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INFORM - N. 100 - 21 maggio 2002

Ancora polemiche sul trasferimento dei contributi AVS all`INPS.

Antonio Lanza: Le marmotte marciano su Berna !

ZURIGO - Antonio Giacchetta, vice presidente dell`INCA-CGIL e membro della federazione dei socialisti italiani in Svizzera, colui che, nell`assemblea pubblica del 3 marzo 2001, tesse solo elogi agli accordi bilaterali EU-CH e asserì che l`Italia era costretta ad adeguarsi alle disposizioni comunitarie, e che, per oltre due anni, non si era mai presentato a nessuna riunione delle organizzazioni aderenti alla Petizione, recentemente convocò la riunione del 5 maggio del 2002. In tale riunione si appurò che non erano stati invitati tutti gli aventi diritto. Al che due membri del Comitato di vigilanza e di pressione la invalidarono e proposero di convocarne un`altra, con lo stesso ordine del giorno per il seguente fine settimana. Salvatore Loiarro, responsabile della commissione lavoro e previdenza dei DS in Svizzera e collega d`ufficio di Antonio Giacchetta, dichiarò che l`iniziativa era stata sua, il collega si era solo limitato a firmare. In parole povere, il don Chisciotte (Salvatore Loiarro) aveva disposto e, da ossequiente scudiero, Sancho Panza (Antonio Giacchetta) aveva eseguito l`ordine.

Il Giacchetta, contrariamente anche ai minimi dettami del vivere democratico e della collegialità, convocò una riunione per mercoledì del c.m alle ore 20, con un diverso ordine del giorno, pur sapendo che a quell’ora i due membri che avevano invalidato la precedente riunione non avrebbero potuto parteciparvi per motivi di lavoro. Il CGIE che, come risulta anche dagli atti depositati in diversi Ministeri, ha sempre sostenuto fino a poche settimane fa il trasferimento virtuale, asserendo che era il più percorribile legalmente ed economicamente per le istituzioni italiane. Claudio Pozzetti, presidente del comitato sindacale intercantonale Ticino-Lombardia e Nicola Nicolosi della Segreteria CGIL della Lombardia, nella conferenza stampa del 13 Novembre 2000, asserirono che il trasferimento reale avrebbe risolto solo in parte il problema, pertanto loro sostenevano il trasferimento virtuale dei contributi dall`AVS all`INPS.

Intanto l`UFARS, la Federazione delle Colonie libere italiane, le ACLI, l`Ital-Uil, il Partito popolare italiano, Rifondazione comunista, ecc…, erano assenti e silenti: come le vere marmotte, dormirono sonni lunghi e tranquilli. Adesso anche le marmotte (quelle pseudo) si sono svegliate!

L`ordine di chi le foraggia è perentorio: disturbare! Certamente le manifestazioni sono il sale (e anche il pepe, aggiungo io) della democrazia. Però il manifestare dovrebbe essere il mezzo per raggiungere un fine. E non viceversa. La marcia su Berna ha uno scopo prettamente demagogico: disturbare il Governo Berlusconi, nei giorni in cui ci sono le elezioni in Italia.

Claudio Pozzetti, Salvatore Loiarro, Angelo Tinari, Sergio Giacinti, ecc…, forse pensano che gli Italiani, presenti alla Casa d`Italia di Zurigo il 3 Marzo 2001, hanno dimenticato che furono proprio lor signori a bocciare la proposta di andare a manifestare a Roma. Anche allora era tempo di elezioni; il Governo, però, era presieduto dall`ulivista Giulano Amato e non doveva essere disturbato. Povero (nel senso metaforico s`intende) Claudio Pozzetti sindacalista della CGIL- frontalieri. Forse si ricorderà quanto affermò l’anno scprso: cioè che andare a manifestare a Roma era come fare la sceneggiata o un picnic, e che caso mai sarebbe stato più opportuno manifestare nel mese di giugno.

Le sue previsioni si avverarono. L`Ulivo fu estirpato e trapiantato chissà dove e i suoi Ministri stanno ancora a correre dietro le farfalle, nei prati di Villa Borghese a Roma. Adesso sostiene la marcia delle marmotte su Berna. Ha ragione! Adesso è tempo dei girotondi. Prego lui e gli altri partecipanti di portare anche i bambini. Il girotondo è o non è un gioco da bambini?.

Chi arringherà i manifestanti dovrebbe avere il coraggio di far collegare gli elettrodi della macchina della verità sul suo corpo e su una lampada messa in alto, alle sue spalle. La lampada, sono certo, a causa delle tante bugie recepite, rimarrebbe sempre accesa. La CGIL-frontalieri, il CGIE per la Svizzera dovrebbero spiegare anche perché prima sostenevano il trasferimento virtuale e adesso quello reale. Ci vorrebbe, secondo me, un oratore all`Antonio Di Pietro. Anzi spero che sia proprio lui l`oratore ufficiale. Così, dall`alto del palco, con la voce tuonante, come faceva, anni addietro, nelle aule dei tribunali, rendesse conto del come mai dall`estate scorsa (quando gli fu consegnata la stessa documentazione inviata a vari Parlamentari italiani) non ha ancora trovato il tempo di scrivere due righi per comunicare, ai suoi adepti in terra elvetica o alle organizzazioni aderenti alla petizione, l`iter del suo interessamento per una soluzione positiva della problematica inerente il blocco del trasferimento dei contributi dall`AVS all`INPS. O forse non ha avuto il tempo per interessarsene? La verità e che il CGIE, i Sindacati, i Patronati, i Partiti, ecc… aderenti o simpatizzanti del defunto Ulivo non vogliono che il problema sia risolto perché hanno immensamente paura che gli italiani emigrati ed ex emigrati in Svizzera siano riconoscenti alla Casa delle Libertà . Meno male che a sinistra è rimasto ancora qualche Parlamentare di buon senso. Grazie, Senatore Antonio Pizzinato (DS) di aver presentato un Disegno di legge simile a quelli presentati dall`On. Giancarlo Giorgetti alla Camera e dal Senatore Francesco Moro al Senato (entrambi della Lega Nord Padania). A coloro che marceranno su Berna consiglio uno slogan veritiero da urlare e da scrivere sui cartelloni: Presidente Berlusconi, risolvici il problema che l`Ulivo creò e non risolse!!! (Antonio Lanza, membro del Comitato di vigilanza e di pressione delle Organizzazioni aderenti alla Petizione)

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