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INFORM - N. 101 - 22 maggio 2002

Prima Conferenza dei Giovani Italiani in Canada: le quattro raccomandazioni

ACCESSO AI MEDIA ITALIANI E INFORMAZIONE DI RITORNO

In riferimento a Rai International, i giovani ribadiscono l’inaccettabile realtà del Canada come unico paese al mondo a non ricevere liberamente in diretta il segnale RAI.

La Conferenza fa sue ed esprime con vigore le richieste della Comunità italiana in Canada (si ricorda in tal senso la petizione sottoscritta da oltre 38.000 firme raccolte dal Comites a Montreal), ribadendo inoltre la necessità che da parte dei Governi, italiano e canadese, si intraprenda ogni utile iniziativa per dare una svolta concreta all’illogica situazione che penalizza da sempre i connazionali qui residenti. L’obiettivo è quello di poter finalmente accedere in piena legalità alla ricezione dei media italiani di stato, e poter dunque fruire senza restrizioni di quei servizi d’informazione disponibili per l’utenza italiana all’estero in tutti gli altri paesi. Si chiede, inoltre, maggiore attenzione nel seguire a livello informativo le esigenze di quelle comunità nelle province canadesi più isolate, quali ad esempio Manitoba ed Alberta. Infine, su acclamazione generale, viene richiesto un uso più aggiornato, dinamico e comprensibile dell’informazione, per farla circolare più efficacemente tra i giovani e stimolare così la maturazione di una loro rappresentanza più significativa in seno agli organismi come i Comites e il CGIE.

CITTADINANZA ITALIANA ED ESERCIZIO DEL DIRITTO DI VOTO ALL’ESTERO

L’argomento dell’esercizio del diritto di voto all’estero ha costituito per decenni ragione di accese discussioni fra le diverse componenti parlamentari. La Conferenza, cosciente di ciò, e ritenendo tale diritto una conquista troppo importante perché sofferta ed ottenuta a prezzo di cocenti delusioni ed interminabili iter legislativi, ritiene che si debba ora coraggiosamente voltare pagina senza divisioni, ma con obiettivi e slanci diversi da quelli iniziali per le tappe successive. Ossia: rapido aggiornamento delle liste elettorali degli aventi diritto, un più deciso approccio nelle negoziazioni da parte delle Autorità governative italiane sul problema nei confronti di quelle canadesi, maggiore informazione e trasparenza sulle norme e difficoltà che debbono regolare l’esercizio del diritto di voto in un paese straniero senza correre il rischio di violarne le leggi.

I giovani in Canada lamentano l’esistenza di famiglie iniquamente divise tra italiani e non italiani in ragione di una data di nascita, per questa ragione la Conferenza nel chiedere la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza e chiede in modo particolare il riconoscimento della cittadinanza italiana a tutti i giovani rimasti esclusi perché nati allorquando i genitori possedevano soltanto la cittadinanza del paese straniero di naturalizzazione e già maggiorenni al momento in cui questi ultimi hanno riacquistato la cittadinanza italiana in virtù della legge 91/1992.

LINGUA E CULTURA ITALIANA NEL MULTICULTURALISMO CANADESE

Vista l’attuale situazione della lingua italiana in Canada, che l’Assemblea valuta in buona salute ma comunque bisognosa di qualche forma di sostegno innovatrice per non perdere la vera essenza dell’italianità culturale attraverso tutto il paese. In particolare, si suggerisce in ambito provinciale alle istituzioni governative locali, l’opzione di inserire l’italiano nelle scuole medie superiori per farne la terza lingua d’insegnamento del Quebec. Ciò si rende necessario secondo la nostra comunità perché grazie al mantenimento stesso della lingua italiana si arricchisce il patrimonio multiculturale quebecchese e canadese. In altre parole, pur senza dimenticare i risultati ottenuti dagli organismi comunitari tradizionali, i giovani chiedono per gli anni a venire più mezzi a disposizione:

Da ultimo, l’intero auditorio di giovani italiani in Canada intervenuto alla Conferenza, reiterando il proprio impegno a proseguire su questa strada, si augura fortemente una maggiore aggregazione pancanadese nella redazione dei futuri temi e progetti di discussione, coronati da un’attenzione-apertura più concreta e meno formale alle loro esigenze reali.

FORMAZIONE PROFESSIONALE E SCAMBI INTERCULTURALI

Pur sollevando qualche dubbio critico sulla questione dei corsi di formazione professionale destinati ai figli di italiani residenti nei paesi extraeuropei, l’Assemblea ha constatato una buona dinamica nella situazione attuale in relazione agli scambi e relazioni interculturali fra Italia e Canada. Ciò nonostante, chiede alle Regioni l’accrescimento mirato e pianificato di tali rapporti, magari disciplinando al meglio le varie vocazioni e differenze delle realtà territoriali. Le aspettative, in sintesi, riguardano un’attenzione più ampia per i giovani coinvolti, veicolando i loro desideri nel concreto, ossia con esperienze di viaggio-studio-lavoro più interessanti, stimolanti e dettagliate, tanto dal Canada verso l’Italia che per il percorso contrario.

(Inform)


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