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INFORM - N. 99 - 20 maggio 2002

Il Presidente della Provincia autonoma di Trento ha consegnato l'Aquila di San Venceslao al Presidente brasiliano

Dopo la canonizzazione di Suor Paolina ancora più stretti i legami fra Trentino e Brasile

ROMA - C'è una santa che in qualche modo tiene per mano due luoghi lontani che la storia ha più volte avvicinato: il Trentino e il Brasile. Le due patrie di Santa Paolina sono infatti state protagoniste di un importante confronto politico - tra il presidente della Repubblica del Brasile, Fernando Henrique Cardoso, e il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai - e hanno fatto da sfondo tanto alla messa celebrata nella Chiesa del Gesù dal cardinale Claudio Humers, arcivescovo di San Paolo, e dall'arcivescovo di Trento Luigi Bressan, quanto all'udienza con Papa Giovanni Paolo II, incontro che ha concluso l'intensa due giorni dedicata alla canonizzazione di Amabile Visintainer.

E' proprio parlando di suor Paolina che è iniziato il dialogo fra il presidente della Repubblica brasiliana Cardoso e il presidente Dellai. Cardoso ha ringraziato il Trentino, dimostrando di conoscere bene anche i progetti portati avanti dalla Provincia autonoma soprattutto nella zona di Santa Caterina. Il presidente Dellai nel corso dell'incontro - al quale hanno preso parte anche l'assessore provinciale Sergio Muraro e i molti sindaci trentini presenti a Roma, idealmente guidati da Walter Kaswalder, primo cittadino di Vigolo Vattaro - ha anche donato al presidente Cardoso l’Aquila di San Venceslao, il più alto riconoscimento della Provincia autonoma di Trento: un dono, come ha detto lo stesso Dellai, che è stato consegnato a un capo di Stato, al massimo esponente di una terra da sempre amica del Trentino, ma anche al presidente di quel Brasile nel quale è cresciuta e ha operato per l'intera vita suor Amabile Visintainer.

Cardoso è rimasto molto colpito dal dono della Provincia autonoma e il suo - anche nel momento in cui ha scritto una frase sul libro d'onore della Provincia autonoma - è stato un grazie tutt'altro che formale, a riprova che sulla strada tracciata alla fine dell'Ottocento dai tanti trentini che, come i genitori di Amabile, hanno cercato fortuna in Brasile, è cresciuta una storia, una cultura, una tradizione. Cardoso s'è anche detto orgoglioso e onorato di ricevere l'invittissima aquila dai massimi responsabili istituzionali della terra di Santa Paolina, una santa che da ieri - come ha ribadito lo stesso Dellai esaltando la sua opera - è ormai considerata, almeno dal punto di vista simbolico, la protettrice degli emigrati trentini.

La giornata, come detto, s'è conclusa con altri due intensi momenti: la messa alla Chiesa del Gesù e il toccante incontro con un Giovanni Paolo II, sempre più piegato su se stesso, sempre più segnato da dolori che ne condizionano i gesti, le espressioni. Nella Chiesa del Gesù il cardinale Humers ha parlato di madre Paulina – come la chiamano in Brasile - come della prima santa brasiliana " che noi dobbiamo però considerare totalmente trentina e totalmente brasiliana". È stato il modo migliore, questo, per superare possibili questioni di "paternità", ma anche per ribadire che Santa Paolina rappresenta entrambi i mondi nei quali è cresciuta, ma idealmente tanti altri mondi dove la povertà, il sacrificio e l' impegno sono i fiori che ogni giorno crescono malgrado l'aridità del pianeta. Insieme al cardinale, hanno concelebrato l'arcivescovo di Trento Luigi Bressan, l'arcivescovo di Florianopolis e numerosi sacerdoti trentini e brasiliani. Tra le navate – che devono parte della loro bellezza anche all'opera del trentino Andrea Pozzo – la piccola Isa Bruna, che anche oggi ha pregato per una santa alla quale il suo nome sarà sempre legato.

In Vaticano, infine, il Santo Padre – che ha salutato e ringraziato tutti i pellegrini (circa 5000 quelli all'udienza) che hanno raggiunto Roma per la canonizzazione di cinque nuovi santi – ha ancora una volta colpito al cuore con le sue parole e soprattutto con il trasporto con il quale le accompagna. È riuscito a creare una grande magia e ha riempito di emozione un momento che il suo stato di salute e il clima generale hanno reso ancora più intenso. Per la delegazione trentina – della quale facevano parte anche il presidente della Regione Carlo Andreotti e il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Panizza – è stato un momento davvero indimenticabile. (Alberto Faustini-Inform)


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