approvata così come è stata scritta, sarà applicabile unicamente ai lavoratori italiani emigrati "rientrati definitivamente in Italia in stato di disoccupazione" e cioè a pochissimi lavoratori. Al rilievo mossogli, in proposito, dal presidente della Commissione sociale del Cgie, il dottor Zanini ha risposto che il testo potrà comunque essere migliorato anche attraverso un dispositivo interpretativo (sic!), costringendo Dino Nardi a replicare ricordando all'esponente leghista che la soluzione del trasferimento "virtuale" potrà essere accettata dagli emigrati e dai lavoratori frontalieri unicamente se la platea dei pensionandi, interessati al trasferimento dei contributi Avs all'Inps, sarà la stessa che può avvalersi dell'attuale normativa, altrimenti quella soluzione non risolverà assolutamente il problema del blocco.

A questo punto l'assemblea è terminata ed ai lavoratori frontalieri è restata, purtroppo, la preoccupazione che la proposta di legge del trasferimento "virtuale", pur tanto decanta, sia uno dei ricorrenti bluff della politica… di bassa lega ma che si potrà andare a vedere molto presto. (Tiberio Rufini-Rinascita)


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