* INFORM *

INFORM - N. 103 - 24 maggio 2002

Protestano in Svizzera i Comites e il CGIE per la mancata soluzione al blocco del trasferimenti dei contributi AVS all’INPS

ZURIGO - Per un ennesimo tentativo di ottenere una soluzione positiva al problema del blocco dei trasferimenti contributivi svizzeri dell’AVS all’INPS, per la cui proroga di cinque anni si sono impegnati fin dal 1998 i rappresentanti della comunità italiana in Svizzera e le organizzazioni dei lavoratori frontalieri, i Comites della Svizzera e la delegazione svizzera del Cgie, giovedì 23 maggio, hanno consegnato all’Ambasciata d’Italia a Berna ed ai Consolati italiani nella Confederazione una lettera di protesta indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e per conoscenza anche ai Ministri Roberto Maroni e Mirko Tremaglia.

"Egregio Signor Presidente del Consiglio, l’entrata in vigore degli Accordi Bilaterali tra Unione Europea e Confederazione Elvetica, il primo giugno 2002 – è detto nella lettera -, porterà indubbiamente dei notevoli benefici sia ai cittadini svizzeri che a quelli comunitari e, quindi, anche ai cittadini italiani ma ancor di più a quelli residenti in Svizzera, che potranno avvantaggiarsene non solo come "comunitari" ma anche, per molti aspetti, alla stessa stregua dei cittadini elvetici.

Ciò premesso, con gli Accordi Bilaterali citati, che, tra l’altro, sostituiranno l’attuale Convenzione italo-svizzera in materia di sicurezza sociale con i relativi Regolamenti comunitari, interverrà, come a Lei già noto, il blocco dei trasferimenti contributivi dall’Ente previdenziale elvetico (AVS) a quello italiano (INPS), il che penalizzerà gravemente gli emigrati, i lavoratori frontalieri e gli ex emigrati, ormai prossimi alla quiescenza, avendo programmato di pensionarsi proprio grazie alla possibilità di trasferire la loro contribuzione elvetica all’INPS.

Da quando è sorta questa problematica (1998), la comunità italiana in Svizzera, tramite l’associazionismo, i sindacati, le forze politiche tutte, nonché i suoi rappresentanti istituzionali (Comites e CGIE), si è attivata immediatamente, anche con il sostegno di una petizione popolare sottoscritta da oltre 12'000 emigrati, per ottenere un periodo di proroga di cinque anni per l’entrata in vigore del blocco dei trasferimenti contributivi.

Da allora, sia dal precedente Governo che dall’attuale e dalle stesse forze politiche presenti nel Parlamento italiano, non sono mancate, alla comunità italiana in Svizzera ed ai lavoratori frontalieri, espressioni di solidarietà e promesse per una soluzione positiva del problema. Ciò nonostante è ormai imminente l’entrata in vigore degli Accordi Bilaterali ma il problema è, purtroppo, ancora insoluto con grande delusione e rabbia degli emigrati più anziani.

Pertanto, Illustre Signor Presidente del Consiglio, come Coordinamento dei Comites in Svizzera e come Delegazione svizzera del CGIE, a nome della comunità italiana nella Confederazione, protestiamo energicamente per la mancata soluzione del problema.

Nel contempo - concludono i Comites e la delegazione svizzera del CGIE - ci permettiamo di sollecitarLa, ancora una volta, ad intervenire immediatamente su tale problema, perché siamo certi che, a questo punto, solo un Suo autorevole intervento potrà far concludere positivamente questa ormai lunga vicenda, ottenendo, quindi, una proroga di cinque anni per l’entrata in vigore del blocco dei trasferimenti dei contributi AVS all’INPS.". (Inform)


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