* INFORM *

INFORM - N. 101 - 22 maggio 2002

Progetto Rientro Emigrati - Il Presidente del Veneto Galan dà il benvenuto ai primi assunti dall’Electrolux

VENEZIA - "Siate orgogliosi del vostro grande Paese, l’Argentina, e del Veneto, la terra dei vostri padri che oggi ha l’onore di ospitarvi". Un lungo, commosso applauso ha riempito la sala del piano nobile di palazzo Balbi, sede del governo veneto, subito dopo che il presidente della Regione ha pronunciato queste parole, a conclusione del suo intervento di benvenuto ai trenta argentini di origine veneta, giunti a Venezia grazie al "Progetto Rientro Emigrati" e appena sbarcati all’aeroporto di Tessera.

Si tratta del primo gruppo di giovani assunti dalla Electrolux Zanussi e che saranno impiegati stabilmente negli stabilimenti di Mel (Belluno), Susegana (Treviso) e Rovigo, in base all’accordo stipulato tra la stessa azienda, la Regione del Veneto e il Ministero italiano del Lavoro. A loro se ne aggiungeranno nei prossimi mesi altri 170, a seguito delle selezioni che vengono svolte in Argentina e più precisamente a Cordoba, dove opera uno dei tre Sportelli previsti dal progetto (gli altri sono a Padova, con funzioni di coordinamento, e a Santiago del Cile).

"L’Italia e il Veneto in particolare – ha detto il presidente Giancarlo Galan – hanno un debito morale nei confronti dell’Argentina che ha ospitato nei secoli scorsi tanti nostri connazionali che scappavano dalla miseria della loro terra. Quella stessa terra che oggi, grazie anche alle rimesse di quanti partirono ma non dimenticarono mai il Paese d’origine, è diventata una delle realtà economiche e produttive più dinamiche d’Europa. Dobbiamo, quindi, riconoscenza a questo Paese sudamericano, con il quale il Veneto ha storici rapporti di fraterna amicizia, ed è prima di tutto in realtà come queste, dove la presenza italiana è radicata, che riteniamo giusto ricercare quella manodopera di cui abbisognano le nostre imprese".

Galan ha espresso l’augurio che l’Argentina "sappia risollevarsi dal periodo di grave crisi che sta attraversando" e, rivolgendosi ai giovani oriundi, ha detto: "Voi potete rimanere in Italia per tutto il tempo che volete, ma se lo riterrete opportuno, potrete in futuro rientrare nel Paese nel quale siete nati, arricchiti di quell’esperienza professionale che potrà essere spesa utilmente per accrescere lo sviluppo dell’Argentina".

Il presidente veneto ha poi ricordato quanti hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto, primo del genere in Italia, e grazie al cui contributo la Regione ha saputo superare i dubbi e le perplessità iniziali di molti, mettendo in campo "cuore" (il senso di riconoscenza e i legami con l’Argentina), "testa" (la capacità organizzativa di far cooperare diversi enti e organizzazioni) e "braccia" (il lavoro di una regione all’avanguardia in campo produttivo): l’assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon e i suoi collaboratori, Il Ministero del lavoro e la Direzione Generale per l’Immigrazione, l’ente strumentale Veneto Lavoro, la Provincia di Padova, l’ufficio consolare e la Camera di Commercio Italiana di Cordoba, le associazioni di emigrati che operano in Argentina, in particolare il Cava, e nel Veneto.

Dopo aver donato il simbolo della Regione, il Leone di San Marco, al console italiano in Argentina, Nicola Di Tullio e ai giovani oriundi, Galan ha dato spazio al coro degli alpini "Piave" di Feltre, che ha eseguito, tra l’altro, "Merica, Merica, Merica", un vero e proprio inno dell’emigrazione veneta oltreoceano. (Inform)


Vai a: