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INFORM - N. 102 - 23 maggio 2002

Dal 30 maggio il Trentino a Bellinzona: per un fine settimana all'insegna della cultura, dell'artigianato, della musica e dei sapori

TRENTO - La Provincia autonoma di Trento grazie alla straordinaria collaborazione degli amici del Canton Ticino (che da ormai cinque anni sono legati al Trentino da un rapporto bilaterale) per un lungo fine settimana si trasferisce, se così si può dire, a Bellinzona. E lo fa con la sua storia, che è storia di una terra, a nord dell'Italia, da sempre aperta alla Mitteleuropa, da sempre cerniera fra il Nord e il Sud di questa Europa che finalmente si fa patrimonio collettivo.

A Bellinzona la Provincia autonoma di Trento si presenta in grande stile, con le sue apprezzate offerte turistiche, con i suoi sapori, con la sua musica, la sua arte, la sua cultura, il suo artigianato, la sua economia. Con l' ambizione di lasciare qualcosa di più di un ricordo: un segno, ma soprattutto un nuovo e ancora più forte ponte fra quell'Italia e quella Svizzera che, grazie anche alla sempre più stretta collaborazione fra Provincia autonoma di Trento e il Canton Ticino, sono davvero ogni giorno più vicine.

Oggi l'emigrazione inizia ad essere un ricordo, ma è bello pensare che nelle radici di una manifestazione come questa vi sia una linfa portata dagli emigranti trentini, sempre ben accetti in questa terra.

Ma certo non sarà un week-end all'insegna della nostalgia: il Trentino, così come le altre regioni alpine, è saldamente piantato su radici antiche, ma ha lo sguardo proiettato avanti. Verso la nuova Europa il cui cammino di integrazione può crescere e fortificarsi proprio grazie agli scambi culturali ed economici fra le regioni, ai rapporti di amicizia delle piccole comunità locali.

Grande ruolo in tutto questo spetta alla cultura: e quella che il Trentino presenterà a Bellinzona è certamente un'iniziativa coraggiosa, destinata a incidere nella vita culturale europea. Si tratta della nuova sede del Museo di arte moderna e contemporanea che sarà inaugurata a Rovereto a metà dicembre di quest'anno e si affiancherà ai più prestigiosi musei d'arte contemporanea del mondo: una struttura che è anche un po' "elvetica", dal momento che è firmata dall'architetto ticinese Mario Botta, che sarà presente personalmente, giovedì 30 maggio, alle 12, nel palazzo del Comune di Bellinzona per l'illustrazione del progetto. In quell'occasione sarà possibile quasi "toccare con mano" la nuova opera, con qualche ricca anticipazione dei più importanti eventi espositivi che vi saranno accolti.

Nello stesso giorno, alle 17.30, piazza del Sole sarà trasformata in "Piazza Trentina", con spettacoli folkloristici e degustazione di golosità della nostra terra, alla presenza dell'assessore alle politiche comunitarie, al commercio, alla cooperazione e al lavoro della Provincia Autonoma di Trento Remo Andreolli. Nella piazza ci sarà una sorta di esposizione permanente del Trentino del turismo, grazie alla collaborazione di alcune Apt, ma non mancherà una vetrina dell'artigianato artistico trentino oltre ad alcune sorprese tutte da scoprire. Completerà la ricca giornata l'incontro-intervista con la notissima scrittrice, di origini trentine, Isabella Bossi Fedrigotti, nel palazzo del Comune (alle 18.30) .

Tra le altre proposte del lungo fine settimana, ricordiamo ancora lo spettacolo "Campioni!", venerdì 31 maggio nel teatro di Bellinzona: una performance video musicale, con musiche di Emilio Galante, Carlo Galante, Marco Tutino e Armando Franceschini. "Campioni!" è uno spettacolo dedicato agli eroi dell'agonismo italiano: nato da un progetto messo in scena nella rassegna milanese "Suoni e Visioni " nel maggio del 2000, che comprendeva "Tazio Nuvolari, il mantovano volante" e "Primo Carnera", si arricchisce ora di due nuove opere, dedicate a Cesare Maestri e Fausto Coppi. Il tutto condito dalle esibizioni del gruppo folkloristico "Mezzano di Primiero" (nato nel 1928 e dunque fra i più "anziani" gruppi folk del Trentino) e dei concerti del coro "Rio Bianco" di Stenico (formatosi nel 1986, brillante esempio di una tradizione corale della montagna che è nata proprio in Trentino e che non ha eguali nel mondo).

Echi, sapori, suoni di una terra che ormai è ben conosciuta nel mondo. D'altra parte, la fama del Trentino risale a molto tempo fa. Chi oggi parla di Trentino pensa subito a quello dell'Ottocento, quando i primi aristocratici scoprirono le sue straordinarie caratteristiche turistiche. All'ombra delle Dolomiti, guardati da lontano dalla "regina" Marmolada, si ritempravano Goethe, Heine, Musil, Mann, Kafka, la Duse, Freud e, soprattutto, la dolce Sissi: in un certo senso fu l'imperatrice a " lanciare" per prima l'industria turistica di questa terra, industria-punta di diamante dell'economia locale con un movimento annuo di 4 mila miliardi.

La provincia di Trento - con i suoi poco più di 450 mila abitanti - si sviluppa su oltre 6.200 chilometri quadrati: adagiata nel cuore dell'arco alpino, grazie a un territorio montagnoso in gran parte (oltre la metà) coperto da boschi e foreste, dolcemente bagnato da 300 laghi (da quello di Garda a quelli di Caldonazzo, di Levico, di Cles, di Serraia, di Toblino, di Lavarone e di Tovel, giusto per nominare i più noti) è famosa anche per le mele e per il vino, fiori all'occhiello di un'agricoltura davvero doc. Una citazione speciale la meritano poi l'Università degli studi di Trento, sempre più mitteleuropea, sempre più collegata all'Austria e alla Germania, l'istituto di ricerca scientifica e tecnologica noto ormai in tutto il mondo e, ancora, la cittadina di Rovereto, la patria del filosofo Rosmini e di altri illustri uomini di cultura, ma anche un autentico presidio industriale del Trentino.

Una terra che fa del turismo un delle risorse principali, ha molto da offrire ai suoi ospiti. E forse sono "I Suoni delle Dolomiti" la proposta più emblematica della ricerca d'un turismo nuovo e moderno. Concerti di musica classica, jazz o altro offrono agli spettatori (che raggiungono il luogo esclusivamente a piedi), in un'atmosfera unica, i suoni dei fiati o degli archi, l'amalgamarsi delle note con i grandi silenzi della montagna. Memorabile fu, nell'estate del '98, il concerto del grande violinista Uto Ughi, nella foresta di Paneveggio alla presenza di ben tremila persone. (Inform)


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